“Massimo Battista si è conquistato il rispetto di tutti, avversari politici inclusi, per l’appassionata difesa della sua città che ha caratterizzato il suo lavoro”. Con il commosso ricordo del consigliere comunale scomparso il 7 ottobre, letto dal presidente del Consiglio comunale, Piero Bitetti, si è aperta l’odierna seduta straordinaria della massima assise cittadina. Subito dopo i consiglieri hanno osservato un minuto di silenzio, in piedi, in ricordo dell’ex collega.
Nessun intervento nella fase di dibattito e dichiarazione di voto per la surroga del posto di consigliere lasciato da Battista: al suo posto subentra Mirko Maiorino, primo dei non eletti della lista “Una città per cambiare Taranto”, con cui Battista si candidò a sindaco alle amministrative 2022.
Nei giorni scorsi, su social e quotidiani locali, era divampata la polemica sull’opportunità che Maiorino accettasse l’incarico: ad intervenire era stato soprattutto Michele Riondino. L’attore e regista tarantino, che con Battista aveva contribuito a fondare il Comitato Cittadini Liberi e Pensanti, aveva infatti espresso la sua contrarietà a questo “passaggio di consegne”, usando termini piuttosto forti nei confronti di Maiorino, che nel frattempo era diventato segretario del Partito Liberale Italiano. Senza rispondere direttamente agli attacchi Maiorino aveva, poi, assicurato che avrebbe seguito le orme del collega scomparso “a prescindere dall’appartenenza politica”.
La proposta viene poi votata e approvata con 24 voti a favore e 1 astenuto. Il neo consigliere comunale ha successivamente preso parola per chiarire il suo pensiero.
“Questo è l’ingresso più difficile – ha affermato – ho letto tante cose che non condivido in questi giorni, comprendo la rabbia e il dolore di tanti. Non sono qui per sostituire Massimo, ma solo per fare il mio dovere di cittadino: il mio impegno sarà quello di fare opposizione, dura ma leale, all’attuale amministrazione comunale e portare all’attenzione di questo Consiglio i problemi reali della città”.
Alle parole di Maiorino fanno seguito alcune polemiche da parte del pubblico presente in aula: in particolare c’è chi si interroga sull’appartenenza politica del neo consigliere comunale, che di fatto è entrato nella massima assise cittadina con la lista “Una città per cambiare Taranto”.
Si passa, poi, al conferimento della cittadinanza onoraria al generale Renato Lepore, presentata dal consigliere Luigi Agrusti: “Lepore ha svolto un ruolo chiave nel potenziamento della base NATO della nostra città – ha spiegato – Inoltre, durante i momenti più difficile dell’emergenza Covid ha trasformato l’ospedale da campo della base in un centro vaccinale, mettendo tanti cittadini in condizione di poter accedere ai vaccini tempestivamente”. La proposta è approvata con sei astenuti e 18 a favore.
Bitetti legge poi un documento della UGL, che chiede l’apertura di un tavolo di crisi per l’appalto riguardante i servizi generali per le strutture pubbliche comunali, suddiviso nei Lotti 1 e 2, denominati multiservizi. “Allo stato attuale ci sono 139 lavoratori per i quali non si intravede futuro – si legge nella richiesta – la politica si mobiliti per evitare una catastrofe annunciata”. Bitetti replica che alcuni consiglieri comunali stanno effettuando una raccolta firme per convocare un consiglio monotematico sull’argomento, ma viene poi interrotto da alcune accese proteste provenienti dal pubblico presente in aula. Il presidente del Consiglio Comunale promette di consegnare una copia del documento presentato dalla UGL a tutti i consiglieri, ma le polemiche sono proseguite al punto da portare Bitetti ad intervenire più volte per riportare l’ordine in aula. Dopo alcuni momenti di tensione si passa alla votazione della proposta successiva, che prevede il riconoscimento di un debito fuori bilancio, approvata con 16 favorevoli e 6 astenuti.
Passano anche le proposte successive, la cui votazione è avvenuta piuttosto velocemente e senza interventi, nonostante la confusione derivante dal prosieguo delle proteste conseguenti alla lettura del documento presentato dalla UGL. Intanto, ha avuto inizio il sit-in di protesta del sindacato davanti a Palazzo di Città.