Durante l’ultimo incontro svoltosi a Roma presso la sede di Unindustria pochi giorni fa, l’azienda Leonardo ha esposto la situazione relativa agli stabilimenti della Divisione in merito all’informativa annuale, soffermandosi particolarmente sullo scenario negativo in cui versa il mercato delle Aerostrutture nell’aviazione civile, lasciando intendere che la ripresa inizialmente attesa per il prossimo anno tarderà nuovamente senza alcuna certezza di previsione.
“Il dato poco rassicurante emerso dall’incontro è di un ennesimo imminente piano di produzione di Boeing “Z61” che dovrebbe prevedere un impatto negativo sulla produzione per ilprossimo anno, aggravando un quadro già complesso e conclamando la crisi in cui versa la committente con ricadute sul sito di Grottaglie – afferma la Uilm di Taranto -. Lo stabilimento di Grottaglie da ormai cinque anni vive una situazione di totale incertezza che, al netto di annunci disattesi di nuove attività e di produzioni prototipali che non hanno sortito effetti importanti nella saturazione del personale grottagliese, al momento è ancora troppo condizionato dagli avvenimenti oltre oceano”. Per questo la UILM ricorda come sostiene da anni quanto una soluzione strutturale non possa rimanere all’interno di un’organizzazione divisionale così definita.
“Alla luce delle ulteriori difficoltà, infatti, riteniamo non più rimandabile un cambio di approccio, convinti che la svolta debba passare attraverso una riorganizzazione dei perimetri della One Company, ritornando ad un concetto di “aeronautica” nella quale coesistano i comparti dell’aviazione militare e civile di Leonardo. In questo modo si creerebbero le giuste sinergie, integrando le competenze produttive e manifatturiere con il know-how delle ingegnerie di progettazione – concludono dalla Uilm -. Ripensare l’organizzazione vuol dire mostrare il giusto coraggio per non perdere tante opportunità volte a rafforzare un business complicato che fa delle integrazioni tra i siti e delle specifiche professionalità un grande valore aggiunto che ha rappresentato un pezzo importante di storia dell’allora Finmeccanica, oggi Leonardo SPA. Tale valore è stato minato da scelte passate che nascondevano interessi opposti rispetto al reale rilancio degli stabilimenti aeronautici”.
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