Il bullismo è una piaga sociale che colpisce non solo la vittima ma anche la società che la circonda. Quello che spesso accade è che la persona che subisce atti di bullismo tende ad essere sempre più isolata. Sia perché non chiede aiuto, sia perché un gruppo di “spettatori” non interviene e quindi rimane indifferente. È proprio questo isolamento a far sì che la persona nel “ruolo di vittima” sia sempre di più in una posizione di debolezza. Il vero problema è proprio il silenzio che permette di far verificare situazioni di violenza. Molte volte sentiamo parole come “non è mio amico” oppure “non sono fatti miei”. Bisognerebbe, invece , mettere in atto una vera e propria azione di gruppo (amici, parenti, insegnanti) che trasmettono alla vittima fiducia e protezione.
Il bullismo nelle scuole oggi è un fenomeno purtroppo molto frequente, ma lo era anche tempo fa soltanto che non c’erano gli strumenti tecnologici che ne amplificano la diffusione .
Secondo il principale studioso in materia, Dan Olsweus, per parlare del bullismo abbiamo bisogno di tre fattori principali:
1 intenzionalità
2 persistenza nel tempo
3 la vittima è incapace di difendersi
Per questo il bullismo si manifesta raramente nella scuola d’infanzia, perchè manca la consapevolezza e l’intenzione di usare la violenza.
Alcuni dati dell’Osservatorio indifesa di Terre des Hommes e OneDay dichiarano che il 65 % dei giovani hanno sofferto atti di bullismo. Questo fenomeno riguarda un comportamento abusivo di natura fisica e verbale che si manifesta principalmente nei luoghi di aggregazione sociale, come le scuole.
Anche in Puglia gli atti di bullismo e violenza sono un problema in continua crescita; in particolare, nelle scuole della città di Taranto i casi di bullismo dal 2018 al 2022 sono arrivati al 14%.
L’ultimo episodio risale al febbraio di quest’anno: un ragazzo di 15 anni della nostra città è stato sorpreso da una volante della Polizia di Stato mentre cercava di oltrepassare la ringhiera del Lungomare, con l’intento di farla finita. I poliziotti hanno salvato il giovane, provato dal disagio che stava vivendo a causa del bullismo subìto, cercando di farlo ragionare sull’importanza di non gettare via la propria vita.
Per prevenire questi episodi alcuni istituti nel Tarantino hanno introdotto una Casella di Posta Anonima, estremamente utile, poiché gli studenti vittime di bullismo, molto spesso, non si sentono in grado di denunciare l’accaduto per vergogna e per paura. In questo modo, invece, possono sfogarsi e cercare aiuto. Ad esempio, nella scuola Luigi Einaudi di Manduria questo sistema permette di inserire la lettera, in modo anonimo, che viene poi visionata da un team di insegnanti esperti del settore.
Un metodo molto valido, che potrebbe essere utilizzato anche negli altri Istituti scolastici, compreso il “ Carrieri-Colombo”, per iniziare a combattere il fenomeno del bullismo e creare una rete d’aiuto che coinvolga le classi, gli insegnanti e le famiglie.
Anche se nella nostra scuola non si sono, al momento, registrati episodi di bullismo ci sentiremmo molto più sicuri avendo anche noi una Casella di Ascolto, che diventerebbe un punto di riferimento presente e futuro.

