“L’ampio consenso raggiunto negli anni dal Medimex, lo dico con orgoglio, è un esempio di quella buona politica che fa tanto bene al nostro territorio”. Le parole sono di Cesare Veronico, il ‘front man’ del International Festival & Music Conference dietro al quale si muove un’imponente macchina organizzativa, talmente efficiente, talmente oleata nei meccanismi, che potrebbe anche andare avanti con il pilota automatico.

Un consenso tale da incuriosire la Bocconi di Milano e la Music Business School de Il Sole 24 ore che si sono interessate ad un modello di sostenibilità dei grandi eventi da esportare per il loro impatto sociale, economico, ambientale e culturale. Medimex è considerata la migliore iniziativa in Italia nel suo genere perché non è solo main stage; è gli show case, è i talk sui grandi della musica, è gli incontri riservati ai professionisti del settore.

Veronico in qualità di coordinatore del Medimex, di recente è intervenuto ad un panel a tema presso la Bocconi, assieme al Professor Filippo Giordano, al Direttore Generale della Biennale di Venezia Andrea Del Mercato ed a Claudio Trotta di Barley Arts, per intenderci, l’uomo che porta Springsteen in Italia. “Ho provato un profondo senso di orgoglio nell’esportare la mia esperienza legata alla creatività, alla progettualità, al marketing territoriale, al turismo e a come abbiamo contribuito cambiare il racconto della città di Taranto. E l’anno prossimo ospiteremo nel capoluogo jonico proprio il direttore della Biennale di Venezia”. Veronico ha poi spiegato l’esperienza per il secondo anno consecutivo fatta in qualità di tutor presso la Music Business School de Il Sole 24 ore  dove ha diviso in due gruppi di lavoro una ventina di giovani laureati in marketing e li ha invitati a simulare un progetto di organizzazione di un Medimex, immaginando un luogo dove organizzarlo, tenendo conto degli obiettivi da raggiungere dal punto di vista non solo della riuscita dell’evento (rientro dell’investimento attraverso i biglietti e le sponsorizzazioni), ma della promozione del territorio e della ricaduta economica sullo stesso.

Dunque Medimex modello esportabile fuori dai confini della Puglia e già forte stimolo per le professionalità del settore nella nostra Regione, visto il moltiplicarsi di eventi, festival, concerti che ci sono stati negli ultimi anni. “La nostra missione è proprio questa: tracciare una strada che, altri grazie al nostro esempio, possono percorrere nel tempo. Un obiettivo che il Medimex credo abbia centrato grazie ad operatori coraggiosi e sensibili – spiega Veronico – Le ricadute positive avute negli anni sono tangibili.  Andiamo fieri di come siamo riusciti a creare sinergie con le varie anime del territorio tarantino, dall’amministrazione comunale alla Marina Militare, dal MArTA all’università ed al conservatorio. Una città che, in pratica, attorno a questo evento, si ricompatta e fa rete”.

Insomma il punto di forza è stato questo lavoro di fine tessitura delle relazioni, che tenesse tutti assieme, uniti verso un unico obiettivo e propedeutico a quello che poi diventa il clou dell’evento ossia il concerto degli artisti di caratura internazionale che si esibiscono nello scenario unico della Rotonda del Lungomare di Taranto.

 

 

 

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