Il Comitato di Difesa e Qualificazione del Bosco Caggioni della Marina di Pulsano, è tornato nuovamente a far sentire la sua voce durante una conferenza stampa tenuta nella mattinata di ieri presso il ristorante The Garden a Lido Silvana, per fare il punto della situazione a dsitanza di quasi un mese dal devastante incendio del 30 luglio scorso, con l’obiettivo di rendere noto il punto di vista dei residenti e illustrare le proposte atte al recupero e alla tutela dei luoghi della Marina di Pulsano. Per l’occasione sono intervenuti Mino De Marco presidente del comitato ed alcuni componenti del direttivo (A. Gira, S. Gaetani, L. Palombella, M. Rosas, N. Leone, G. Medici).
I componenti del comitato hanno innanzitutto ribadito con forza che “questo tratto bellissimo di costa è stato constantemente oggetto di abbandono da parte di tutti gli enti istituzionali negli ultimi vent’anni. Non è infatti un caso se siamo noi cittadini a svolgere la funzione di sorveglianza di questi luoghi, in particolar modo dall’incendio del 25 giugno 2001, successivamente al quale ci costituimmo come comitato”. “Quello che chiediamo è di poter vivere Lido Silvana in sicurezza, che vuol dire proteggere allo stesso tempo l’ambiente e le persone: per questo riteniamo non sia più rinviabile approvare un piano di emergenza per fronteggiare gli eventi qualora si verificassero nuovi accadimenti di questo tipo; allo stesso tempo è essenziale dotare l’area di un impianto fisso per la gestione degli incendi: abbiamo bisogno di un anello antincendio con una condotta in pressione per spegnimento immediato ed un sistema antincendio e di rilevamento anti fumo per intevenire in maniera efficace e immediata in ogni momento dell’anno”. Anche perché, hanno sottolineato con rabbia ed amarezza dal comitato, “in questi 23 anni non è cambiato nulla; non sono stati messi in sicurezza i luoghi né le persone, perchè manca un sistema di esodo coordinato e questo lo si è potuto toccare con mano lo scorso 30 luglio, quando i cittadini presenti nella zona e i residenti stessi, non sono stati avvisati da nessuno dell’imminente pericolo, il che ha comportato un fuggi fuggi generale di centinaia di persone prese dal panico e dal terrore, senza che nessuno sapesse esattamente cosa fare e come proteggersi dalle fiamme, rischiando che le vittime fossero molte di più”. Anche per questo motivo è stato proposto il decentramento dei servizi pubblici con presidio fisso nel periodo estivo (maggio/ settembre) della Polizia Municipale e dei Vigili del Fuoco.
I componenti del comitato chiedono anche “che il Comune di Pulsano ed altri enti non burocratizzino eccessivamente le procedure per i privati che vogliono intervenire per il ripristino dei luoghi delle loro residenze private: anche tagliare un ramo di un pino bruciato durante l’incendio diventa un’imrepsa a causa dell’internvento di tecnici, della redazione di perizie e quant’altro: la loro azione non diventi azione per proteggere soltanto loro stessi abbandondando i cittadini in un ginepraio di regole che non fanno altro che allontanare nel tempo la soluzione di problemi”. Richiesta che assume ancor più valore dopo la prescrizione perentoria da parte dei Vigili del Fuoco di tagliare gli alberi sottoposti al “cimento termico, con la conseguente carbonizzazione” valevole per l’intero Comune di Pulsano, sia nelle aree pubbliche che private (in quest’ultimo caso saranno i residenti a pagare di tasca propria).
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/08/23/lido-silvana-non-ce-amianto-nellaria/)
L’incendio di Lido Silvana si è però presto trasformato anche in un caso di inquinamento ambientale, a causa della presenza di amianto nell’area privata del complesso “Eden Park”. Come si ricorderà, nei giorni scorsi abbiamo dato notizia del fatto che il laboratorio (Centro di Analisi Chimiche Srl di Marconia – Matera) incaricato dall’amministrazione comunale di effettuare il monitoraggio delle fibre aerodisperse ha restituito esito favorevole, comunicando ufficialmente l’assenza di amianto in aria ambiente. Resta invece confermata la presenza, dopo i sopralluoghi e campionamenti, in aree sia pubbliche che private, effettuati da ARPA Puglia, soprattutto in corrispondenza dell’area privata “Eden Park” di onduline in fibrocemento sulle strutture bungalow all’interno dell’area recintata ed inaccessibile, in passato già trattate, visibilmente, con vernice incapsulante di colore rosso, e quindi di composizione già nota agli Enti ed alla proprietà. Il crollo delle strutture bungalow ha comportato la frammentazione di parte delle onduline ed i frammenti sono stati rinvenuti all’interno del sito, nelle immediate vicinanze dei bungalows e delle strade interne alla struttura ricettiva, quindi non utilizzate dal pubblico, che non può venire a contatto con il materiale cementizio contenente le fibre di asbesto. Per questo dal comitato fanno sapere che stanno valutando “se dare incarico ad un organismo terzo per avere un quadro ancora più chiaro della situazione”, rispedento al mittente le accuse di aver generato in queste settimane “allarmismi e inutili psicosi” come lasciato intedere dall’amministrazione comunale: “Si è trattato solo del diritto dei residenti e villeggianti di conoscere le condizioni di salubrità dell’ambiente circostante per continuare a vivere i luoghi colpiti dall’incendio che vanno messi in sicurezza”.
Ad occuparsi della bonifica delle strade pubbliche aperte al traffico veicolare e pedonale in prossimità del sito Eden Park sarà la società Mancarella Pietro srl, che provvederà alla rimozione di tutti i materiali in cemento amianto e successivo idrolavaggio con acqua dolce in pressione. Società che aveva ottenuto un incarico simile già nell’aprile scorso a fronte di una spesa di oltre 42mila euro. Per quanto riguarda invece le attività all’interno della struttura, il giudice delegato ha autorizzato, con proprio decreto, il curatore fallimentare (il dott. Antonio Pastore) che detiene la disponibilità del complesso “Eden Park”, ad incaricare una ditta specializzata al fine di dare compimento di ogni attività necessaria alla immediata ed integrale esecuzione dell’ordinanza sindacale contingibile ed urgente n. 42 del 15/08/2024 emanata dal sindaco di Pulsano. Come abbiamo riportato nei giorni scorsi, ad occuparsi delle attività di messa in sicurezza di emergenza e di bonifica sarà la società Serveco (che ieri era sul luogo per effettuare un sopralluogo dopo aver già iniziato le prime operazioni per l’insediamento del cantiere lavori), che in passato si è occupata della rimozione del mercato ittico galleggiante nel Mar Piccolo di Taranto, dove si è anche occupata della rimozione dei rifiuti presenti sul fondale di un tratto della costa nei pressi del Pontile ex Marigeminil e della discesa Vasto, per un intervento che ha richiesto una spesa, al momento, di 120mila euro.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/08/16/lido-silvana-occorre-limmediata-bonifica/)
Il Comitato non avrà però come obiettivo soltanto quello di attenzionare tutte le attività di messa in sicurezza e bonifica e del ripristino dei luoghi, ma anche quello di ‘sostenere’ per quanto possibile l’azione della magistratura nella ricostruzione degli eventi del 30 luglio scorso. Che ricordiamo causarono anche il decesso, dopo alcuni giorni di agonia a causa delle profonde ustioni riportate, di una donna di 86 anni. Appena pochi giorni fa il Tribunale del Riesame di Taranto ha rigettato il ricorso presentato dall’avv.to Franz Pesare, che difende il 67enne autore del principio di incendio di sterpaglie da cui si è poi propagato il fuoco, che alimentato da forte raffiche di maestrale ha devastato decine di ettari di bosco e svariate residenze privata e magazzini di attività commerciali. L’uomo si trova attualmente in carcere (dopo gli arresti domiciliari) perché accusato dei reati di incendio doloso e di morte come conseguenza di un altro delitto. Il Comitato infatti vuole capire perché, nonostante un doppio intevento dei Vigili del Fuoco a distanza di poco tempo l’uno dall’altro, sia stato possibile il verificarsi di un incendio di quelle proporizoni.
Dunque, come abbiamo più volte ripetuto in queste settimane, al di là della lunga vicenda giudiziaria che si consumerà nei prossimi anni, ciò che conta in prima battuta è che le necessarie operazioni di bonifica ambientale e di ripristino delle condizioni necessarie alla rigenerazione forestale della pineta si svolgano in maniera efficace e controllata, in simultaneità con l’uso residenziale e la vocazione turistica della zona interessata (obiettivi sui quali lo stesso Comitato viligerà e avanzerà nel tempo le sue proposte, senza tralasciare un aspetto che abbiamo più volte sottolineato, ovvero comprendere che destinazione abbiano avuto in tutti questi anni le tasse pagate ogni anno da centinaia di residenti, a fronte di un comune come quello di Pulsano costantemente attanagliato da problemi finanziari, non ultimo il dissesto del 2021). Contemporaneamente sarà interessante osservare quali strumenti metterà in campo la politica locale, provinciale e regionale, per mantenere l’ennesima promessa di immediata rinascita di Lido Silvana. Sperando però che si ricordino, in prima battuta, di tutelarla, proteggerla e curarla. Altrimenti saremo ancora una volta di fronte alle solite promesse inutili e non richieste, di una classe politica che negli ultimi vent’anni si è dimostrata ben poca cosa.
(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/08/11/lido-silvana-e-leterno-ritorno-del-fuoco/)

