Ci sono volute 4 ore per recuperare, e successivamente sequestrare, gli oltre 20 chilometri di reti da pesca immerse illegalmente nelle acque di Mar Grande tra la Stazione navale della Marina militare e il ponte girevole. Operazione che ha visto impegnati, nella mattinata di sabato 12 ottobre, gli uomini della Guardia costiera di Taranto.
Un sequestro senza precedenti che è il frutto dell’attività di monitoraggio del litorale marittimo di Taranto. Ad attirare l’attenzione degli uomini della Guardia costiera sono stati alcuni segnali da pesca collegati ad una rete da posta, posizionata a pochi metri dalle banchine della Stazione Navale della Marina Militare. Oltre che abusivi, i segnalatori erano stati posizionati in un’area militare vietata alla pesca e, al tempo stesso, costituivano un’insidia per le manovre delle unità militari.
I militari della Guardia costiera, che mai si sarebbero immaginati che per il recupero delle reti sarebbero servite 4 ore, si sono trovati di fronte a una vera e propria muraglia di reti, unite senza soluzione di continuità e distese a “zig-zag” sino a quasi a toccare il ponte girevole, per una lunghezza totale di oltre 20 chilometri.
La lunga sequenza di reti, del valore di migliaia di euro, era stato disteso poco tempo prima da pescatori di frodo senza scrupoli e avrebbe potuto rappresentare una seria minaccia per tutte le specie acquatiche del delicato ecosistema marino dei “due mari”, come i delfini e le tartarughe, che si sarebbero inesorabilmente impigliati senza possibilità di sopravvivenza.