Sulla musealizzazione della nave Garibaldi, portaerei della Marina Militare italiana, in dismissione a fine anno, è intervenuta AIGI, l’Associazione Indotto AdI e General Industries. “E divenga un museo galleggiante, emblema di un turismo culturale diversificato – e moderno – per il quale andare orgogliosi. Tutti. Nessuno escluso. La Marina Militare, in primis. Il Paese intero. La comunità internazionale – e gli operatori di settore – sempre più convinti dello straordinario potenziale produttivo di ciò che si suole chiamare “economia del mare”. Da questa ferma convinzione, noi di AIGI, non ci sposteremo di un millimetro. Siamo pronti – così come fatto nel recente passato – ad ingaggiare battaglie, anche plateali se fosse necessario con quanti vorranno accompagnarci, perché i diritti di un determinato territorio non vengano calpestati. Traditi. Mercanteggiati. Come sovente è accaduto nella storia moderna di Taranto. Vogliamo essere padroni del nostro destino; e, soprattutto, respingiamo la tesi imperante, parecchio singolare ad onor del vero, di quanti vorrebbero relegarci nel ruolo di ospiti in casa nostra”.

“I dati non mentono, specie poi quelli di natura finanziaria. La “blue economy”, lo scorso anno, è cresciuta ad un ritmo del 15%: più del doppio della crescita percentuale complessiva dell’intero Paese. Le imprese che operano in questo specifico settore ammontano a 228 mila unità. Con più di un milione di lavoratori – e un giro d’affari che sfiora i 65 miliardi di euro annui. L’economia del mare, declinata in tutti i suoi molteplici aspetti, rappresenta il 10,2% del Pil nazionale. Sono queste grandezze, unitamente alla storia socio-economica di Taranto, alla sua straordinaria valenza geopolitica, al fatto che ospiti la più prestigiosa base navale della Marina Militare, alla necessità che si delineino logiche di sviluppo sempre più integrate e di sistema nel prossimo futuro, a rendere naturale la candidatura del capoluogo ionico perché possa ospitarsi in loco un museo galleggiante”.

“Rendendo duraturo – e permanente con la città – il rapporto con Nave Garibaldi, dopo il suo disarmo previsto per la fine di quest’anno. La Liguria (11,9%), il Friuli-Venezia Giulia (7,2%), la Sardegna (7,1%), il Lazio (6,0%) e la Sicilia (5,7%) sono le Regioni italiane con le percentuali più significative di uno sviluppo economico connesso con l’economia del mare. La Puglia, com’è possibile evincere scorrendo questa classifica, non figura nelle posizioni di testa. Fatto assai singolare per un territorio con 940 km di costa. Stessa cosa dicasi per le città. Trieste (18,9%), Livorno (17,6%), La Spezia (16,8%), Gorizia (13,7%) e Rimini (13,0%) sono i capoluoghi che, nel 2023, conseguono i dividendi più interessanti per quel che concerne la blue economy”.

“Ci chiediamo: E Taranto, la città dei due mari, di Taras al quale apparve all’improvviso un delfino premonitore secondo il racconto mitologico, quando lontana dista dal mare e dalle sue implicazioni economiche? Anche per questo serve far nascere un museo galleggiante, con tutto il suo carico di storia e le migliaia di turisti che individuerebbero Taranto come meta privilegiata di un itinerario a metà tra identità e progresso. Nave Garibaldi porta il nome del generale del nostro Risorgimento, Giuseppe Garibaldi. Fu l’ufficiale con la giubba rossa a declamare a Calatafimi “Qui si fa l’Italia o si muore”. Prendiamolo in parola. Cominciando da qui. Da noi”.

2 Responses

  1. Condivido appieno la presa di posizione di AIGI e di coloro che vogliono Nave Garibaldi a Taranto. Mi auspico solo, qualora ciò dovesse essere concesso, che non si ripeta il doloroso travaglio, non ancora concluso, dei Giochi del Mediterraneo 2026. E, ancora, non dimentichiamoci manco del costruendo Ospedale che avrebbe dovuto vedere la luce tempo addietro. Se dobbiamo combattere, che sia per uno scopo; parafrasando l’Eroe dei Due Mondi: “Qui si fa Taranto o si muore, Città compresa”!
    Ad maiora!

  2. Perchè, dell’aeroporto ne abbiamo grande necessità?
    In Francia sono stati vietati i voli al di sotto dei 500 km e si apprestano a vietarli per i 200. Noi, invece, (ecologisti a parole!) vogliamo un aeroporto in ogni quartiere. Piuttosto chiediamo che funzionino quelli esistenti e che si sviluppino le linee ferroviarie. Limitiamo anche l’uso delle auto, soprattutto in città, dove le utilizziamo anche per fare 50 metri o per tenere il c… (cit. Fra) al fresco.
    Comunque, Fra è sempre fuori tema. Da Nave Garibaldi fa polemica sul personaggio mentre altri Paesi pensano ad attirare turismo anche su emerite cretinate. Da Nave Garibaldi torna a parlare di trasporti. Rimanere nell’ambito della discussione e scrivere un commento in maniera “italica” e “non avvelenata” è proprio così difficile?
    E’ proprio vero, è tutta un’altra storia.

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