E’ arrivato il via libera della Giunta regionale alla dotazione finanziaria di 75 milioni di euro per il finanziamento degli interventi volti alla dismissione degli impianti di discarica inseriti nella classificazione di siti a rischio per la salute umane e l’ambiente. La Giunta ha infatti approvato la variazione di bilancio riguardante l’Azione 2.14 Interventi per la bonifica di siti contaminati – Chiusura di impianti di discarica a valere sul Programma Regionale Puglia FESR-FSE+ 2021-2027, già individuati con delibera di giunta regionale, sulla scorta del rischio relativo associato agli impianti di discarica di rifiuti e conseguentemente dell’ordine (grado) di priorità degli interventi da attuare con risorse pubbliche, per l’attuazione di misure di prevenzione o messe in sicurezza di siti di discariche esistenti, volte ad impedire contaminazioni e danni ambientali, come sancito dal Testo Unico Ambientale (Titolo V, parte IV “bonifica di siti contaminati”). Si tratta di una dotazione finanziaria complessiva pari ad € 75.000.000,00 per il finanziamento degli interventi volti alla “Chiusura di impianti di discarica”, stanziando nell’esercizio finanziario 2025 la somma di € 5.000.000,00, nell’esercizio finanziario 2026 la somma di € 18.750.000,00, nell’esercizio finanziario 2027 la somma di € 18.750.000,00, nell’esercizio finanziario 2028 la somma di € 32.500.000,00.
Nel provvedimento si legge che “la misura si colloca nell’ambito delle politiche di sostenibilità ambientale perseguite, all’interno del più ampio processo di sviluppo e rigenerazione socio- economica ed ambientale che riguarda l’intero contesto regionale, al fine di realizzare il miglioramento dell’ambiente fisico, mediante operazioni di recupero, decontaminazione, riqualificazione e rinaturalizzazione, preservando la natura e la salute pubblica, in coerenza con i criteri di efficienza di cui all’allegato I del Reg (UE) n. 1060/2021, nonché in ossequio al principio DNSH”. Nello specifico, la Regione Puglia intende “affrontare in maniera risolutiva e prioritaria la situazione di degrado rilevata su diversi impianti di discarica di rifiuti, presenti sul proprio territorio, per i quali è stata registrata l’assenza della chiusura definitiva e l’inadeguatezza della gestione operativa prodromica ad essa (ex artt. 12 e 13 del D.Lgs. 36/2003), rappresentando un rischio concreto per l’ambiente, la salute umana, il paesaggio e il territorio”.
A seguito di una ricognizione effettuata anche con il supporto di ARPA, della Città metropolitana e delle Province, sono stati censiti tredici siti di discarica su cui intervenire, cui è stato associato anche un ordine (grado) di priorità degli interventi da attuare, in ragione delle caratteristiche del sito, “ma è in animo della Regione, anche in ottica plurifondo, intervenire su tutti i siti individuati. Detti interventi promossi saranno eseguiti nel rispetto del principio di “chi inquina paga”, in sostituzione e in danno al soggetto obbligato (gestore) inadempiente”.

Nell’elenco figurano due storici impianti della provincia di Taranto: la discarica “Li Cicci” di Manduria e la ex Vergine in località Mennole, isola amministrativa di Taranto tra Fragagnano e Monteparano.
La prima, è stato dismessa nel 2008 dopo cinque anni di esercizio, opera gemella dell’attuale «La Chianca» ancora in attività, situata a trecento metri in linea d’aria. Ha già subito ben tre interventi di messa in sicurezza dell’area negli ultimi quattordici anni (l’ultimo assegnato dal comune di Manduria con una bando (denominato “Interventi per la bonifica di aree inquinate” – intervento di M.I.S.E. (messa in sicurezza di emergenza) della ex discarica “Li Cicci” Fase 1 – nel Comune di Manduria” – POR 2014-2020 AZIONE 6.2″ sempre grazie ad un intervento della Regione che nel 2018 stanziava ben 73 milioni di euro per mettere in sicurezza le aree inquinate) assegnato nel 2020. Discarica sulla quale pendono ben due inchieste penali (che non è detto avranno una conclusione positiva nell’individuazione dei responsabili e delle responsabilità sull’inquinamento da percolato della falda, che vedono indagati due ex tecnici comunali e gli ex proprietari della società Ecoambiente srl) oltre ad essere stata oggetto di furti, devastazioni e due incendi negli ultimi anni (nel 2013 e nel 2017). Sino ad oggi sul sito sono stati spesi ben tre milioni di euro, ma come dimostrato dalla scelta della Regione manca ancora la bonifica.
(leggi tutti gli articoli sulla discarica Li Cicci https://www.corriereditaranto.it/?s=li+cicci&submit=Go)
La seconda discarica è la ex Vergine in località Mennole, isola amministrativa di Taranto tra Fragagnano e Monteparano. La discarica per rifiuti speciali non pericolosi in post produzione a Mennole nel Comune di Taranto è sprovvista di Autorizzazione Integrata Ambientale, che è stata revocata con Determina Dirigenziale della Provincia di Taranto n.27/2015, anno nel quale venne sequestrata. I tecnici di ARPA Puglia, durante il sopralluogo del 14/10/2021, hanno accertato l’evidente stato di abbandono della discarica e hanno indicato come necessari gli interventi relativi alle misure d’urgenza, emergenza e prevenzione. Hanno riscontrato, inoltre, odore di biogas in prossimità dei pozzi di raccolta del percolato denominati Pp1 e Pp2. Per quanto riguarda la falda idrica, durante le ultime ispezioni eseguite nel 2014 è stato rilevato il superamento delle CSC per il parametro Alluminio. Sarà arrivato il momento, finalmente, della bonifica? Anche in questo caso vi è stato un primo processo, che ha visto l’assoluzione degli imputati nell’appello dopo le condanne ricevute in primo grado, con la Cassazione che stabilì che la bonifica non sarebbe dovuta avvenire a carico della vecchia società (da qui il finanziamento della Regione Puglia per l’intervento) e che non ci sarebbe stato alcun risarcimento per il comune di Fragagnano, assolvendo anche le due società ‘Vergine spa’ e ‘Vergine srl’ che avevano gestito la discarica in due fasi temporali temporali ma continuative: la prima fino a gennaio 2014 e la seconda per pochi giorni fino al sequestro dell’impianto. Si è poi aperto un secondo processo penale a carico degli ex gestori della discarica Vergine, avviato nel 2018 e attualmente in corso (soltanto a gennaio il tribunale di Taranto ha nominato i consulenti tecnici d’ufficio).
La discarica per rifiuti speciali non pericolosi in post produzione, in località Mennole, dista 400 metri dall’altra discarica ex Vergine che sorge in località Palombara che è quella acquistata dalla Lutum (società del gruppo CISA) nel 2018. E che la stessa società ha intenzione di riaprire. Al momento si è da poco conclusa la fase della verifica della completezza della documentazione. Lo scorso 23 gennaio si è svolta l’ultima riunione della Conferenza dei Servizi, durante la quale emerse anche il problema legato al fatto se l’istanza di riapertura della discarica debba sottostare ad una Valutazione d’Impatto Ambientale. Successivamente, con una nota del 29.02.2024 la Regione Puglia ha stabilito che la competenza per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per la discarica Lutum è della Provincia di Taranto. Quindi, si è ritenuto di dover applicare la vecchia legge che delegava alla Provincia questo onere, mentre con la nuova legge regionale del 07.11.2022 (approvata pochi giorni dopo l’istanza della Lutum per la riapertura della discarica Vergine) la competenza è ritornata alla Regione. Con la stessa lettera, la Provincia ha invitato la Lutum ad integrare l’istanza di AIA con una nuova Valutazione di Impatto Ambientale (VIA, procedimento sul quale la stessa società si era mostrata favorevole) e la Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) “tenuto conto dell’intero compendio istruttorio acquisito”. Società che ha per l’appunto comprato il sito, proceduto secondo quanto dichiarato dalla stessa società alla bonifica del 90% dell’area (dove nel corso degli anni sono stati raccolti scarti dell’industria italiana, farmaceutica, petrolifera, siderurgica, tessile) e che ora vuole riaprire, nonostante la Regione Puglia anni addietro garantì che ciò non sarebbe mai avvenuto.
(leggi tutti gli articoli sulla discarica Vergine https://www.corriereditaranto.it/?s=vergine&submit=Go)