Case e ospedali di comunità (anche al Paolo VI), lavori in corso al San Cataldo, prossime assunzioni, il destino del Ospedale SS.ma Annunziata e altro ancora: ne abbiamo parlato con il direttore generale della Asl Taranto Vito Gregorio Colacicco, a margine della conferenza stampa sui lavori in corso all’ex Banca d’Italia, sede dei corsi di laurea in medicina e farmacia.
“Stiamo realizzando 17 case di comunità, che si aggiungono a quelle di cui abbiamo già disponibilità” – ha detto Colacicco, specificando che si tratta di opere che il decreto interministeriale 23 maggio 2022 definisce come luogo fisico di facile individuazione al quale i cittadini possono accedere per assistenza sanitaria e socio-sanitaria. “Per accedere ai relativi fondi Pnrr” – ha aggiunto – “E’ stato necessario interfacciarci con i consigli comunali e con i sindaci chiedendo loro se avessero disponibilità di suoli oppure stabili dismessi da destinare a tali strutture. Ottenuta risposta positiva, attraverso delibere di giunta, abbiamo messo a punto i progetti, candidandoli così per l’ottenimento dei fondi. I cantieri sono già partiti, compreso quello nell’edificio ex Opere Pie, al quartiere Paolo VI, dove i bambini avevano facile accesso, mettendo a serio rischio la loro incolumità”.
Sono state dunque definite le strutture sanitarie di ricovero della rete di assistenza territoriale che svolgeranno una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero, mentre gli ospedali di comunità individuati sono cinque: a Ginosa (“dove la parola ospedale non si sentiva da secoli, anche se c’era qualcosa precedentemente” -ha detto Colacicco), a Castellaneta, a Martina Franca, a Manduria e a Grottaglie. “Ma contiamo di realizzarne uno anche a Taranto, il cui progetto sarà candidato ai relativi fondi” – ha annunciato.
“Disponiamo anche delle centrali operative territoriali che abbiamo già avviato a fine settembre” – ha riferito Colacicco – “Si tratta di quei riferimenti intermedi per quanto riguarda l’utilizzo della telemedicina, quindi i device, per poter fare diagnosi riguardo alcune patologie, come la tele cardiologia ecc.”
Per la situazione ospedale San Cataldo, Colacicco afferma “I lavori procedono speditamente. Noi contiamo per il 2025 di avere già tutto pronto. La parte più delicata che andremo ad affrontare è quella che riguarda i collaudi degli impianti: rispetteremo i tempi senza nessuna pressione per non ripetere errori del passato di cui portiamo ancora i segni”.
Colacicco ha spiegato che stanno già arrivando gli arredi, le lampade scialitiche e le colonne, alcune delle quali già in fase di installazione. “Abbiamo già avviato diversi gruppi di lavoro mentre tutti i primari con i coordinatori infermieristici stanno effettuando i necessari sopralluoghi, proprio perché un posto così grande, con 723 posti letto, ha bisogno di essere ben metabolizzato da chi dovrà operarvi” – ha detto – “Sono sicuro che i nostri bravissimi primari del ‘SS.ma Annunziata” potranno così pienamente esprimere le loro grande potenzialità, finora penalizzati, ahime!, dalla mancanza di strutture idonee”.
Colacicco ha anche riferito di aver ottenuto garanzie dal presidente della Regione Michele Emiliano per l’arrivo del personale aggiuntivo: “Non possiamo stare nel perimetro dei tetti o comunque dei piani assunzionali in vista dell’apertura dei nuovi reparti, quali ad esempio la cardiochirurgia, la psichiatria infantile, il maxillo facciale, l’odontoiatria, che necessiteranno di più personale. Contiamo inoltre, con la regia della Regione Puglia, di attivare tempestivamente i concorsi per gli operatori socio-sanitari (oss) e gli infermieri”.
Per quanto riguarda l’utilizzo del “SS.ma Annunziata”, una volta dismesso, la Asl ha avviato contatti con il Comune per un’approfondita riqualificazione sia del nosocomio sia delle aree limitrofe . “Sicuramente vi andremo ad attivare dei servizi assistenziali, socio sanitari e ambulatoriali. Dato che i medici di base di Taranto non hanno la possibilità di costituire dei centri polifunzionali territoriali, proporremo per una parte della struttura la destinazione a questi setting assistenziali e alla medicina territoriale, per poi arrivare alle cure a domicilio, il miglior luogo per il trattamento del paziente”.
Infine i lavori all’ex Banca d’Italia, nuova sede universitaria. “Questo cantiere è un bellissimo esempio di convivenza e di pluralità di interventi, grazie ai quali abbiamo potuto far proseguire i corsi di medicina. Questo è stato possibile grazie all’attivazione di un tavolo di lavoro con la partecipazione degli studenti, dell’università, dell’impresa appaltatrice, del direttore dei lavori e del Rup per modulare gli interventi in maniera tale da non causare problemi sia all’andamento del cantiere sia al normale svolgimento delle lezioni” – ha detto – “Con la disponibilità dell’intera struttura avremo la possibilità di far svolgere l’intero corso di laurea in medicina, con le sue articolazioni, dal primo al sesto anno. Per quanto riguarda la clinicizzazione, già ora per alcune discipline c’è stata la disponibilità del SS.ma Annunziata. Ma con l’apertura del San Cataldo tutto sarà più funzionale e potremo così avere anche a Taranto il policlinico”.

