Non una convenzione qualsiasi firmata. Il Commissario straordinario dei Giochi, Ferrarese, ha fatto visita nelle scorse ore al sindaco di Massafra Quarto, in occasione della sottoscrizione, appunto, della convenzione per la regolamentazione dei rapporti di attuazione, gestione e controllo relativi al progetto “Completamento dello stadio Italia di Massafra”, per il quale si procederà in tempi brevi all’elaborazione del progetto esecutivo e al successivo affidamento dei lavori.

Le attenzioni su Massafra e sul suo stadio, che verrà ristrutturato (importo di 2 milioni e 150 mila euro) in vista dei Giochi del Mediterraneo del 2026, sono tante e provengono soprattutto dal capoluogo Taranto, visto che l’impianto potrebbe ospitare, da gennaio 2025, il Taranto FC 1927.

Ciò potrebbe accadere solo previa deroga della Lega Pro, la cui richiesta, questo è il caso di sottolinearlo, deve pervenire dal club jonico qualora voglia prendere in considerazione l’assist fornitogli dal Commissario straordinario dei Giochi Massimo Ferrarese che si è adoperato in questi mesi affinché si trovasse una soluzione al probabile peregrinare della squadra di calcio rossoblù visti gli imminenti lavori allo Iacovone.

“Il mio auspicio è che questo possa essere utilizzato, durante i lavori allo “Stadio Iacovone” per far disputare gli incontri al Taranto Calcio, anche con l’ampliamento delle tribune. È un investimento che resterà in eredità al territorio. Si tratta di un’occasione unica per utilizzare questi fondi messi a disposizione dalla struttura commissariale per realizzare opere che tanti sindaci non avrebbero potuto mettere in cantiere senza i Giochi”, ha dichiarato Ferrarese.

E da ottobre a gennaio dove giocherà il Taranto? Come già riferito nei giorni scorsi, si sta pensando, durante i lavori di demolizione, che partiranno a breve, di ridurre la capienza dello stadio al di sotto dei 4mila spettatori in modo da non dover chiedere di volta in volta il parere alla Commissione Provinciale di vigilanza sui pubblici spettacoli ma di farsi autorizzare dalla Commissione comunale che ha, vista la capienza ulteriormente ridotta, parametri meno stringenti da dover osservare.

 

 

 

 

 

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