“Ho accettato il responso del Consiglio, ma ho una mia idea: il motivo della mia revoca, come si dice in città, è politico, si tratta di una vendetta, del rispetto di un patto”.

È sereno ma provato Piero Bitetti, al termine della seduta straordinaria del Consiglio comunale di Taranto per votare la mozione di revoca del suo incarico di presidente della massima assise cittadina. Diciotto i voti a favore, gli stessi dei firmatari della mozione, più quello del sindaco, Rinaldo Melucci che uscendo dall’aula gli è andato, comunque, a stringere la mano. Ora, entro 10 giorni, il vicepresidente del Consiglio convocherà l’assise per eleggere il nuovo presidente.

“Ho contestato tutti i punti di cui mi si accusa nella mozione – dichiara ai giornalisti presenti Bitetti – posso garantire che per me l’Aula rappresenta la volontà del popolo e pertanto, per me, è sacra. Non sono mai venuto meno alla mia imparzialità”.

E sui consiglieri che hanno votato a favore della mozione aggiunge: “Meglio che non mi esprima dal punto di vista personale, con molti di loro ho condiviso percorsi politici basati sul rispetto della democrazia e dei cittadini, ma anche progetti che andavano in direzione della collettività”. Alcuni esponenti dell’opposizione, durante la seduta, hanno dichiarato che quanto accaduto ha rappresentato “uno spettacolo di bassissimo livello, una pagina buia nella storia politica della città”: “Non sta a me commentare quanto detto – replica Bitetti – ma mi riservo di approfondire i fatti con un gruppo di amici, con loro valuterò il da farsi”.

In merito al ricorso presentato, per la modifica al regolamento del Consiglio comunale che ha abbassato a 17 il quorum necessario all’approvazione della mozione, afferma: “Ci tengo a precisare che il primo ricorso è stato fatto per una questione di principio: non potevo accettare da presidente del Consiglio comunale che uno strumento democratico potesse piegarsi ad alcune volontà”.

A proposito delle mancate dimissioni all’indomani del suo passaggio all’opposizione, che gli sono state contestate da alcuni consiglieri, commenta: “Sarebbero state viste come un atto politico, mi sono sacrificato per rispetto dell’Aula e delle regole”.

E sui cittadini, molti dei quali hanno assistito in diretta a quanto accaduto, afferma: “Ho massima stima della loro intelligenza, valuteranno loro i fatti. Posso solo dire che questi giorni ho avuto serie difficoltà a camminare per le strade di Taranto, perché ero fermato continuamente da chi esprimeva la propria stima e solidarietà nei miei confronti e il dissenso verso altri”.

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