La cantautrice Francesca Michielin è stata la protagonista del primo appuntamento della rassegna “Musica Fluida”, il progetto promosso dal Museo Archeologico nazionale di Taranto e dell’Orchestra della Magna Grecia, che ha l’obiettivo di far conoscere ai giovani la storia archeologica della città di Taranto attraverso la fruizione della cultura musicale moderna.
“Non è la prima volta che visito Taranto, ci sono stata in occasione del concerto del Primo Maggio, ma sono molto contenta di essere per la prima volta all’interno di questo museo, un luogo che raccoglie l’arte e la storia di una città che continua a lottare per un futuro migliore”, racconta la cantante.
La visita guidata ha fatto sì che la Michielin conoscesse in maniera approfondita il passato storico del territorio della città di Taranto. La direttrice del MArTA, Stella Falzone ed il Maestro Piero Romano hanno condotto l’artista alla scoperta delle epoche più antiche fino ad arrivare a quelle più recenti, come il medioevo per poi terminare il percorso nella “sala delle meraviglie”, che custodisce gli Ori di Taranto. stesso percorso che hanno svolto i piccoli fan accompagnati dai genitori, per poi raggiungere la sala delle riunioni e attendere l’inizio del concerto.
Un’esibizione pensata e ricercata dalla stessa Michielin, che ha scelto alcuni brani capaci di arrivare a tutti quei ragazzi che in qualche modo devono ancora trovare la loro strada: “Mi emoziona tantissimo condividere la musica con persone più giovani alle quali trasmettere la mia piccola esperienza e lasciare dei messaggi positivi. Ho pensato ad un repertorio acustico che potesse essere d’ispirazione non solo per il loro percorso personale, ma soprattutto per quello artistico che si potrebbe insinuare nelle loro anime”, ha spiegato.
Un messaggio che è riuscito ad essere trasmesso ai giovani presenti in sala che sono diventati a loro volta protagonisti della serata grazie alle domande formulate e alla curiosità mostrata nei confronti dell’artista, le cui risposte ne hanno mostrato il lato fragile. In particolare dopo aver cantato “Quello che ancora non c’è”, i ragazzi hanno discusso con la cantautrice sull’incapacità di orientarsi, sulla paura di trovare la propria strada, di affrontare la scelta migliore per il proprio futuro prendendo coscienza e accettando le insicurezze.
Tutte sensazioni nelle quali i più giovani si sono in qualche modo ritrovati e sentiti capiti per qualche istante. Proprio in questa atmosfera così intima la Michielin ha confessato di essersi sentita smarrita e delle volte di non essere del tutto convinta di quello che fa: “Vivo delle emozioni contrastanti a volte sono super felice e concentrata altre vorrei sono scappare via. Spesso mi sembra di soffocare da entrambe le parti, ma ho imparato a non combattere questa paura anzi la sto accettando ed integrando lentamente nella mia vita”.
Racconti che i ragazzi hanno percepito sinceri ed umani, una voce simile a tutte quelle presenti in sala, capace di toccare i sentimenti più comuni come l’amore ed il dolore, che la cantautrice ha intonato nei brani “Magnifico”, “Nessun grado di separazione” e “L’amore esiste”.
Un incontro delicato che la Michielin ha voluto concludere con una dedica alla città di Taranto, “Io non abito al mare” un brano che lascia spazio all’immaginazione ed ai sogni per il futuro.



