A pochi giorni dalla riapertura del sito e dell’avvio della cassa integrazione (per la sospensione fino a zero ore nei confronti di un numero massimo di 931 lavoratori per 13 settimane) avvenuta lunedì dopo la chiusura collettiva per il periodo estivo avviata lo scorso 29 luglio dopo l’accordo raggiunto tra azienda e sindacati il 24 dello stesso mese, torna la tensione all’interno del sito Leonardo Grottaglie. Martedì, a seguito della denuncia fatta dagli RLS FIOM il 12 luglio scorso, è stata infatti eseguita un’ispezione – in presenza degli RLS – da parte dell’ente ispettivo “Spesal”. Il controllo ha riguardato le aree di “Repair 1 e 2” e l’area “Mandrel Storage” dove vengono svolte diverse attività di montaggio/smontaggio parti sulle fusoliere parcheggiate. “Durante il sopralluogo nelle aree Repair, abbiamo esposto le problematiche relative alle esalazioni di vernice che avvengono durante le fasi di verniciatura.
“Come Fiom – affermano le RLS FIOM-CGIL Ligorio e Giustizieri – lamentiamo da tempo la portata di aspirazione probabilmente non idonea ai volumi di vernice che vengono applicati durante le lavorazioni, generando costantemente disagi sia ai lavoratori che eseguono le attività stesse, che a quelli presenti nei reparti di clean room e fabbricazione”.
Nell’area Mandrel Storage il sopralluogo si è concentrato sulle fusoliere stoccate, laddove vengono effettuate le lavorazioni oggetto di segnalazione. Davanti alla fusoliera erano accatastati i pannelli in legno (oggetto della segnalazione) utilizzati finora come piano di calpestio per svolgere le attività. “Questi pannelli non possono essere utilizzati poiché privi delle basilari norme di sicurezza – affermano le Rls Fiom -. In prossimità delle porte passeggeri di una fusoliera, era installato il nuovo piano di calpestio in legno che deve essere utilizzato per effettuare le lavorazioni, ma mancavano le protezioni/parapetti che delineano l’area calpestabile”. Di conseguenza, trattandosi di lavorazioni in quota, è stato disposto dagli ispettori che le attività non potranno essere effettuate fino all’installazione degli adeguati parapetti che possano evitare il rischio di caduta.
“Ci spiace constatare che, anche questa volta, durante l’ispezione nell’area interessata, siano state prontamente sospese tutte le attività in corso – denunciano dalla Fiom -. Riteniamo che tematiche così importanti riguardanti la sicurezza dei lavoratori, vadano affrontate in un clima di totale collaborazione tra tutte le parti interessate, senza scorciatoie o escamotage che hanno solo il fine di eludere i controlli in corso.Invitiamo i lavoratori a continuare a segnalare le attività che presentano situazioni di rischio e pericolo. Come Fiom, non permetteremo mai che la produzione o situazioni di “emergenza produttiva” possano essere barattati con la salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori”.
La vicenda però non finisce qui. Perché quest’oggi la RSU FIOM Leonardo Grottaglie denuncia che a seguito dell’ispezione dello SPESAL che ha evidenziato come alcune attività venivano effettuate nell’area “Mandrel Storage” sono state sospese – su disposizione dell’ente ispettivo – poiché venivano effettuate in situazioni di serio rischio e pericolo per i lavoratori che quotidianamente svolgono le stesse, l’azienda ha comunicato ai lavoratori che finora sono stati impegnati a svolgere quelle attività, che saranno collocati in CIGO poiché le aree di lavoro non sono in condizione di sicurezza.
“Consideriamo questo atteggiamento assolutamente scorretto, oltre che provocatorio e ritorsivo sia nei confronti dei lavoratori che segnalano puntualmente le situazioni di rischio per la propria incolumità, ma soprattutto nei confronti degli RLS che puntualmente sollecitano azienda ed enti preposti ad intervenire – denunciano dal sindacato dei metalmeccanici della Cgil -. Pertanto, riteniamo che queste decisioni assunte dall’azienda possano minare irrimediabilmente il clima di collaborazione con cui dovrebbero essere affrontate le tematiche legate alla sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto in un grande gruppo come Leonardo. L’azienda non scarichi le proprie responsabilità e mancanze sui lavoratori e sulle loro tasche, ma si adoperi celermente a risolvere i problemi che segnaliamo ormai da diversi mesi. Come FIOM, non ci faremo intimidire da decisioni caporalesche e perseguiremo il percorso intrapreso, mettendo sempre come priorità assoluta al primo posto la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori”.
Dunque, nonostante sia stata evitata la chiusura per quattro mesi dello stabilimento, scegliendo un ritmo produttivo rallentato (che consiste in un solo turno di lavoro), perché Boeing sta ritirando da Grottaglie meno fusoliere e in contemporanea vanno smaltite quelle prodotte, stoccate e non ancora consegnate al committente, che sono un numero importante e che i sindacati hanno denunciato essere frutto di iniziative aziendali per ottenere nel recente passato premi cospicui, la tensione resta alta all’interno del sito grottagliese. Con la speranza che i nuovi programmi che Leonardo, attraverso la Divisione Elicotteri, porterà a Grottaglie, ovvero le lavorazioni dell’AW101 e dell’AW609, trasferite da Brindisi possano concretizzarsi realmente. Si partirà alla fine del primo quadrimestre del 2025 e a regime sugli elicotteri con Grottaglie che avrà al lavoro 250 persone. A questo si aggiungono a linea di assemblaggio finale dell’AW609, il convertiplano parte aereo, parte elicottero, l’avanzamento dei progetti già in cantiere (tra questi il drone militare EuroMale, frutto dell’alleanza di quattro Paesi europei), il trasferimento nel 2025 da Taranto a Grottaglie della Divisione Elettronica, con il programma Boeing 787 che viene dato in ripresa nel prossimo anno. Tutto questo però, non dovrà significare una minore attenzione alla salute e alla sicurezza dei lavoratori e all’ambiente di lavoro, per non creare nuove tensioni e nuovi dissapori tra azienda, sindacati e lavoratori.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/07/16/leonardo-grottaglie-il-sito-non-si-fermera/)
