“Negli ultimi anni, Taranto ha vissuto una serie di cambiamenti e progetti ambiziosi. Le promesse di nuovi posti di lavoro, investimenti e sviluppo hanno alimentato le speranze dei cittadini riservando, in verità, solo delusioni Lo conferma il recente bando di Concorso del Ministero della Difesa, che prevede circa 1100 posti distribuiti in tutta Italia, che non ha previsto il ripianamento dei posti non assegnati del precedente concorso di 315 posti per l’Arsenale di Taranto. Eppure lo avevano assicurato tutti i vertici del Ministero”. Lo afferma il sindacato Cisl FP di Taranto Brindisi, che prosegue:
“La rocambolesca vicenda di un concorso nato per Taranto ormai tanti anni fa, gestito in maniera approssimativa e superficiale con commissioni inadeguate che sono riusciti a non assegnare ben 165 posti, aveva suscitato la generale indignazione dei vertici della Difesa e la promessa di ripagare la città nel primo concorso successivo. Lo aveva promesso la stessa Direttrice di Persociv nella sua visita a Taranto. Lo avevano promesso i vertici politici e militari. Ma tutte le promesse sono state tradite. Nel nuovo concorso – precisa il sindacato nella persona di Umberto Renna, Responsabile Funzioni Centrali – solo 80 posti sono previsti, non a Taranto ma in tutta la Puglia quando solo nell’Arsenale di Taranto sono 165 i posti non assegnati nel precedente concorso!”.
“Dei 90 motoristi e meccanici del precedente concorso dell’Arsenale, solo 5 sono stati previsti. Le assunzioni tanto attese sono rimaste speranze disilluse, lasciando molti giovani disoccupati e delusi.
Le famiglie tarantine si sentono abbandonate, tradite dalle Istituzioni, dalla Politica e dalla Marina Militare. La città è stata sedotta da progetti grandiosi – conclude Renna – ma abbandonata quando si è trattato di metterli in pratica. La Cisl FP di Taranto Brindisi ritiene indispensabili nuove straordinarie iniziative di protesta che coinvolgano le parti migliori della città. Parti non compromesse che abbiano una visione di lungo periodo e che pongono al centro il bene di una intera comunità ancora una volta tradita dal Ministero della Difesa”.