Il palcoscenico del teatro Orfeo di Taranto ha ospitato, Massimo Lopez e Tullio Solenghi, con lo spettacolo “Dove eravamo rimasti” uno show ricco di musica, imitazioni e gag, che li ricongiunge idealmente con gli spettatori, da loro considerati dei ‘vecchi e cari amici’.
I due attori hanno rotto il ghiaccio con il sipario ancora chiuso, inondando la sala con un fumogeno capace di alterare la percezione comica della realtà per rendere tutta la serata esilarante. Questo è stato il loro modo di assicurarsi la risata del pubblico, la prima di una lunga serie.
Così dallo sgarbo fatto alla platea, sono passati allo ‘Sgarbi’, interpretato da Lopez, il quale impartisce una severa lectio magistralis al povero allievo Solenghi, continuamente paragonato ad una ‘capra’. Un ping pong di imitazioni di personaggi importanti del passato e del presente che si incontrano, proprio come il Presidente Mattarella che discute con Papa Francesco e l’interazione di Papa Ratzinger, interpretato da Solenghi, che si lamenta di non essere ancora stato santificato durante l’intervista con Maurizio Costanzo imitato da Lopez.
Sul palco, ad accompagnare musicalmente gli attori, c’era il quartetto musicale della Jazz Company diretta dal maestro Gabriele Comeglio. Tra una gag e l’altra Lopez ha eseguito “My Way”, “Send in The Clowns”, “That’s Life” e “Lady is A Tramp” di Frank Sinatra, mentre Solenghi ha cantato “Conosci mia cugina?” composta da Carlo Alberto Rossi. I ‘bei tempi’ che gli adulti ancora rimpiangono ed i primi siparietti che intrattenevano gli spettatori senza tante moine, come lo storico sketch proposto dal duo che si svolge nella sala di attesa del dentista, appartenente al genere dell’avanspettacolo.
Il passato lascia spazio al presente e alle nuove tecnologie che continuano ad impossessarsi della quotidianità delle persone, concetto spiegato attraverso l’esilarante litigio tra le famose assistenti vocali Alexia e Siri, ed ancora il racconto della favola “Cappuccetto rosso” in un linguaggio politicamente troppo corretto, capace di snaturare la morale della storia stessa. Un’esagerata censura che non risolve nessuna questione sociale.
Due attori camaleontici che a distanza di pochi secondi erano capaci di passare da Mike Buongiorno a Pippo Baudo gli ‘antagonisti’ della televisione italiana a Cristiano Malgioglio e ancora Giampiero Mughini. Un teatro dinamico che ha catturato il pubblico grazie alla libertà di espressione che hanno utilizzato tramite la loro arte. Una narrazione lineare che non ha subito interruzioni forzate scaturendo di conseguenza una sana risata.
Gli ultimi momenti sul palco sono stati dedicati ad Anna Marchesini, Lopez e Solenghi l’hanno voluta ricordare attraverso le toccanti parole della canzone “Dentro la tasca di un qualunque mattino” scritta da Gianmaria Testa. al termine dell’esibizione un lungo applauso ha accolto l’omaggio in ricordo della grande attrice.



