Si può lasciare il segno anche in punta di piedi, con grande dignità, esprimendo concetti importanti con toni pacati e senza essere aggressivo. Onore all’allenatore del Taranto, Carmine Gautieri, che ha accettato di lavorare in una piazza come quella rossoblù in un momento tra i più difficili della sua storia. Dopo il primo successo stagionale ottenuto, meritatamente, contro il Picerno non si è presentato in sala stampa tronfio perché sa che da esser contenti c’è poco.
Le dichiarazioni non banali rilasciate – “Devo sapere assolutamente il futuro di questa società. Ho grande grande rispetto ma questi ragazzi devono essere messi in condizione di lavorare nel modo giusto. Martedì ho bisogno di parlare e capire se ci saranno le condizioni affinché qualcosa possa cambiare” – si possono interpretare anche come un preludio a delle dimissioni. Infatti se l’allenatore campano non dovesse ricevere delle rassicurazioni sul futuro immediato, visto che in questo momento la spending review adottata dal direttore generale Lucchesi (anche per lui l’avventura in riva allo Jonio sarebbe in dirittura di arrivo) è peggio di quella vista dai contribuenti italiani nel ben noto governo Monti, potrebbe anche decidere di farsi da parte.
Già perché la gestione di campo di questo Taranto è da società amatoriale stando a quanto fatto intendere dallo stesso Gautieri: “E’ facile scrivere ma i nostri cancelli sono aperti e io sinceramente non ho mai visto nessuno venire a vedere come lavoriamo e in che condizioni siamo. Noi ieri ci siamo allenati al mattino e ci siamo visti oggi pomeriggio direttamente al campo”. Quindi niente pranzo di squadra prima della partita, tanto per intenderci. Segno che giocatori e staff tecnico sono stati praticamente abbandonati a se stessi mentre ciò che resta della società sta contando i soldi racimolati per vedere di ottemperare alle scadenze (stipendi e contributi) del prossimo 16 ottobre sempre che non ci sia una svolta per il cambio di proprietà che allo stato attuale, stando alle voci, assomiglia più a una restaurazione.