Quando lo scorso 29 agosto scrivemmo, al termine Consiglio Comunale monotematico sulle problematiche legate al comparto della mitilicoltura, che quello attuale fosse tra i peggiori consigli comunali degli ultimi 30 anni (tranne rare eccezioni), in molti si sono risentiti dalle parti di Palazzo di Città, della Prefettura, nonché a livello barese e romano. Quanto accaduto dall’autunno scorso all’interno della maggioranza che vinse le elezioni nel giugno 2022, con svariati cambi di casacca e capovolgimenti di fronte continui, sino alla melodrammatica giornata di febbraio nella quale per una sola firma non si riuscì a far cadere l’attuale sindaco Rinaldo Melucci, ci ha dato tristemente ragione. (leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/08/29/taranto-non-merita-questa-classe-politica-2/)
E ancora una volta ieri, durante l’ultima riunione della massima assise cittadina, lo spettacolo fornito dai presenti non è stato dei migliori, ad esser buoni. Dopo aver approvato senza difficoltà e senza discussione (favorevoli 17 contrari 8 Astenuti 2) il punto riguardante il contratto di affidamento “in house providing” della gestione in esclusiva dei parcheggi pubblici alla partecipata Kyma Mobilità (ed in conclusione di giornata anche la variante urbanistica in favore della società Bricoman dopo il rilascio dell’autorizzazione unica da parte del commissario ZES, il regolamento per la gestione delle morosità delle unità immobiliari di proprietà del comune, oltre ad una serie di punti minori), ed aver rinviato il punto sul “piano integrato d’ambito per dehors” e quello sul “piano generale di localizzazione degli impianti pubblicitari”, è stato approvato anche in questo caso senza discussione e con gli stessi numeri il punto riguardante il “documento strategico del commercio” che era stato al centro del precedente consiglio comunale oltre che di un lungo confronto in commissione tra maggioranza, opposizione e associazioni datoriali. Che ha comunque generato una polemica tra il consigliere comunale Lo Muzio (presidente della commissione Attività Produttive) e il consigliere Contrario (da poco ‘promosso’ a capogruppo del Partito Democratico), a causa di un emendamento presentato nel precedente consiglio comunale, nel quale si dice che il nuovo regolamento vale per tutti fatte salve istanze strutture commerciali inoltrate e in corso di definizioni tecnico amministrative valutate prima dell’approvazione dello stesso. Aspetto che ha fatto storcere il naso al consigliere Contrario che ha parlato di minina intervenuta all’ultimo (evidentemente per favorire qualche attività vicina a qualche componente dell’attuale amministrazione, motivo per il quale lo stesso si rivolgerà al SUAP per avere chiarimenti in merito) e che invece per il consigliere Lo Muzio e la maggioranza è motivato con il voler evitare di mandare gli uffici in conflitto tra nuovo e vecchio regolamento su interpretazione degli stessi.
Dopo di che è stato il turno di uno dei due punti centrali della riunione, ovvero l’approvazione della manovra riguardante l’assestamento generale di bilancio e salvaguardia degli equilibri per l’esercizio 2024. Che è stato approvato con 19 voti favorevoli, 9 contrari e 1 astenuti. Dunque uno in più rispetto all’attuale maggioranza composta da 17 consiglieri e il sindaco Melucci (18): a votare a favore è stato anche il consigliere del Misto di minoranza Mario Odone (eletto nelle file del Movimento 5 Stelle) che ha motivato la sua scelta dichiarando di aver condiviso l’operato dell’amministrazione comunale e dei suoi funzionari nel raggiungere il pareggio di bilancio e che si è detto pronto a collaborare con il sindaco Melucci nell’interesse della città a partire dalla ‘favola’ riguardante la prossima stesura dell’accordo di programma sull’ex Ilva.

A spiegare ai consiglieri presenti, in particolar modo quelli dell’opposizione che hanno sollevato diversi dubbi, quali strade sono state seguite per raggiungere l’obiettivo è stato il dirigente Stefano Lanza della Direzione Programmazione Economica Finanziaria del Comune di Taranto. Che ha innanzitutto ricordato come il bilancio di previsione sia stato approvato a dicembre scorso (a differenza di quanto accaduto quasi sempre in passato quando veniva approvato in proroga nel mese di aprile): questo ha consentito di partire sin dal mese di gennaio con i vari programmi previsti dalle varie direzioni del Comune. La prima variazione di bilancio è arrivata dopo l’approvazione a metà del rendiconto gestione 2023 in riferimento alle risultanze a metà giugno. E’ quindi partita una richiesta a tutte le direzioni per sapere se ci fossero state delle criticità: ambiente e patrimonio. La prima: il Consiglio di Stato ha bocciato una delibera della Regione Puglia per calmierare le tariffe del trasferimento dei rifiuti in discarica che faceva venire meno quanto stabilito da una delibera dell’Arera. I soggetti che gestivano le discariche hanno quindi chiesto la revisione dei contratti e delle relative tariffe adeguandoli ai ricalcoli delI’ISTAT degli ultimi cinque anni. Ciò ha comportato il dover riconoscere a favore dei gestori delle discariche oltre dieci milioni di euro: dopo un accordo tra l’Arera e il gestore è stato stabilito che il Comune di Taranto dovrà restituire questa somma in sei rate ogni anno 1,8 milioni di euro per il comune di Taranto che ha ottenuto una rateizzazione a partire dal 2025. Ma restava il problema di adeguare le tariffe Istat per l’anno del 2024, consistente in un aumento di 300mila euro per ogni mese in più per conferimento in discarica previsto (3,6 milioni di euro per il 2024). Incremento capitolo per 3.9 milioni di euro perché più gestori. Le entrate previste con le tariffe previsti inizialmente erano pari a 47 milioni di euro, che hanno comportato una riduzione di entrate per l’amministrazione comunale di 1,5 milione di euro.
Per quanto riguarda invece la Direzione Patrimonio, vi è stato il problema di una fattura sempre per un adeguamento Istat del 2023 per 652 mila euro; con la nuova gara da adeguare sempre alle nuove tariffe è servito recuperare altre 300mila euro per garantire le gare nel settore della Direzione Patrimonio, per migliorare i servizi dei sistemi integrati (dove lavorano dipendenti esterni per l’ente comunale). La previsione di 5 milioni annue sono aumentate quindi già solo per il solo 2024. Risorse aggiuntive sono state necessarie perché richieste dalla manovra finanziaria 2024, il governo ha reintrodotto lo spending review, che obbliga i comuni a contribuire alle spese dello Stato: da un ricalcolo effettuato il comune dovrà restituire a partire dal 2024 e sino al 2028 circa un milione di euro. Altro capitolo riguarda invece Cassa Depositi e Prestiti: nel 2020 causa pandemia fu congelata la rata di ammortamento dei mutui sorte capitale: a giugno è arrivata da CDP la lettera con cui si chiedeva la restituzione della rata di ammortamento che ammonta ad oltre 629mila euro. Senza dimenticare i debiti fuori bilancio dovuti a sentenze prodotte dall’avvocatura pari a 346mila euro. Per questo, ha spiegato ancora il dott. Lanza, quando aumentano le spese bisogna adeguare il fondo riserva in questo caso per altri 200mila euro. Trovata la copertura finanziaria per queste spese, sono stati messi in bilancio gli avvisi di accertamento Tari per 5 milioni di euro che viene però sterilizzato dal fondo crediti dubbia esigibilità.
Come si è giunti al riequilibrio di bilancio? Innanzitutto è stato deciso di applicare l’avanzo in molti settori, dove vi erano accantonamenti autorizzati ora per effettuare spese da parte del comune. Si è deciso di bloccare i mutui nel 2024 per ridurre rata ammortamenti negli anni 25-26 (mercato Fadini, Villa Peripato) e poi vecchi mutui accesi in anni precedenti con interventi già conclusi, quindi con diverso utilizzo. Inoltre è stato previsto il blocco delle assunzioni sempre per gli anni ’25-’26 per cui si troveranno nuove risorse nel prossimo bilancio di previsione. Infine, motivo delle polemiche delle ultime settimane ed anche ieri in Consiglio comunale, si è deciso di utilizzare le risorse provenienti dal bilancio fatto registrare da Kyma Mobilità, pari a 4,3 milioni di euro di utile (frutto anche del pagamento di diverse fatture da parte del Comune alla società partecipata). Per inciso, sempre ieri al termine dell’Assemblea con il socio unico a Palazzo di Città, è stato approvato il bilancio di esercizio di Kyma Ambiente, chiuso al 31.12.2023, che ha fatto registrare un utile di 337.905 euro.
Chiaramente questo punto, relativo alla gestione delle due partecipate ha generato un giro di accuse tra maggioranza e opposizione. Visto che è stato evidenziato che qualora la città di Taranto avesse una raccolta differenziata degna di questo nome, gli aumenti delle tariffe del rifiuto in discarica sarebbero stati decisamente più contenuti. Del resto il futuro di Kyma Ambiente (ex Amiu) è ancora oggi poco chiaro, specie sul come risolvere la fase attuale di pre dissesto della stessa (farla fallire? mandarla in dissesto per bloccare i debiti? ripristinare l’inceneritore per poi venderlo a privati?). Così come molti consiglieri di opposizione hanno fatto presente che gli utili di Kyma Mobilità potevano essere reinvestiti nella società stessa (migliorare le officine, premiare i lavoratori e via dicendo o che la situazione della Kyma Mobilità vede anche un contenzioso con la Regione per cui quell’utile di bilancio è di dubbia esigibilità), mentre i consiglieri di maggioranza hanno ricordato che l’utilizzo degli utili delle partecipate da parte dei comuni sono operazioni finanziarie all’ordine del giorno.
Ma l’intervento che fa drasticamente precipitare il clima all’interno dell’aula del Consiglio comunale, arriva quando il consigliere di opposizione Festinante chiede ed ottiene l’anticipazione del punto 12 dell’ordine del giorno. Quello più atteso e discusso. Ovvero l’approvazione delle regole sul regolamento del funzionamento del Consiglio comunale e degli altri organi consiliari (modifica degli articoli 3, 6, 33, 42, 53, 55, 56, 57 e 64). In particolare quella riguardante la modifica relativa alla revoca del presidente del Consiglio comunale in presenza qualora si verificasse (così è stata giustificata la norma in punta di diritto dagli esponenti della maggioranza in particolare dall’assessore Ciraci che è intervenuto su delega dell’intera giunta), la violazione del principio di terzietà da parte della figura in questione. Col vecchio Regolamento per sfiduciare il presidente erano necessari 20 voti e 16 per presentare la mozione di sfiducia nei sui confronti. Adesso (le modifiche sono state approvate con 17 voti favorevoli, la maggioranza, 8 contrari, le opposizioni, e 1 astenuto, Francesco Battista della Lega) basteranno 17 voti per la sfiducia e 13 per proporre la mozione di sfiducia.

Per chi segue, indubbiamente con grande difficoltà, le vicende politiche cittadine questa operazione per molti consiglieri dell’opposizione ed osservatori politici tale norma altro non sarebbe che la via scelta per ‘punire’ l’attuale presidente del Consiglio comunale Piero Bitetti, reo di essersi recato presso lo studio notarile lo scorso febbraio per sfiduciare l’attuale sindaco Rinaldo Melucci (ricordiamo che grazie ad un accordo pre elettorale siglato a Bari nella primavera del 2022, venne previsto che la terza forza politica che avrebbe ottenuto più voti all’interno della coalizione che sosteneva Melucci avrebbe ottenuto la presidenza del Consiglio, posizione raggiunta da CON, la lista civica in cui era candidato Bitetti e creata a suo tempo dal governatore Emiliano, elezione che comportò per l’escluso eccellente Lonoce la conquista’ di una poltrona all’interno del cda dell’Acquedotto Pugliese). Ed allo stesso tempo un modo per ‘premiare’ l’ex consigliere comunale di opposizione Luigi Abbate che quel giorno di febbraio era il diciassettesimo uomo che fu atteso vanamente per ore dagli altri 16 consiglieri. Dall’opposizione è stato per questo sostenuta la tesi secondo la quale non avendo i numeri per sfiduciare Bitetti, bisognava cambiare il regolamento in commissione Affari Generali. Che dopo la debacle dal notaio, vide un cambio alla presidenza proprio tra Bitetti ed Abbate. Commissione che da quel momento lavorerà anche e soprattutto alla modifica dell’attuale regolamento approvata ieri, dopo un lunghissimo e durissimo scambio di accuse e offese tra i presenti, corroborate da grida, urla, fischi, schiamazzi ed anche una quasi rissa tra i consiglieri Contrario e Stellato. Il tutto mentre il buon Bitetti, mentre se la rideva dal suo scranno più alto, chiedeva ironicamente ai consiglieri perché si avvelenassero così tanto la bile invitandoli ad assumere un decoro istituzionale che ai più è sempre mancato e sempre mancherà. Né è servito l’emendamento presentato dal consigliere Gianni Liviano comunque bocciato dal voto contrario della maggioranza, di rendere efficace le modifiche a partire dalla prossima consiliatura. “Se viene meno ora il ruolo di terzietà – ha detto Ciraci – come si può spostare alla prossima consiliatura la revoca del mandato al presidente del Consiglio?”, affermando di fatto tra le righe che per la maggioranza un problema di terzietà vi è già qui ed ora. E che la quesitone oltre che politica è anche e soprattutto personale: esempio lampante di come la politica, a livello locale e nazionale abbia preso una deriva privatistica che oggi pare senza ritorno e che allontana sempre di più i cittadini dalla stessa. Con la città ed i suoi problemi che sembrano essere sempre più lontani da quella che invece è per antonomasia la sua casa.
Passato agosto, le somme si tireranno a settembre, quando dovrebbe avvenire l’ennesimo rimpasto di giunta da parte del sindaco Melucci (che ha cambiato ancora una volta i dirigenti dei vari settori oltre ad essersi ulteriormente inimicato i dipendenti comunali e i sindacati di categoria) e il consiglio comunale nel quale votare la sfiducia a Bitetti. Da lì in poi, l’autunno politico sarà ancora più caldo: la possibilità che l’amministrazione Melucci possa cadere entro novembre per far sì che si vada a votare in concomitanza con le elezioni regionali previste nella tarda primavera del 2025 non è affatto remota. Non resta, cari concittadini e lettori, che darvi appuntamento alle prossime puntate. Altri commenti sono evidentemente inutili.
(leggi tutti gli articoli sul consiglio comunale https://www.corriereditaranto.it/?s=consiglio+comunale&submit=Go)