“Pensiamo di meritare il titolo di Regione Europea dello Sport e lo dico con umiltà, ma con la consapevolezza di quello che abbiamo generato durante un’esperienza di governo lunga 9 anni nel corso dei quali abbiamo sviluppato l’idea dello sport legata alla buona vita, espressione che il presidente Michele Emiliano volle utilizzare per descrivere un valore che ispirasse le politiche regionali e penso che la Puglia abbia raggiunto un livello medio alto“, ha detto il vicepresidente della Regione Puglia e assessore allo Sport per Tutti, Raffaele Piemontese.
I membri del Comitato di Valutazione sono da qualche giorno in Puglia per analizzare i complessi aspetti della candidatura e per visitare alcuni impianti sportivi a Bari e a Foggia: in particolare il PalaFlorio, il Centro Universitario Sportivo, il PalaMartino e la Scuola di Ciclismo “Franco Ballerini” nel capoluogo di regione; gli impianti del Tiro a segno Nazionale di Candela e il campo da baseball di Foggia, uno dei più grandi e storici d’Italia.
La visita si concluderà con la cosiddetta “Difesa della candidatura”, domani, presso il Palazzo della Presidenza della Regione, e le procedure di voto da parte del Comitato di Valutazione.
Benedetto Pacifico, dirigente regionale della Sezione Bilancio della Sanità e dello Sport, ha presentato il dossier di candidatura, che esprime in 124 pagine la ricchissima attività sostenuta dalle politiche sportive della Regione Puglia dal 2015, e il logo che reinterpreta la sagoma di Castel del Monte trasformandola in cinque cerchi intrecciati, che evocano chiaramente i cinque cerchi olimpici.
“La candidatura a Regione Europea dello Sport 2024 – ha proseguito l’assessore allo Sport per Tutti – è il frutto di un ciclo di politiche regionali sportive che ha fatto perno sull’accesso popolare alla pratica sportiva e all’attività motoria come fattore di crescita complessiva: un campo di calcetto in un quartiere periferico di Bari come un centro polivalente in un piccolo comune dei Monti Dauni, servono a elevare benessere, a creare socialità, a diffondere i valori positivi dello sport.”
Nel ribadire il decuplicato valore degli investimenti nello sport in tutte le sue componenti, anche quelle legate al marketing territoriale e all’integrazione con le politiche turistiche, Piemontese ha sottolineato che “per la prima volta nella storia della programmazione regionale dei fondi di sviluppo e investimento europei, nel ciclo 2021-2027 avremo una misura specifica per gli impianti sportivi al potenziamento dei quali abbiamo dedicato non solo risorse economiche ma anche analisi, studi e strumenti per ottimizzarne l’uso e la gestione.”
Dal 2015 al 2023, infatti, oltre l’80% dei Comuni pugliesi e più di 100 associazioni e parrocchie hanno ricevuto un contributo regionale per riqualificare o costruire impianti sportivi, realizzando una rete di 430 strutture pubbliche e del privato sociale che funzionano o sono più accessibili grazie a un intervento regionale. Inoltre la Puglia è anche l’unica regione italiana con un piano di sviluppo per l’impiantistica sportiva integrato con la promozione degli sport ambientali e marini. Ai 430 impianti pubblici e privati finanziati con risorse regionali, si aggiungono altri 67 impianti realizzati in collaborazione con l’Istituto per il Credito Sportivo.
“Questo rafforza – ha concluso Piemontese – la vocazione della Puglia come un grande impianto sportivo a cielo aperto, valorizzando un patrimonio naturale e culturale che include 940 chilometri di costa, pianure, colline e montagne.”

