“La sensazione è ci sentiamo un po’ come quelle fidanzate che hanno amato ma che hanno anche ricevuto…forse questo é quello che ci fa sentir quella amarezza che noi tifosi del Taranto ormai conosciamo ma al quale non ci si abitua mai…l’illusione di un amore forte che magari andava oltre la parte sportiva, il famoso capopopolo, il batti petto sotto la curva, le tue conferenze stampa a difesa di una tifoseria e di una città…e poi black out… fino ai certificati che alla fine hanno dimostrato che sei un uomo come tutti noi, tanti di noi… Scusaci se in te avevamo visto oltre l’allenatore e ci siamo sbagliati. Come sempre. Con tutti. ..Alla fine l’uomo conta più del risultato sportivo”. Questo messaggio lasciato da un tifoso del Taranto sull’ormai seguitissimo gruppo Facebook : “Eziolino Capuano (in ognuno di noi non devono albergare nefantezze…), sintetizza al meglio il sentimento contrastante che ha pervaso il tifoso tarantino medio che ha creduto in questo allenatore capace di far tornare a sognare il pubblico calcistico jonico.
E lui il personaggio, ritornato mediatico, grazie al lavoro fatto in due stagioni a Taranto (una salvezza ed un secondo posto sul campo con tanto di piazzamento play-off), dopo aver promesso interviste esclusive a noi giornalisti (“fatemi risolvere e poi ci divertiamo”), una volta annunciato al Foggia se ne è uscito con una delle sue dichiarazioni teatrali da gran “paraculo” mediatico: “Non dimenticherò mai Taranto, qualsiasi squadra possa allenare. Taranto mi ha dato tantissimo e ho realizzato qualcosa di importante. Ringrazio tutti ma molti non conoscono varie cose. Dieci anni fa mi sarei comportato in maniera diversa ma l’eleganza di un uomo consiste nell’abbandonare la scena in silenzio.”
Peccato. Avrebbe potuto spiegarci meglio la frase : “Dopo Taranto non allenerò più”, chiarirci cosa accadde nei giorni in cui si seppe della penalizzazione, spiegare una volta per tutte la storia della mancata firma sul rinnovo di Vannucchi o del rapporto contraddittorio con l’amico e consulente del presidente (dimissionario), parlarci della presunta lite avvenuta pochi giorni prima del ritiro, oppure raccontarci qualche retroscena della conferenza stampa più menzognera degli ultimi anni (quella di luglio scorso), dove si sono dette una serie di bugie su tutti i fronti (stadio, futuro, campagna acquisti). Poi sono arrivati i certificati medici e le dimissioni (unilaterali e con rinuncia agli emolumenti, evento raro nel calcio) via web che hanno fatto repentinamente cambiare pagina, accasandosi a Foggia. E ora avanti un altro, sperando di trovare presto grandi uomini e grandi allenatori. Sino alla fine…
p.s. al “vate” Capuano dedichiamo la traduzione di alcuni versi di questa canzone del 1982 dei Depeche Mode dal titolo “Leave in Silence” (lasciare in silenzio..): “Me lo sono ripetuto tante volte prima. Ma questa volta credo di dirlo sul serio Siamo arrivati a un punto fermo. Niente ci salverà dal grande crollo. Raggiunti alla nostra conclusione naturale. Sopravvissuti all’illusione. Odio trovarmi in queste situazioni Che richiedono relazioni diplomatiche. Se solo sapessi la risposta. O pensassi che abbiamo una possibilità. O potessi fermare ciò. Impedirei questa cosa. Non sopporto questa violenza emotiva. Lascio in silenzio….Lascio in silenzio…Lascio in silenzio…”.
*foto Paolo Occhinegro