Lo spazio pubblico condiviso, inteso come “luogo in cui le persone, i mezzi di trasporto e le attività hanno ciascuno il proprio posto, con più equità sociale, più sicurezza stradale, meno rumore e inquinamento atmosferico e una migliore qualità della vita”: è stato questo il tema della European Mobility Week 2024, l’iniziativa dedicata alla mobilità sostenibile e istituita dalla Commissione Europea, che si svolge ogni anno dal 16 al 22 settembre.

Ma cosa si intende, nello specifico, per mobilità sostenibile? Si tratta di un sistema complesso, che raggruppa differenti modalità di spostamento all’interno della città, tutte finalizzate a ridurre l’impatto ambientale, sociale ed economico sul territorio urbano.

Non solo diminuire l’inquinamento atmosferico e acustico prodotto dai veicoli, quindi, ma anche garantire sicurezza stradale, decongestionare il traffico e utilizzare lo spazio cittadino nel miglior modo possibile. Insomma, una serie di obiettivi che, in una città come Taranto, acquistano rilevanza particolare.

Le attività della Mobility Week a Taranto

Il programma pensato dall’amministrazione comunale tarantina per questa edizione della Mobility Week è stato decisamente ricco: degna di nota l’iniziativa delle Think Tank, che hanno avuto luogo in alcune scuole ioniche, in particolare presso gli istituti Pacinotti, Pertini, Pitagora, Righi e Volta. L’obiettivo? Quello di riflettere insieme ai giovani studenti sulle attuali condizioni della mobilità tarantina e di introdurre il concetto di BRT, nell’ottica di una prossima realizzazione dell’intera infrastruttura.

Nella giornata di domenica 22 settembre è stato inaugurato, in una piazza Garibaldi gremita di cittadini e associazioni, il Villaggio della Mobilità sostenibile: presenti gli stand informativi di BIT Mobility, che gestisce il noleggio dei monopattini elettrici nel capoluogo ionico, di Kyma Mobilità e della Coldiretti.

Ad animare la mattinata dei tarantini in piazza numerose esibizioni sportive e musicali, dalla danza fitness di Katy’s Wonder Girls alle attività del Crest e al Biliobus, l’autobus-biblioteca per i più piccoli.

Grande partecipazione, poi, alla passeggiata “Zampa dopo zampa”, un’iniziativa che ha visto numerosi cittadini percorrere il tragitto da piazza Maria Immacolata a piazza Garibaldi in compagnia degli amici a quattro zampe: un’altra modalità di riappropriazione dello spazio urbano.

Inaugurata anche la zona pedonale in via Cavour, che resterà attiva sino a domenica 29, agevolando la realizzazione delle iniziative culturali e musicali programmate dal Museo MarTa: tra queste i 100 biglietti messi in palio per i cittadini che hanno raggiunto il posto tramite mezzi pubblici (a cui se ne aggiungono altri 100 previsti per domenica 29 settembre) e una passeggiata multisensoriale, intitolata “Muoversi tra i sensi”.

La chiusura del tratto stradale ha provocato alcune proteste tra gli automobilisti: in tanti, infatti, non erano al corrente dell’iniziativa, nonostante la massiccia pubblicizzazione. A San Vito, infine, una ciclopasseggiata che ha permesso a tanti tarantini di riscoprire particolarità e bellezze del luogo, approfittando delle condizioni meteo particolarmente favorevoli.

PUMS: facciamo il punto della situazione

La Mobility Week è stata anche l’occasione per fare il punto della situazione sul PUMS, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, redatto nel 2018 e valido fino al 2028.

Dalle relazioni che corredano il documento emergeva la fotografia di una città che presenta un forte inquinamento acustico e atmosferico, derivante da un uso eccessivo del mezzo privato, anche e soprattutto per brevi tratti. In buona sostanza, l’auto era utilizzata dai tarantini soprattutto per gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola, come mostra ancora oggi il congestionamento stradale che si verifica in molte parti della città in alcuni orari specifici, come l’ingresso/uscita di scuole e uffici.

Residuale risultava, invece, l’utilizzo di mezzi ecologici: nel 2018 gli spostamenti in bici all’interno del territorio comunale tarantino, infatti, erano stati quantificati in percentuali decisamente irrisorie (1%). Rilevante anche la presenza di quelli che sono stati definiti “colli di bottiglia” infrastrutturali, ovvero il Ponte Girevole e il Ponte di Pietra  (cui possiamo aggiungere il Ponte Punta Penna), in quanto costituiscono gli accessi alla città e sono spesso sede di intasamento dovuto al traffico veicolare.

Le soluzioni proposte nel PUMS prevedono, in particolare, una dotazione infrastrutturale che potenzi la mobilità sostenibile e colleghi parti di città. Bici, monopattini elettrici, il potenziamento della flotta degli autobus di Kyma Mobilità e, soprattutto, la realizzazione delle BRT (Bus Rapid Transit): all’entrata in vigore di queste ultime, infatti, si stima che sia subordinata la riduzione del 20% delle emissioni inquinanti da traffico nell’area urbana centrale e la riduzione del 30% dei flussi veicolari sulla rete stradale dell’area urbana centrale, nonché un riequilibrio modale degli spostamenti.

Ma cosa è cambiato in questi anni? Confrontando i dati su Taranto emersi dal rapporto Ecosistema Urbano, redatto da Legambiente e Ambiente Italia, e relativi agli anni 2018 e 2023, si evince che il tasso di motorizzazione è sostanzialmente invariato: se nel 2018, infatti, si contavano 56 auto ogni 100 abitanti, nel 2023 sono addirittura aumentate a 59. Aumenta, invece, la quantità di metri equivalenti di piste ciclabili per abitante, portando il capoluogo ionico a salire dall’88esima alla 73esima posizione su 107 città. Il dato più significativo, però, riguarda l’offerta in termini di trasporto pubblico, voce per la quale Taranto passa in 5 anni dalla 104esima alla 18esima posizione.

– BIKE SHARING E MONOPATTINI

Se è vero che la maggior parte degli spostamenti effettuati su mezzo privato dai tarantini copre tragitti piuttosto brevi, è altrettanto logico pensare di dotare la cittadinanza di mezzi alternativi, adatti allo scopo, quali le bici.

A questo proposito, abbiamo chiesto all’assessore all’Urbanistica, Mobilità e Innovazione, Edmondo Ruggiero, cosa ne è stato del servizio di bike sharing inaugurato nel 2021, che contava 5 stazioni (ubicate presso la Villa Peripato, i Giardini Virgilio, piazza Castello, piazzale Bestat e corso Vittorio Emanuele II a Talsano): “Il contratto stipulato negli scorsi anni con il servizio Bici in città – ha dichiarato – è terminato. Stiamo elaborando un nuovo bando, utile a recepire l’interesse di operatori nazionali che siano interessati a svolgere lo stesso servizio, allargando il raggio d’azione anche al car sharing. Siamo al lavoro per organizzare l’interconnessione tra sistemi di mobilità alternativa, che costituisce il fulcro della mobilità sostenibile”.

Intanto, a disposizione dei cittadini e dei turisti, c’è la flotta di monopattini elettrici garantita grazie al servizio BIT Mobility: “Grazie all’app dedicata è possibile individuare l’area in cui si trova il monopattino”, ci spiegano alcune hostess presso lo stand apposito, aggiungendo che il mezzo raggiunge la velocità massima di 20 km/h, che deve essere usato da una sola persona e che per i ragazzi dai 14 ai 18 anni è obbligatorio il casco.

“In presenza di zone pedonali il monopattino decelera automaticamente fino a 6 km/h – specificano – Importante è ricordare ai cittadini che il parcheggio del mezzo deve essere effettuato nella maniera più civile e ordinata possibile, dove si posizionano le bici o comunque sulle zone segnalate all’interno dell’app”.

– TRAFFICO E PARCHEGGI, DUE CRITICITA’ CRONICHE

La carenza di parcheggi e il congestionamento stradale dovuto al traffico veicolare sono criticità di cui Taranto soffre in maniera “cronica”: anche in questo caso, la struttura della città e l’uso massiccio del mezzo privato non fanno che aggravare la situazione.

“Sul problema dei parcheggi il Comune non ha gettato la spugna – assicura Ruggiero – le interlocuzioni con la Marina Militare, al fine di utilizzare alcune aree a questo scopo, sono già in fase piuttosto avanzata. Inutile negare che la nostra città non ha zone sotterranee né private da mettere a disposizione per i posti auto. Recentemente, prima del mio insediamento, era stata richiesta la presentazione di manifestazione d’interesse da parte di proprietari di aree private nelle zone cittadine: l’esito non è stato favorevole, proprio perché non ci sono zone adatte a questo scopo, ma le interlocuzioni proseguono anche con altri imprenditori, per capire se c’è una reale volontà di intervenire sulla questione”.

Per quanto riguarda il traffico veicolare “è chiaro che se usassimo di meno il mezzo privato a favore di quello pubblico otterremmo già un immediato decongestionamento – afferma l’assessore – L’iniziativa di domenica 22 settembre, che ha visto la chiusura al traffico di alcune strade, è un esperimento, nel solco del quale vorremmo proseguire. Lo scopo è quello di permettere ai cittadini di riappropriarsi dello spazio urbano”.

Affinché l’intero sistema dedicato alla mobilità sostenibile della nostra città possa funzionare concretamente è necessario ancora attendere: in concomitanza con i Giochi del Mediterraneo, però, le risposte dovrebbero arrivare in maniera definitiva.

Con l’entrata in funzione delle BRT, la realizzazione di nuovi parcheggi, il completamento della pista ciclabile e l’inaugurazione dei nuovi servizi di bike e car sharing (che dovrebbero aver luogo a breve), la viabilità tarantina dovrebbe cambiare decisamente, a favore di modalità più sostenibili, in grado di incidere davvero sulla qualità della vita.

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *