Palazzo del Governo a Taranto si rifà il look. Ad aggiudicarsi la gara d’appalto (indetta lo scorso giugno dopo che la prima dello scorso anno andò deserta) per l’affidamento dell’appalto integrato avente ad oggetto la progettazione esecutiva ed i lavori di messa in sicurezza, ripristino e restauro delle facciate del Palazzo del Governo in Taranto, è stata la ditta tarantina DBR Appalti srl (classificatosi al primo posto con un ribasso offerto del 8,65% per un importo di aggiudicazione di € 404.345,68), per un importo complessivo stimato di 475.927,75, di cui 391.362,73 per lavori a corpo, 19.768,93 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso, 18.665,61 per spese tecniche di progettazione oltre IVA per € 45.383,86, per un totale di euro 486.047,38.
L’intervento rientra nello Schema di Programma Triennale 2021-2023 adottato con decreto del presidente della Provincia n. 38 del 13.05.2021; poi il 15.02.2023 veniva approvato il progetto definitivo, poi riapprovato 31.10.2023 del 3° Settore – Edilizia e Patrimonio, a seguito delle modifiche richieste.
Il Palazzo, lo ricordiamo, è la sede dell’Amministrazione Provinciale e delle Prefettura di Taranto. Edificato sulle rovine del Politeama Alhambra su progetto dell’architetto Armando Brasini uno dei maggiori architetti del regime fascista, la maestosa struttura fu costruita per ospitare la sede della Prefettura, della Questura e gli Uffici della Provincia: fu inaugurato il 7 settembre 1934 e completato con la realizzazione della rotonda che può accogliere migliaia di persone. L’esecuzione dell’opera occupò per circa quattro anni due ditte campane e costò per l’epoca la cifra davvero considerevole per l’epoca pari ventuno milioni di lire.
Per quanto concerne la struttura achitettonica, l’edificio, all’esterno, riprende le forme possenti di un ideale castrum romano fortificato, declinandolo però nello stile magniloquente e propagandistico tipico dell’architettura fascista. Anche l’interno, disegnato con evidente monumentalità, rimanda continuamente all’architettura romana; i saloni sono arredati con mobili in stile ed elegantemente affrescati e decorati dagli artisti della “Scuola Grottagliese”: un sodalizio di pittori che praticò tra la prima e la seconda metà del Novecento la pittura di paesaggio. I più importanti sono il salone degli Stemmi (dove si riunisce il Consiglio Provinciale) e il salone di Rappresentanza.
L’edificio, che occupa una superficie di oltre 4500 metri quadri è alto cinquantadue metri ma raggiunge l’altezza di ottantacinque grazie alle due antenne di bronzo poste alla sua sommità. Sulle due torri laterali furono sistemate due grandi campane, destinate a suonare in particolari circostanze, e sempre ai lati del portone principale, durante l’epoca fascista, furono eretti due fasci littori bronzei alti circa 20 metri successivamente abbattuti.
Speriamo che non si debba vedere l’opera conclusa tra 40anni come sta avvenendo per il vecchio palazzo di giustizia.