Nella tarda serata di mercoledì 20 novembre, un infermiere di 47 anni in servizio al Pronto Soccorso dell’ospedale SS. Annunziata di Taranto è stato aggredito con un forte schiaffo sul volto da un utente che voleva essere visitato senza rispettare la fila.
In seguito all’aggressione, l’infermiere avrebbe quasi perso i sensi ricorrendo alle cure del medico di turno. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri dopo aver raccolto qualche informazione dal personale sanitario hanno individuato l’aggressore ancora presente in sala d’attesa. Dovrà rispondere di aggressione e lesioni a pubblico ufficiale sanitario in servizio.
La Direzione Strategica della Asl Taranto, in un comunicato, ha espresso piena solidarietà all’infermiere aggredito. Queste le parole del direttore generale Vito Gregorio Colacicco ha aggiunto: “Siamo informati sulle sue condizioni, lo sentiremo telefonicamente e lo incontreremo presto, proprio per ribadire il nostro impegno a tutela della sicurezza e della dignità dei lavoratori e delle lavoratrici”.
“Nessun atto di violenza sarà mai tollerato, non ci sono scusanti – ha continuato il direttore generale Vito Gregorio Colacicco – Come azienda, ci costituiremo parte civile nel processo, a dimostrazione del fatto che i nostri operatori sanitari meritano rispetto e non intemperanze o aggressioni”.
Proprio per affrontare questo problema, all’interno della Asl Taranto è stato istituito il Gruppo di lavoro per la prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari: composto da personale sanitario e professionisti specializzati e formati sul tema, ha l’obiettivo di individuare e mettere a punto le misure necessarie per garantire la prevenzione di atti di violenza, fisica e verbale, verso gli operatori sanitari. Alla luce delle linee di indirizzo recentemente approvate dalla Regione Puglia (con deliberazione della Giunta Regionale n. 1059 del 31 luglio 2024), Asl Taranto è impegnata nell’individuazione e nella realizzazione delle azioni e attività necessarie per minimizzare i rischi, creare un clima favorevole all’interno e all’esterno, limitando quei fattori che concorrono all’aumento del rischio di aggressioni, sensibilizzare la popolazione per garantire agli operatori di lavorare in serenità e sicurezza.
Lo schiaffo è stato dato da un operatore sanitario della Sanitaservice. L’uomo, attraverso una mail inviata alle varie redazioni giornalistiche, si è scusato ma ha parlato di “disagio e rabbia” per “la reazione di fronte ad una persona che stava soffrendo” (il padre, colpito da infarto): “All’arrivo al Pronto Soccorso, mio padre in un momento di particolare dolore e agitazione, con pressione ormai altissima e difficoltà a respirare, ha riportato in maniera concitata e a voce alta quanto stava vivendo, e ha riferito un insopportabile bruciore al petto; l’infermiere ha risposto urlando e inveendo contro mio padre che solo un’ora dopo è stato operato a causa di un infarto, e che dovrà subire un’altra operazione a cuore aperto. Non ho saputo contenere il disagio e la rabbia per la reazione di fronte ad una persona che stava soffrendo e, sbagliando, ho dato uno schiaffo all’infermiere. Certamente mi scuso per quello che è accaduto, e per non aver saputo tenere a freno il mio grande disappunto, ma ci tengo a dare la reale versione dei fatti, dopo i quali peraltro ho chiesto scusa all’infermiere e dallo stesso ho ricevuto altrettanto. Scambio di scuse che è avvenuto davanti ai carabinieri. Dunque nessuna insofferenza per la fila e nessuna prevaricazione da parte mia che lavoro nella sanità e rispetto il lavoro di tutti, ma ritengo si debba avere estrema delicatezza nel trattare la sofferenza di chi si rivolge ai sanitari per necessità”.
“E’ davvero inaccettabile – afferma il segretario generale della Fials Taranto, Emiliano Messina – che il personale sanitario continui ad essere aggredito, insultato e vessato per colpa di un sistema che ormai non funziona più. Quindi, faccio due appelli. Il primo lo rivolgo ai cittadini, affinché non sfoghino sul personale sanitario le responsabilità che sono invece da attribuire al sistema. Il secondo appello invece lo rivolgo alla Asl e ai politici, perché sia chiara una volta per tutte che la burocrazia non può incidere sui servizi sanitari e in particolare su quelli di emergenza/urgenza, come i Pronto Soccorsi e il 118”.