La precipua finalità per cui è stato firmato il protocollo d’intesa tra il Comune di Taranto e diverse associazioni di categoria è il voler ridimensionare in maniera indiscriminata i rumori molesti all’aperto. A farlo presente è stato il vice sindaco di Taranto Giovanni Azzaro sin dalle sue prime dichiarazioni: “Il protocollo entrerà subito in vigore e mira a focalizzare l’attenzione su alcuni periodi dell’anno. Tra questi rientra l’estate, Pasqua e Natale che sono i periodi in cui c’è più affluenza turistica e c’è un ritorno dei nostri giovani. Ci coordineremo, con le associazioni di categoria, con dei tavoli trimestrali per trovare insieme le sinergie più idonee per far sì che gli esercenti e le attività commerciali possano svolgere il proprio lavoro nel rispetto dei limiti relativi alle emissioni dei rumori. In tal modo ai residenti si permetterà di poter vivere in maniera tranquilla andando a lavorare l’indomani mattina”. Il vice sindaco ha parlato di anarchia in riferimento alla mancata regolamentazione nei confronti di chi in questo ultimo periodo ha prodotto musica nelle aree della città interessate all’azione del presente Protocollo. San Vito, Città Vecchia, Borgo, Lama e Isola Amministrativa sono state identificate come le aree a maggiore affluenza turistica quindi oggetto del Protocollo in questione.
Considerato che sono state pervenute all’attenzione dell’Amministrazione Comunale segnalazioni da parte sia di esercenti sulla possibilità di deroga ad alcuni vincoli acustici, sia di cittadini che richiedono una più chiara regolamentazione di cosa sia consentito e di cosa non lo sia, nel corso degli ultimi giorni sono stati organizzati degli incontri pubblici di confronto tra i vari portatori d’interessi. Il Comune è pertanto intento ad esercitare il potere derogatorio attribuito sia dalla legge 447/1995, sia dalla legge regionale 12.02.2002 n. 3 limitatamente ai vincoli ivi previsti e limitatamente ad alcuni giorni della settimana. Il presente protocollo avrà durata biennale a patire dalla data di sottoscrizione e sarà tacitamente rinnovabile. Le parti concordano sulla necessità che gli obiettivi di tutela della salute, dell’ambiente e dell’ordine pubblico perseguiti dal seguente protocollo dovranno essere oggetto di confronto con i competenti organi dell’ASL e con le rappresentanze delle forze dell’ordine per condividere l’opportunità di tale disciplina derogatoria e di concordarne le migliori condizioni di attuazione e di controllo. Si metteranno in campo azioni riguardanti lo svolgimento delle attività commerciali e di intrattenimento site nella Città, in particolare nelle ore serali e notturne, con l’obiettivo di promuoverne un modello sano e rispettoso dei reciproci interessi facenti capo agli abitanti, agli esercenti ed ai loro avventori allo scopo di assicurare loro confacenti condizioni di condivisa convivenza.
Nonostante il riferimento, teorico, agli abitanti nelle zone d’interesse, pare manchi un loro pratico coinvolgimento. Questo è emerso dal punto di vista del noto Giovanni Guarino, residente presso città vecchia, il quale durante la conferenza stampa dove si è proceduto a firmare il Protocollo, ha fatto presente che vi è un imprenditore che si è arrogato il diritto di privatizzare l’arco di Madonna del Pozzo. “In quel posto la gente – ha aggiunto con sottile ironia – fino ad un anno fa andava a pregare. La gente di questo quartiere che purtroppo è antica, non capisce niente e non sa niente della movida e della modernità, andava lì e chiedeva alla Madonna di aiutarla quando aveva un problema. Oggi non ci può più andare perché se si entra nell’arco sembra che la Madonna sia stata invitata a tavola. Nello stesso posto non si possono fare discoteche all’aperto con 400/500 watt in una zona che 20 anni fa è stata evacuata per pericolo immediato di crollo”. Azzaro gli ha risposto che l’amministrazione vedrà come coinvolgere i residenti fermo restando che sia impossibile andare da 20.000 residenti. Ha poi aggiunto di averlo precisato sin dall’inizio che contempereranno le esigenze degli esercenti ma soprattutto quelle dei residenti.
Al termine dello scambio di battute, abbiamo chiesto a Guarino cosa crede che manchi nel Protocollo d’Intesa e ci ha risposto che la visione del prevenire c’è ma è carente del punto di vista dei residenti. Il suo riferimento, tra i luoghi d’interesse, è caduto su Taranto Vecchia perché crede sia quello più fragile per una serie di motivi quali l’urbanizzazione, la ricchezza storico-culturale degli immobili, i suoi spazi e il suo passato quindi non è solo un problema di rumorosità e di decibel ma ce ne sono altri. L’idea di sedersi attorno ad un tavolo e mettere dei paletti a determinate questioni lo vede di buon occhio ma a suo dire bisognerebbe farlo parallelamente con tutte le parti coinvolte. Staremo a vedere se la condivisibile visione di Guarino sarà ascoltata dall’amministrazione comunale e dalle associazioni di categoria firmatarie quali Confartigianato imprese Taranto; UNSIC Taranto; Confesercenti Taranto – Assohotel; Casaimpresa Taranto; Confimprese Taranto; Associazione piccole e medie imprese e lavoratori autonomi Puglia; Confcommercio – imprese per l’Italia – Taranto e Casartigiani Taranto.
Cioè questi personaggi pensano alle puttanate piuttosto che vedere tipo oggi che dovrebbe esserci “””””” la pulizia notturna””””” lo schifo che c’è per strada e la puzza e gli scarafaggi a go go e questi propongono il silenzio neanche dovessimo qualificarli persone che vogliono rappresentare Taranto ,dio mio stiamo proprio male combinati ,..e non c’è turismo ..in pratica solo i tarantini fanno tanto schifo ..figuriamoci con i turisti per il paesotto ,che vergogna ..avit fatte la squadr dell menmt…complimenti .
A dimenticavano le piante rampicanti che fuoriescono dai marciapiedi e al loro interno c’è accumulata la monnezza e tutti gli escrementi degli animali domestici alias i rinoceronti …veramente una tristezza di realtà ,perché non si possono allegare Immagini e tutto così raccapricciante .