“Black Friday” (dall’inglese, Venerdì nero): quello che, in prossimità delle feste natalizie, avrebbe dovuto costituire un’opportunità per risollevare le sorti del commercio di vicinato, si è rivelato invece un’ulteriore delusione per il settore. Tale denominazione, ricordiamo, è in uso negli Stati Uniti per indicare il venerdì successivo al “Giorno del ringraziamento” (“Thanksgiving day”), che si celebra il quarto giovedì di novembre.

Dal 1952 tale ricorrenza (che quest’anno è caduta venerdì 29) è tradizionalmente considerata, sempre negli Usa e poi anche in Italia, l’inizio della stagione delle compere natalizie e dei relativi saldi. I prodotti possono infatti essere scontati anche fino al cinquanta per cento, facendo in modo che la spesa per i regali di Natale (e non solo) possa essere davvero contenuta se si riesce ad approfittare della circostanza. Ma Giuseppe Spadafino, vice presidente vicario di Confcommercio Taranto, sostiene che a trarre vantaggio dal “Black Friday” sono state soprattutto le grandi piattaforme on line, come Amazon. Perciò venerdì scosso, come purtroppo avviene da qualche anno, non si sono registrate file di acquirenti davanti ai negozi per approfittare dei pur congrui sconti da tempo annunciati sulle vetrine.

 “Approfittando della mancanza di adeguata regolamentazione a tutela delle nostre attività – dice Giuseppe Spadafino – l’’e-commerce’ ha potuto dilatare anche di una settimana il tradizionale appuntamento con i maggiori sconti, offrendo a una più ampia platea di acquirenti la possibilità di evitare di affollarsi davanti ai nostri esercizi”.

Secondo l’esponente di Confcommercio, a soffrirne sono stati non solo i negozi di vicinato ma anche le grandi catene commerciali, che pure avevano pubblicizzato in largo anticipo la maggiore scontistica. “La situazione è stata avvertita in particolare al Borgo, quartiere che, com’è noto, vuol risorgere dall’abbandono in cui versa da un po’ di anni e per il quale Confcommercio ha intrapreso iniziative di sensibilizzazione, come la petizione che stanno firmando centinaia di tarantini, per sollecitare il Comune a impegnarsi per il suo rilancio – aggiunge Spadafino – Ma la crisi sta colpendo anche viale Liguria, che era diventato il principale asse commerciale della città e che non è più affollata come prima”.

L’esponente di Confcommercio spera che in prossimità del Natale i tarantini possano abbandonare le tastiere di cellulari e computer per riprendere ad affollare le strade, per una boccata d’ossigeno ai negozi di vicinato. “Per questo motivo – evidenzia – ci siamo battuti per chiedere al Comune maggiori iniziative e addobbi natalizi nelle vie per invogliare la gente a uscire di casa. In ogni caso noi commercianti, con intuibili sacrifici vista la situazione di crisi, ci sottoporremo a qualche sacrificio per dar vita a un programma di manifestazioni perché in città si possa respirare aria di festa”.

“E se neanche questo servirà a dare respiro alle vendite – conclude Spadafino – ritengo il dopo feste sarà davvero amaro per noi, con ulteriori saracinesche che potranno abbassarsi definitivamente”.

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