L’impronta lasciata dal Taranto Buskers Festival è stata profonda. L’evento, al quale hanno preso parte migliaia di tarantini, ha lasciato spunti per un dibattito sugli eventi estivi della città di Taranto. Abbiamo intervistato Fabrizio Iurlano, project manager Taranto Grand Tour e direttore artistico della manifestazione per approfondire tutti gli aspetti organizzativi che si celano dietro gli elogi per aver animato la città vecchia ma anche dietro qualche osservazione che non è mancata.
“Il Taranto Busker Festival, manifestazione che rientra nella programmazione del Taranto Grand Tour e organizzata con la collaborazione di Confcommercio Taranto, è nato con l’obiettivo di una contemporaneità, volevamo valorizzare tutta la città vecchia, senza creare zone di serie A e B. Un evento diffuso culturalmente, che avesse lo scopo di far conoscere ai visitatori locali o forestieri, luoghi che loro abitualmente non frequentano” -spiega Fabrizio Iurlano e continua- “Scoprire la bellezza della città vecchia anche attraverso i suoi contrasti, vedere le potenzialità di Via Garibaldi e Via di Mezzo, passeggiare nella parte alta della città non solo la parte bassa. Abbiamo voluto far ‘passeggiare’ la gente alla scoperta di angoli, di vie nascoste, di architetture e di Palazzi Nobiliari che molto spesso non si conoscono”.
Indubbiamente, come scritto nel nostro articolo di commento all’iniziativa – Taranto vecchia si colora…in parte – Corriere di Taranto – c’era la voglia da parte dei partecipanti di assistere a tutti gli spettacoli, in quanto suscitavano molta curiosità e stupore. Raccogliendo, però, le impressioni di una parte dei presenti sono emerse alcune difficoltà nel raggiungere le postazioni, considerate troppo lontane dai più anziani che faticavano a spostarsi. “La scelta di avere le postazioni così distanti” -spiega Iurlano- è stata studiata in maniera specifica per l’evento, volevamo evitare che la gente si ‘ammassasse’ in un’unica zona oppure in un’unica via, anche se inevitabilmente Via Duomo è stata la più popolata così come Piazza Castello e Piazza Municipio. Parliamo di un evento con 27 postazioni che, contemporaneamente, offrivano performance acrobatiche, teatrali, spettacoli di clowneria, di magia e di musica con artisti di fama nazionale, per non parlare della possibilità di conoscere la parte culturale del territorio, con le visite ai musei e alle chiese”.

Altra criticità riscontrata è quella relativa all’assenza di indicazioni dei vari percorsi. Delle difficoltà logistiche hanno impedito agli organizzatori la creazione delle mappe, anche se si potevano prendere in considerazione altre soluzioni come le insegne in cartonato ‘usa e getta’ da applicare ai pali delle vie. “Si la segnaletica era fattibile- ammette Iurlano- “Ma secondo me non sarebbe stata realmente utilizzata. Parliamo di migliaia di persone presenti che si spostavano da una parte all’altra della città vecchia, dubito che qualcuno avrebbe notato i segnali” -ed aggiunge- “Poi diciamoci la verità, di base manca la segnaletica che dovrebbe rimanere fissa ed indicare i luoghi di interesse culturale per i turisti e per i cittadini stessi. Da parte nostra ci sono state varie proposte presentate al comune e tra queste anche la miglioria della segnaletica nella città vecchia
Inoltre, sempre per una particolare fascia di partecipanti, diciamo quella che ha meno dimestichezza con la tecnologia, il programma dell’evento si poteva consultare sulla pagina Facebook e sul sito ufficiale dell’organizzazione:“- “Creare una mappa con la spiegazione di ogni performance, con nome e cognome dell’artista o del gruppo, con orari ed altri dettagli degli spettacoli e delle repliche sarebbe stato un caos. Per questo abbiamo preferito inserire tutto sul sito online e sulla pagina Facebook”.
Iurlano ha sottolineato come un evento autofinanziato e donato ai commercianti della città vecchia, che da due anni fanno parte della rete del Taranto Grand Tour, sia stato un modo per dimostrare che la cittadinanza è attiva e vuole essere attiva sul territorio. Un rispetto reciproco dimostrato dall’organizzazione, con il numero ridotto degli spettacoli musicali e la chiusura della manifestazione entro la mezzanotte, proprio per evitare di disturbare gli abitanti e permettere a tutti di godere della serata. Carta vincente che fa pensare ad una continuità nella tipologia di eventi, capaci di coinvolgere, tutte le fasce di età.
“Diciamo che il nostro progetto non si proietta nel futuro. Noi abbiamo voluto dimostrare con i fatti, sia all’Amministrazione comunale che ai cittadini, che è possibile, creare movimento ed interesse in città vecchia di sera in estate, proprio come l’iniziativa, sempre organizzata da me, de ‘L’isola che vogliamo’ che nel 2016 aveva ottenuto gli stessi consensi. Non bisogna organizzare solo eventi autoreferenziali a pagamento, come quelli sulla Rotonda del Lungomare, che procurano ‘benefici’ ad una parte ristretta di tutta la macchina che viene messa in moto. Credo che il messaggio sia arrivato e forse l’Amministrazione comunale inizierà a muoversi seguendo anche questo modello. Noi abbiamo segnato la strada adesso abbiamo bisogno di lavorare insieme, privato e pubblico per continuare a migliorare l’offerta”.
La speranza è quella di non aspettare altri otto anni per avere eventi e manifestazioni che rispettino questo modello e favoriscano la partecipazione dei cittadini. Lo stesso Iurlano ci ha parlato di un protocollo d’intesa con il Comune di Taranto firmato a febbraio, il che presuppone più collaborazione, delle programmazioni capaci di anticipare la stagione invernale e quella estiva e maggiori eventi a favore della comunità tarantina.

