“Siamo arrabbiati neri! Quello che era il cuore pulsante della città, il Borgo, si sta spegnendo come una candela e le tante saracinesche abbassate ne sono una dimostrazione. Abbiamo tentato più volte di interloquire con gli amministratori comunali per sollecitarli a un’azione incisiva per la rinascita del quartiere, ma senza risultati. D’altronde non ci aiuta il ricambio frequente degli assessori. Così non va assolutamente, non intendiamo rassegnarci, motivo per il quale ci riserviamo di attuare prossimamente delle forti iniziative di protesta”. Così ha dichiarato il presidente di Confcommercio, Leonardo Giangrande, presente questa mattina in piazza Immacolata, assieme a numerosi esercenti, all’avvio della petizione “Tarantini uniti per la bellezza del Borgo” che sarà consegnata al sindaco.

Le richieste dei commercianti sono relative alla maggiore pulizia e al decoro di strade e piazze, alla cura degli arredi urbani e del verde pubblico, alla necessità di maggiori controlli per la tutela della pubblica sicurezza e alla realizzazione di parcheggi in congruo numero. Questo, unitamente alla richiesta di politiche pubbliche più attente alle attività economiche, con la tutela e all’offerta turistico-commerciale del Centro, alla programmazione dei cantieri pubblici, al confronto costante con i rappresentanti dei portatori di interessi, alla maggiore programmazione di eventi nelle aree pubbliche e a una particolare attenzione alla qualità della vita dei cittadini.

Così ha riferito nello specifico Leonardo Giangrande: “Oggi abbiamo iniziato un percorso di coinvolgimento  che non riguarda solo le nostre imprese ma tutti i cittadini, cui appartiene il Borgo. Abbiamo attivato la petizione perché ci siamo resi conto che questo quartiere sta morendo e le chiusure dei negozi, che ne sono il segno più evidente, sono tutti gli occhi di tutti”.

“Con questa petizione – ha aggiunto –  vogliamo anche rimarcare le difficoltà non solo del Borgo ma di una città che fa fatica ad andare avanti e che necessita di interventi seri che vanno programmati. Lo vado ribadendo da quando sono alla guida della Confcommercio, cioè da dodici anni, ma senza adeguati riscontri. Vorremmo una maggiore cura del decoro e degli arredi urbani in via Di Palma e in via D’Aquino e il completamento delle grandi opere, su tutte il palazzo degli uffici. Ci sta a cuore anche il discorso della rigenerazione urbana nel centro storico, affinché possa assumere un ruolo propulsivo non solo per il Borgo ma per l’intera città. E poi, denunciamo la carenza dei parcheggi, che è un problema di tutti, e del decoro urbano così come la programmazione dello sviluppo globale. A tal proposito chiediamo di evitare ogni allungamento della città, come si stava prospettando per la zona circostante il nuovo ospedale per il quale abbiamo manifestato massima opposizione, così come avvenuto per la grande piastra commerciale che inizialmente avrebbe dovuto sorgere contestualmente al nuovo stadio. La petizione vuole mettere l’amministrazione comunale di fronte alle sue responsabilità verso le sorti della città, che ormai non è attrattiva e non interessa più nessuno e che, perdurando questo stato di cose, appare destinata a morire, così come sta avvenendo per il Borgo”.

Il tema del commercio che sta languendo, soprattutto quello di vicinato, è scottante. Vogliamo perciò un confronto serio e competente in merito con gli assessori, che risulta difficile in quando cambiano in continuazione – ha dichiarato Giuseppe Spadafino, vice presidente vicario di Confcommercio –  Chiediamo con forza che sia finalmente affrontato il problema relativo ai grandi attrattori, come palazzo degli uffici, che ormai da tanti anni attende i lavori di ristrutturazione, e palazzo Frisini. Rivendichiamo inoltre maggiore attenzione per il mercato Fadini, che ha una valenza importante per l’intera città non solo dal punto di vista commerciale ma anche turistico, come nelle più importanti città europee, e che va inesorabilmente svuotandosi dato il degrado diffuso. Non dimentichiamo inoltre delle Brt, per la cui attivazione già ci sono sei mesi di ritardo: chiediamo come si ovvierà agli ovvi e inevitabili problemi che comporterà la loro realizzazione nella circolazione veicolare e per quanto riguarda la sottrazione di parcheggi. Insomma, abbiamo necessità di conoscere quali sono i percorsi verso una visione globale di città che secondo noi l’amministrazione non è ancora in grado di definire”.

 

 

 

 

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