L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambiente (ARPA Puglia) ha pubblicato la relazione annuale sono stati riportati i dati di monitoraggio della qualità dell’aria aggiornati al 2023, registrati nelle aree di Taranto e Statte, con particolare riferimento a quelli acquisiti nei siti ricadenti nel quartiere Tamburi, classificati ai sensi del D.lgs 155/10 come industriali, posti a confronto con quelli classificati come traffico e fondo, facenti parte sia della rete regionale che di quella privata di Acciaierie d’Italia – ex Arcelor Mittal. All’interno della relazione sono, inoltre, mostrate per gli inquinanti e gli indicatori statistici normati dal D.Lgs. n.155/2010, le mappe elaborate sulle suddette aree ad 1km di risoluzione spaziale dal sistema modellistico per la previsione e la valutazione dello stato della qualità dell’aria di ARPA Puglia, incentrato sul codice euleriano di tipo fotochimico FARM. Per gli inquinanti NO2, SO2, Benzene, CO, PM10, PM2.5 e Ozono le mappe sono invece state ottenute integrando gli esiti della simulazione con le misure puntuali fornite dalla rete di monitoraggio RRQA.
Come per il 2022, anche per l’anno 2023 nessun limite di legge previsto dal D. Lgs. n.155/2010 è stato superato nell’area di Taranto-Statte, sia per tutti gli inquinanti gassosi rilevati dalle reti fisse di monitoraggio della qualità dell’aria, che per il PM10 e il PM2,5. In particolare, dal 2017 al 2023 si è osservata una generale stabilità, dei livelli medi annui di inquinamento da PM10 in tutti i siti presenti nei Comuni di Taranto e Statte. Fa eccezione il benzene, come ampiamente documentato in questi ultimi anni e come viene ricordato anche in questa relazione.
Per quanto riguarda le concentrazioni annuali di PM10 misurate nelle centraline della qualità dell’aria della città di Taranto, ARPA ricorda quest’ultima che sono in decremento a partire dal 2012. Anche nel 2023, in nessun sito del comune di Taranto è stato superato il valore limite previsto dal D. Lgs. 155/2010 sulla media annuale, pari a 40 μg/m3. In nessun sito del Comune di Taranto – sempre a partire dal 2012 – è stato mai superato il numero massimo di 35 superamenti del valore di 50 μg/m3 sulla media giornaliera del PM10, consentiti dalla norma.
La media annua di PM10 più alta rispetto a quelle di tutte le altre centraline, è risultata pari a 33 μg/m3 presso la centralina di Tamburi-Via Orsini. Anche il maggior numero di superamenti del valore limite giornaliero è stato registrato nel sito Tamburi-Via Orsini. Dal 2016 sino al 2023 si è osservata una generale stabilità dei livelli medi annui di inquinamento da PM10 in tutti i siti di rilievo attivi a Taranto e a Statte. Con valori comunque in riduzione a partire dal 2012. Tale diminuzione può essere dovuta, sia alla riduzione della produzione industriale degli ultimi anni, che a una serie di misure di risanamento messe in atto a partire da settembre 2012 fra le quali quelle volte a limitare il carico emissivo industriale nei cosiddetti “Wind days”, giorni di elevata ventosità, in cui l’agglomerato urbano si trova sottovento al polo industriale. Le concentrazioni medie annuali di PM10 dal 2009 al 2023 nella centralina di Talsano (classificata come fondo) sono risultate costantemente più basse rispetto a quelle delle stazioni della RRQA poste nel quartiere Tamburi (in Via Machiavelli, Via Archimede, Tamburi-Via Orsini). I valori più bassi delle medie annue di PM10 in tutta la rete sono risultati sempre quelli registrati a Paolo VI-CISI, Statte-Sorgenti e Statte Ponte Wind.
Per quanto riguarda invece la rete AdI (ex ILVA), negli ultimi cinque anni la media annua più elevata, è stata registrata presso la centralina Cokeria nell’anno 2019. Nelle altre cabine, per lo stesso periodo, non si osservano sostanziali variazioni nelle medie annuali, e nemmeno incrementi, nell’anno 2023, rispetto agli anni precedenti, attestandosi nel range 20÷40 μg/m3, ad eccezione della citata stazione Tamburi-Via Orsini dove si è riscontrato un incremento rispetto a quanto osservato nel 2022. Per tale sito si segnala la contiguità a cantieri stradali le cui attività hanno verosimilmente avuto effetti nelle concentrazioni di PM10. Anche le mappe elaborate per il 2023 a partire dalle simulazioni condotte con il sistema modellistico per la valutazione dello stato della qualità dell’aria non mostrano nell’area di Taranto e Statte superamenti dei valori limite prescritti per il PM10. Le medie annue di PM10 registrate nel 2023 presso tutte le centraline sono risultate confrontabili o in aumento rispetto a quelle misurate nel 2022 (un lieve calo si è riscontrato solo nel sito di San Vito).
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/07/15/ex-ilva-in-salita-il-rinnovo-dellaia-1/)
Anche i livelli di concentrazione in aria ambiente di PM2.5 nel Comune di Taranto, nel 2022, non hanno mostrato superamenti per tale parametro rispetto al valore limite annuale per la protezione della salute umana, pari a 25 μg/m3. La concentrazione media annua più elevata nel Comune di Taranto nel 2023, come negli anni precedenti, è stata registrata nella stazione Tamburi-Via Orsini (sito industriale, Rete AdI) con 17 μg/m3 che nel corso dell’anno registra concentrazioni costantemente più alte rispetto al sito di Alto Adige (traffico) e a Paolo VI (industriale). Anche la mappa, elaborata a partire dagli esiti della simulazione condotta per il 2023 con il sistema modellistico per la valutazione dello stato della qualità dell’aria, non mostra nell’area di Taranto e Statte alcun superamento del suddetto valore limite. Nel 2023, nel sito di Tamburi-Via Orsini le massime concentrazioni mensili sono state rilevate nei mesi di luglio e agosto, con valori superiori al limite stabilito per la media annua in 25 μg/m3. Nel 2023, rispetto al 2022, le medie annue di concentrazione di PM2.5 sono rimaste pressoché invariate. In sintesi, si può definire come complessivamente stazionaria la situazione relativa ai livelli di PM2.5 nel 2023 rispetto a quella dell’anno precedente. Per quanto riguarda l’intera rete AdI (ex ILVA), si fa presente che in ogni stazione di monitoraggio sono installati analizzatori di PM2.5 che forniscono dati di concentrazione media giornaliera. I limiti per il PM2.5 sono applicabili solo per la centralina di Tamburi-Via Orsini, esterna all’area dello Stabilimento. Nel grafico seguente si riportano gli andamenti delle concentrazioni medie annue del PM2.5 nelle cabine della rete di AdI (ex ILVA) dal 2019 al 2023. Si osserva che presso la centralina Cokeria dal 2019 al 2021 vi è stata una costante diminuzione dei valori di PM2.5 per poi aumentare nel 2022. Nel 2023 per le altre centraline si osserva un lieve calo o una situazione di stabilità.
Il capitolo più importante è come detto rivolto alla problematica benzene di cui tante volte ci siamo occupati anche su questo giornale (di cui trovate i link in pagina). Le medie annue, nelle centraline della RRQA, a partire dal 2014, sono risultate piuttosto contenute e molto al di sotto del limite consentito, con valori attestatisi attorno ad 1 μg/m3. Anche la mappa della concentrazione media annuale modellata ad 1km di risoluzione spaziale non mostra nell’area in esame alcun superamento del valore limite prescritto. I trend degli andamenti annuali di questo inquinante nella RRQA hanno mostrato una variazione non significativa negli anni 2017÷2019, con valori costantemente più alti nei siti posti al quartiere Tamburi in Via Machiavelli e Tamburi-Via Orsini (industriale) rispetto a Via Alto Adige (traffico) con livelli stazionari e confrontabili tra loro.
Negli anni 2020-2023, invece, le medie annue di benzene sono risultate in aumento rispetto a quelle registrate nel 2019, in particolar modo nelle centraline di Tamburi-Via Orsini e Via Machiavelli, entrambe classificate come industriali e poste nel quartiere Tamburi. Nel 2023 i valori medi annui nel rione Tamburi si attestano mediamente sopra i 2 μg/m3. In particolare la centralina di Tamburi-Via Orsini ha un valore medio annuo di 3.6 μg/m3 e la centralina Via Machiavelli 2.1 μg/m3. Il 2023 è stato l’anno con la media annua più elevata presso la centralina Cokeria. Per quanto attiene alle altre cabine della rete AdI (ex ILVA), nelle centraline Direzione, Meteo Parchi e Tamburi-Via Orsini si è osservato un aumento significativo delle medie annue dal 2020 al 2023. Nei restanti siti (Cokeria esclusa) i livelli del 2023 risultano confrontabili con quelli degli anni 2022 e 2021. I livelli mensili più elevati si osservano, costantemente, nella cabina denominata Cokeria.
A partire da dicembre 2019 sono sensibili gli incrementi dei valori di benzene nelle centraline Direzione, Meteo Parchi e Tamburi-Via Orsini. Nella stazione esterna sita in Tamburi-Via Orsini si è riscontrato, ad eccezione del 2021, l’aumento dei livelli ed in particolar modo nel 2020 (superiore del 100% rispetto al 2019). In tale anno tutte le centraline hanno mostrato incrementi compresi nel range 25%÷180% rispetto all’anno precedente.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/04/05/lex-ilva-sulla-strada-della-dismissione/)
Nel corso delle attività di controllo eseguite da ARPA Puglia a supporto di ISPRA presso lo Stabilimento Siderurgico di Taranto nel corso del quadriennio 2020÷2023, sono state effettuate verifiche in merito alle possibili cause correlate agli incrementi di benzene registrati negli ultimi anni. In particolare, sono stati eseguiti approfondimenti in merito alle modalità di esercizio delle cokerie ed alle correlate emissioni diffuse. Vari accertamenti sono stati condotti per comprendere le ragioni di tale incremento. Nel corso della visita ispettiva in ADI del I trimestre 2023, in relazione ad un determinato periodo di osservazione in cui sono stati registrati dei picchi di benzene, ARPA/ISPRA hanno richiesto i dati produttivi giornalieri di coke (produzione giornaliera di coke espressa in tonnellate nel periodo). Nel periodo di riferimento, i dati forniti (giornalieri) non hanno dato evidenza dell’occorrenza di picchi di produzione significativi nelle giornate in cui erano stati registrati valori elevati di benzene dalle centraline della rete RRQA di ARPA Puglia e dalle centraline dello stabilimento siderurgico AdI, confermando quanto già riportato nel report annuale ARPA di QA – AdI 2021 relativamente ai trend dei dati medi annui. Si confermano, altresì, le evidenze già osservate nelle valutazioni dei livelli di benzene acquisiti da RRQA e rete AdI negli ultimi 4 anni. Infati le concentrazioni di benzene più elevate nelle centraline Tamburi-Via Orsini, Via Machiavelli e Meteo Parchi (con andamenti concordi tra loro) si misurano con venti prevalenti da NO, cosa che, inoltre, avviene ad esempio nella maggior parte degli eventi di Wind Day. Le concentrazioni più elevate nella centralina Direzione sono state misurate con venti da E, NE, SE (in ordine decrescente di ricorrenza) come già evidenziato nella reportistica prodotta da ARPA, trasmessa agli Enti e al Gestore. Inoltre, a partire da dicembre 2022, si è osservato un ulteriore incremento delle concentrazioni di benzene nella cabina esterna della rete AdI denominata Tamburi-Via Orsini, con media mensile anche superiore a 5 μg/m3. È stato già approfondito in passato dall’Agenzia, come riportato in precedenti report, come il contributo del traffico veicolare sulle concentrazioni di benzene nei siti posti ai Tamburi si possa considerare limitato e/o trascurabile rispetto al contributo industriale.
Nella relazione viene anche riportato il numero di superamenti registrati sino al mese di dicembre 2023 dell’unico valore soglia sulla media oraria ad oggi noto, cioè il valore di esposizione di riferimento (REL) di 27 μg/m3 stabilito dall’Office of Environmental Health Hazard Assessment – OEHHA della California Environmental Protection Agency. La criticità degli elevati picchi orari diminuisce per le stazioni (Via Machiavelli, CISI Paolo VI) via via più lontane dal perimetro dello stabilimento siderurgico. Si osserva, quindi, un incremento del numero di eccedenze della soglia nel 2023, rispetto agli anni precedenti. Nei mesi da ottobre a dicembre 2023 non è stata registrata nessuna eccedenza della soglia di 27 μg/m3 (REL) nella centralina di Via Orsini-Tamburi, ed una soltanto in Via Machiavelli. Il totale nel 2023 è pari a 155 nel sito di Tamburi-Via Orsini e 47 in Via Machiavelli. Nell’anno 2022, tale soglia oraria di 27 μg/m3 è stata superata complessivamente per tutto l’anno n.106 volte nel sito Tamburi-Via Orsini e 20 volte nel sito Via Machiavelli.
Come ampiamente riportato su queste colonne, le indagini svolte e le valutazioni di ARPA Puglia, “convergono nell’individuare l’area sottoprodotti degli impianti di cokeria dell’installazione Acciaierie d’Italia, come una rilevante sorgente emissiva di benzene”. Anche per questo nei mesi scorso l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale ha rappresentato al ministero dell’Ambiente che ad oggi, l’impianto SOT di AdI in AS risulta privo delle sottosezioni Denaftalinaggio e Debenzolaggio, entrambe originariamente presenti presso lo stabilimento di Taranto.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/07/11/ex-ilva-la-cokeria-rischia-lo-stop/)
Per quanto riguarda gli altri inquinanti (NO2, CO, SO2, Ozono, H2S) i Comuni di Taranto e Statte, le medie annuali nel periodo 2017÷2023, oltre ad essere risultate sempre inferiori al limite, sia nel quartiere Tamburi sia nelle altre centraline considerate, non hanno mai registrato superamenti del limite su base oraria. Le medie annue più elevate sono state misurate in Tamburi-Via Orsini (industriale) e Via Adige (traffico).
Per il biossido d’azoto (NO2) le medie annuali sono inferiori al valore limite medio annuo sia nel quartiere Tamburi che nelle altre centraline dell’area di Taranto e non si sono registrati superamenti del limite su base oraria. A Martina Franca e Via A. Adige, stazioni classificate come da traffico, e in Via Machiavelli e Tamburi-Via Orsini, stazioni classificate come da industriale, sono state riscontrate le medie annue più elevate rispetto a quelle misurate in tutti gli altri siti. Le medie annue nel 2023 sono risultate inferiori al limite e nei siti ricadenti nel quartiere Tamburi, denominati Tamburi-Via Orsini, Via Archimede e Via Machiavelli, si sono attestate nel range 18÷21 μg/m3. Nel 2023, rispetto all’anno precedente, si rilevano livelli medi annui stabili in tutte le centraline o in calo. Per il biossido di zolfo (SO2) a Taranto sono presenti diversi analizzatori per il monitoraggio dell’SO2. Focalizzando l’attenzione sull’ultimo triennio 2010÷2023 non sono stati registrati superamenti del valore limite giornaliero, pari a 125 μg/m3. Nel 2023 non si è registrato alcun superamento del valore limite orario (350 μg/m3 da non superare più di 24 volte per anno civile), contrariamente a quanto era avvenuto nell’anno 2022. Per l’Ozono (O3), come negli anni precedenti, anche nel 2023 valori elevati sono stati registrati sull’intero territorio regionale. Nel comune di Taranto l’Ozono viene monitorato in due centraline, Talsano e San Vito. Relativamente al triennio 2019÷2023 nelle due centraline si sono registrati i seguenti superamenti della soglia di 120 μg/m3 (il valore obiettivo prevede che i giorni di superamento possano essere al massimo 25): 2019 n. 3 giorni a San Vito e n.18 giorni a Talsano. 2020 nessuno giorno a San Vito e n.18 giorni a Talsano. 2021 nessuno giorno a San Vito e n.22 giorni a Talsano. 2022 n. 2 giorni a San Vito e n.5 giorni a Talsano.
2023 nessuno giorno a San Vito e n. 10 giorni a Talsano.
L’idrogeno solforato, o H2S, non rientra invece fra gli inquinanti normati dal D. Lgs. n.155/2010. Per tale sostanza, il valore assunto come soglia olfattiva è pari a 7μg/m3, poiché a tale concentrazione la totalità dei soggetti esposti ne distingue l’odore caratteristico. Nel corso degli anni, gli strumenti di misura dell’H2S installati nelle centraline fisse di monitoraggio della qualità dell’aria siti a Taranto nel quartiere Tamburi, denominati “Via Archimede” e “Tamburi-Via Orsini”, hanno registrato valori (orari e al minuto) utili per descrivere gli impatti sul quartiere della città più vicino all’area industriale di diversi eventi odorigeni verificati nel corso dell’anno. In concomitanza a tali eventi, in merito ai quali ARPA ha già singolarmente relazionato, i venti prevalenti (DV) provenivano dalla zona industriale. La media annua più elevata di H2S nel 2023, pari a 2.1 μg/m3 è risultata quella registrata in Via Archimede. Nello stesso sito, risultava nel 2022 pari a 2.3, nel 2021 pari a 1.8 μg/m3 e nel 2020 pari a 2,2 μg/m3. In Via Archimede il massimo orario raggiunto nel 2023 è stato di 33 μg/m3 (il 19 gennaio) mentre in Tamburi-Via Orsini di 27 μg/m3 (il 28 agosto). Nei mesi di luglio-agosto 2023 si è osservato un incremento rispetto ai mesi precedenti del livello medio mensile di idrogeno solforato presso la cabina Tamburi-Via Orsini.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/06/27/ex-ilva-una-vis-senza-polemica/)
Anche i valori medi annui riscontrati per il Benzo(a)pirene (analizzato sui campioni di PM10) nei cinque siti Machiavelli, Deledda, Talsano, Martina F. e Adige nel 2023 sono risultati inferiori al valore obiettivo previsto dal D. Lgs. n.155/2010 (1 ng/m3). I valori medi annui dal 2012 e sino al 2023, riscontrati nei siti oggetto del monitoraggio del B(a)P Via Machiavelli, Deledda, Talsano, Martina F. e Via A. Adige, sono risultati sempre inferiori al valore obiettivo previsto dal D.L.gs 155/2010, pari a 1 ng/m3. Anche le mappe elaborate per il BaP a partire dagli esiti delle simulazioni condotte ad 1km di risoluzione spaziale per il 2023 con il sistema modellistico per la valutazione dello stato della qualità dell’aria non mostrano nell’area di Taranto e Statte superamenti del valore obiettivo prescritto per il suddetto inquinante. Dal 2013, le concentrazioni di B(a)P a Taranto sono paragonabili a quelle delle altre città pugliesi (ad esclusione del sito di Torchiarolo-Don Minzoni in provincia di Brindisi, più alto). Le medie annuali di BaP per l’anno 2023, rispetto al 2022 risultano confrontabili in tutti i siti monitorati. La media annua del 2023 più elevata è stata quella registrata nel sito Deledda. Certo, lascia pensare il fatto che un lieve incremento del benxoapirene nei primi tre mesi del 2022 fu tra i motivi per cui la Corte d’Assise di Taranto respinse nel maggio dello stesso anno la richiesta di dissequestro degli impianti dell’area a caldo di Taranto, avanzata dai commissari straordinari di Ilva in AS.
Ai sensi del D. Lgs. n.155/2010, sono determinati sui filtri di PM10 campionati nelle stazioni site in Via Machiavelli (RRQA), Via Alto Adige (RRQA), presso la Scuola Deledda a Tamburi, a Taranto-Talsano (RRQA) e a Martina Franca (RRQA). Non si sono rilevati livelli critici di metalli normati sin dall’inizio delle attività di speciazione del PM10. I valori medi annuali sono risultati sempre inferiori ai valori obiettivo/limite previsti dal D.L.gs. n.155/2010 per l’arsenico, il cadmio, il nichel ed il piombo, oltre che confrontabili tra loro. I valori mensili di concentrazione nei siti posti al quartiere Tamburi, Deledda e Machiavelli, sono risultati inferiori ai valori obiettivo. Anche le mappe elaborate per i suddetti inquinanti a partire dagli esiti delle simulazioni condotte ad 1km di risoluzione spaziale per il 2023 con il sistema modellistico per la valutazione dello stato della qualità dell’aria non mostrano nell’area di Taranto e Statte superamenti dei relativi valori obiettivo/limite. Le concentrazioni medie annuali dei metalli riscontrate nelle centraline nell’ultimo triennio sono risultate costanti.
Come in ogni relazione, ARPA Puglia ricorda infine che “va, in ogni caso, tenuto presente che il rispetto dei limiti di qualità dell’aria previsti dalla normativa italiana (D. Lgs. n.155/2010), recepimento di analoga normativa europea, sia per quanto riguarda il limite giornaliero del PM10 che quello annuale, i limiti per il benzo(a)pirene e i metalli nel PM10, è riferito esclusivamente alla valutazione di aspetti di carattere ambientale. La presente relazione non contiene elementi di valutazioni di carattere sanitario, che restano di competenza delle Aziende Sanitarie Locali“.
Quello che infine si può dire, in un momento in cui il percorso del riesame con valenza di rinnovo dell’AIA per l’ex Ilva procede a rilento, è che la manutenzione agli impianti è fondamentale: la sua assenza ha peggiorato la tenuta dei condotti sottoposti a corrosione: questo spiega perché a parità di produzione sono aumentate le emissioni fuggitive. In attesa di avere risposte chiare e definitive sul presente e il futuro del siderurgico, sull’ambiente, sulla salute e sull’occupazione, da troppo tempo al centro di un tiro e molla che ha sfiancato anche i più tenaci.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/04/08/taranto-attende-risposte-sulla-salute/)


Certo, lascia pensare il fatto che nonostante tutti i morti e i malati sia ancora aperta