Calano in valore le esportazioni e le importazioni di prodotti in acciaio in Italia. E’ il risultato dell’analisi dell’Ufficio Studi siderweb sull’export italiano. Che certifica come il siderurgico di Taranto ex Ilva sia fuori dalla lista dei primi 20 produttori italiani.

Nel primo semestre del 2024, infatti, le vendite di materiale siderurgico sono diminuite del 15,1% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, per un totale di circa 11,2 miliardi di euro. Le esportazioni dei primi 20 poli siderurgici italiani sono passate da 10,9 a 9,3 miliardi di euro per un calo del 14,7%. Le variazioni negative più significative appartengono ai poli di Ravenna (-35,8%, +1 posizione), Genova (-34,5%, +1 posizione) e Verona (-23,1%, -1 posizione). Ravenna e Genova avanzano di una posizione nonostante la performance negativa a causa delle province di Taranto e Alessandria che escono dalla lista (erano nella top 20 nel primo semestre 2023). Solo uno dei primi 20 poli ha registrato nel primo semestre un aumento delle esportazioni, la provincia di Piacenza, che supera in esportazioni nel primo semestre le ultime due province citate uscite dalla classifica.

Sul terzo gradino del podio tra le province che esportano prodotti in acciaio si trova il polo di Mantova con una quota di mercato dell’8,0%. Il mantovano ha venduto nel primo semestre del 2024 materiale per 891 milioni di euro, somma che segna una diminuzione del 9,1% rispetto all’ammontare dello stesso periodo del 2023. Le nazioni che hanno acquistato più acciaio mantovano sono state: Germania, Francia, Polonia e Austria. Al secondo posto in classifica si trova la provincia di Udine che ha registrato una contrazione del 17,1% delle esportazioni per un totale di 978 milioni di euro (quota di mercato dell’8,8%). Anche per il polo di Udine il principale cliente è la Germania, seguita da Repubblica Ceca, Austria e Polonia. Si riconferma leader delle esportazioni siderurgiche italiane il polo bresciano che nel primo semestre del 2024 ha esportato prodotti in acciaio per 1,0 miliardo di euro, per una quota di mercato del 9,2%. Anche la provincia di Brescia ha fatto un passo indietro rispetto ai primi sei mesi del 2023: il calo è del 21,0%. I principali acquirenti dell’acciaio bresciano sono stati Germania e Francia. Seguono, con valori minori, Spagna e Croazia.

Nella prima metà del 2024 le importazioni italiane di prodotti siderurgici hanno subito una contrazione del 18,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il totale ammonta infatti a 10,6 miliardi di euro rispetto ai 13,0 del primo semestre 2023.

La top 20 delle province che acquistano acciaio totalizza un introito di 8,1 miliardi di euro, in calo del 20,3% rispetto al periodo gennaio-giugno del 2023. I passi indietro più rilevanti sono stati fatti dalle province di Parma (-35,0%, -1 posizione), Brescia (-34,1%, -1 posizione) e Mantova (-31,7%, al medesimo posto in classifica). Solo la provincia di Venezia ha avuto una performance migliore rispetto a quella del periodo precedente guadagnandosi, grazie alla discesa del polo di Terni, un posto in top 20 (+7,4%, +1 posizione).

Spostando il focus sulle province italiani più performanti nell’ambito dell’import siderurgico, troviamo al terzo posto la provincia di Mantova. Per un totale di 570,1 milioni di euro (e con una quota di mercato sull’import italiano totale del 5,4%), il mantovano ha acquistato nel primo semestre del 2024 prodotti in acciaio principalmente da India, Corea del Sud, Vietnam e Cina. Al secondo posto nella classifica degli importatori siderurgici italiani si conferma la provincia di Udine, con un valore totale degli acquisti di 881,5 milioni di euro (quota dell’8,3%). I partner commerciali principali sono stati Russia, Cina, India e, in misura minore, Germania. Sul primo gradino del podio si trova la provincia di Milano che nei primi sei mesi del 2024 ha acquistato prodotti in acciaio per 1,4 miliardi di euro. La somma è in calo rispetto agli acquisti del primo semestre 2023, l’ammontare è infatti sceso del 21,1%, mentre la quota di mercato si attesta al 12,8%. Il polo siderurgico milanese ha acquistato principalmente da Cina, Corea del Sud, Russia e Germania.

In calo anche la produzione italiana di acciaio che non riesce a scrollarsi di dosso il segno negativo.Prendendo in considerazione i primi otto mesi del 2024, la flessione su base annua è stata del 5,2% a fronte di un output totale di 13,2 milioni di tonnellate. Rispetto ai volumi degli analoghi periodi del 2022 e del 2021, le differenze restano marcate, pari cioè rispettivamente al 9,3% e al 12,4%. Le due “famiglie” di laminati a caldo hanno continuato a muoversi a due velocità: ad agosto la produzione di lunghi è stata di circa 357mila tonnellate, in crescita dell’11,2% tendenziale, mentre la produzione di piani è rimasta in calo del 12,4%, fermandosi a 415mila tonnellate. Nel periodo gennaio-agosto, l’output di lunghi si è attestato a 7,78 milioni di tonnellate, l’1,3% in più su base annua, mentre quello di piani è ammontato a 5,65 milioni di tonnellate, in flessione del 10,8%.

(tabelle fonte siderweb.com)

(leggi tutti gli articoli sull’ex Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

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