Il comparto sanitario della Provincia di Taranto oggi è preda di pesanti deficit numerici e funzionali. C’è una marcata carenza strutturale di medici ed infermieri, sia ospedalieri che territoriali. La situazione della sanità jonica è diventata molto preoccupante e richiede misure ed interventi straordinari ed urgenti.
Nelle scorse ore è stato depositato dal Consigliere Regionale Antonio Paolo Scalera una mozione con la quale si chiede alla Giunta Regionale Pugliese di impegnarsi per introdurre, per la sanità della provincia di Taranto, un “Piano Straordinario” aumentando le risorse finanziarie da inserire nella prossima legge di bilancio per incrementare gli interventi necessari in una provincia che merita di essere ristorata dopo anni di scelte sbagliate.
“Nella mozione – ha proseguito Scalera– ho posto l’attenzione su alcune grandi criticità della sanità jonica: potenziare il centro per l’autismo; garantire la continuità assistenziale che sta interessando molti comuni della provincia di Taranto per la mancanza dei medici di famiglia; sulla chiusura di diversi presidi di guardia medica che durante la stagione estiva non hanno potuto garantire un’assistenza continuativa nelle località balneari andando ad intasare i pronto soccorso e creando ulteriori disagi ed episodi di intolleranza nei confronti del personale sanitario; sul Pronto Soccorso del Santissima Annunziata di Taranto dove si sfiorano anche le 16 ore di attesa e che può contare solo su 14 medici a fronte del 21 necessari”
“Nel Presidio del capoluogo jonico le carenze riguardano tutti i comparti e mancano dirigenti sanitari e non sanitari in anestesia e rianimazione, in chirurgia generale, nella medicina nucleare e trasfusionale, nei laboratori di analisi, in neuroradiologia, in oftalmologia, oltre alla carenza di infermieri, fisioterapisti e OSS. Al momento l’organico è solo di 4 medici più il primario che è sempre di turno rispetto ai 14 medici più il primario che servirebbero”.
“Sulla questione che riguarda l’Unità Intensiva Neonatale del SS Annunziata di Taranto (la seconda in Puglia dove nascono circa 2 mila bambini l’anno) che dal prossimo mese di dicembre rischia la chiusura, perché 5 medici andranno via e rimarrà aperto solo il punto nascita e i bambini con patologie dovranno essere trasferiti a Bari, a Lecce o a Foggia. Quel reparto per sopravvivere avrebbe bisogno di 14 medici, ma attualmente lavorano solo 7 neonatologi compresa la primaria che, oltre a svolgere il suo ruolo è stata costretta ad entrare nella turnazione per garantire il servizio. Insomma, una serie infinita di problemi. Taranto – ha concluso Scalera – è stanca di subire. La situazione è molto preoccupante e richiede misure ed interventi straordinari e tempestivi.”