Riceviamo e pubblichiamo dall’APS Taras 706 aC una richiesta di rettifica riguardo l’articolo pubblicato dal titolo “C’è chi è interessato al Taranto”, nel quale si legge: “A questo punto alle ore 12.50 l’APS Taras 706 aC, che sinora ha mantenuto il più stretto riserbo su altre comunicazioni similari giunte negli ultimi mesi, si vede costretta a comunicare in una nota [segue nota inviata oggi dal nostro trust]”

“In merito, rileviamo che il testo lascia intendere che sinora, negli ultimi mesi, siano giunte altre PEC di questo tipo su cui abbiamo mantenuto il riserbo, mentre in questo caso saremmo stati costretti a pubblicarne la notizia (e non il testo, che non abbiamo reso pubblico) dal fatto che la lettera allegata alla PEC inviataci era già stata resa di dominio pubblico.
Tutto ciò non corrisponde al vero, e non sappiamo da dove la vostra redazione (l’articolo non è firmato) abbia appreso o dedotto tali informazioni. Quella pervenuta oggi (ieri, ndr) è l’unica manifestazione di interesse che abbiamo ricevuto al nostro indirizzo PEC e, nei modi e nei tempi adatti, è missione del trust operare nella massima trasparenza verso gli associati e i tifosi tutti”.

P.S. Evidentemente l’ex Fondazione Taras non ha molto a cui pensare in questo periodo e si attacca alle questioni di lana caprina. Pec o non Pec, mi chiedo come mai in una intervista di qualche giorno fa a Blunote.it il presidente della stessa dichiarava testualmente: “Singoli imprenditori e cordate si stanno avvicinando al Taranto in due modalità. Ci sono gli interessati ad acquisire le quote di maggioranza che contattano direttamente la società, quindi il tutto passa da subito sopra le nostre teste. Altri, invece, chiedono informazioni sullo stato attuale del club e sulle questioni salienti alla Taras, che poi li esorta a mettersi in contatto diretto con la società e l’azionista di maggioranza tramite i canali ufficiali.

Come mai in una diretta Facebook di un tifoso, che sta rompendo il muro di omertà intorno al calcio tarantino, lo stesso presidente ha ammesso che, rispondendo di sì a precisa domanda,  sono stati contattati da un intermediario per conto di una cordata barese (Casillo-Natuzzi?);

Come mai mesi addietro ammisero che un’altra cordata aveva chiesto informazioni sul Taranto ma dovevano rispettare il patto di riservatezza e non potevano rivelare da chi fosse composta questa cordata?;

Ed ancora come mai in questi sette anni di presidenza Giove per avere informazioni sul bilancio del Taranto FC1927 tifosi e giornalisti sono dovuti ricorrere a fonti non ufficiali senza ricevere mai nessun cenno dall’ex Fondazione?.

Com’è la storia della pagliuzza e della trave?

(Giovanni Saracino, direttore corriereditaranto.it)

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