Non si faranno più i parcheggi di scambio a Tamburi-Croce, davanti alla collinetta del Belvedere? E se così fosse, perché non si ripristina l’area archeologica? Vogliamo forse che si ripeta quanto accaduto allo Scoglio del Tonno (di cui il Belvedere è parte integrante), sbancato a fine 1800, con la conseguente distruzione dei preziosissimi reperti contenuti, per consentire l’ampliamento del porto mercantile e della stazione ferroviaria? Questi gli interrogativi che animano Nello De Gregorio, presidente dell’associazione Nobilissima Taranto, che da tempo si batte per la salvaguardia di un delle zone particolarmente ricca di significative testimonianze del glorioso passato della città.
La vicenda (racconta De Gregorio) ebbe inizio attorno al 2008 quando la giunta comunale guidata dal sindaco Ezio Stefano fece realizzare nella collinetta, dapprima agli archeologi della cooperativa Polisviluppo e poi a quelli della Museion, i saggi preliminari ai fini della realizzazione del progetto dei parcheggi d’interscambio.
A seguito di ciò, vennero alla luce numerosi reperti che avrebbero consentito di dar vita a un parco archeologico fra i più attrattivi del bacino del Mediterraneo: una struttura acquedottistica con una serie di vasche, una fornace d’età classica, una grande cisterna monumentale (in ottime condizioni, di una bellezza tale da non poterne ritrovare di simili in tutto bacino del Mediterraneo), resti di probabili fortificazioni, una vasta necropoli, un’area cultuale in cui furono rinvenuti molti vasetti con le effigi di Apollo e Dionisio, grossi rocchi di colonne e basamenti di una villa romana con annesso impianto termale.
Davanti al pericolo che tutto potesse essere distrutto o interrato così da essere destinato all’oblio (come accadde allo Scoglio del Tonno) “Nobilissima Taranto” si attivò per la costituzione di un comitato che dette luogo a intense campagne di informazione e a pittoreschi happening. In uno di questi ultimi, la collinetta fu trasformata in un set fotografico animato da graziose fanciulle in abbigliamento magno greco, per manifesti da affiggere in città.
Alla fine il Comune si convinse a predisporre una variante al progetto che permise di salvaguardare numerosi reperti, come la fornace, la fontana-cisterna, interrando momentaneamente (in attesa di adeguata valorizzazione) la necropoli d’età greca, gli ambienti produttivi , il sistema acquedottistico e i resti della villa romana.
I lavori iniziarono, ma furono interrotti da un contenzioso con la ditta incaricata. Poi, calò il silenzio, sembra anche per l’attuale disinteresse manifestato dal Comune verso il progetto del parcheggio di scambio.
Il rischio, evidenzia De Gregorio, è che i reperti rimasti in superficie vengano danneggiati dagli agenti atmosferici, andando inesorabilmente verso l’irreversibile degrado. E sarebbe davvero un peccato, unitamente alla mancata possibilità per i tarantini di recarsi in un luogo di incomparabile bellezza paesaggistica, come quello della collinetta del Belvedere, da dove poter ammirare il panorama suggestivo di Mar Grande e della Città vecchia.
“Questo parco si deve fare assolutamente e costituirà importante occasione per valorizzare un’area marginale come quella di Tamburi-Croce. Chiediamo – dichiara Nello De Gregorio – che il Comune manifesti chiaramente le sue intenzioni e, come facemmo anni addietro, sensibilizzeremo adeguatamente la cittadinanza in merito alla questione”.