Bypassando gli acronimi che servono per dare maggiore autorevolezza ai ruoli conferiti, nella fattispecie CGO (Chief Growth Officer), il coinvolgimento, nel Taranto che sarà, di Marcel Vulpis, rappresenta un tassello importante e se il suo raggio di azione sarà il coordinamento di comunicazione e marketing c’è da aspettarsi un salto di qualità non indifferente in discontinuità con un passato che, per incompetenza e ragioni economiche, ha ignorato questo aspetto ormai essenziale del calcio moderno.

Vulpis è un giornalista, professionista,  che, sia pur per breve tempo, è stato nella stanza dei bottoni della Lega Pro (come vicepresidente) e quindi conosce le dinamiche del mondo del calcio anche dall’altra parte della barricata. Cinquantasei anni, nativo di Roma ma di origini pugliesi (il padre di Bari, la madre della provincia di Lecce), laureato in Scienze Politiche, ha collaborato, nel ruolo di capo ufficio stampa, con la Federazione Internazionale Sport Invernali (FIS). durante il Mondiale di Bormio2005, ed è stato responsabile comunicazione del progetto “Fifa Fan Fest” (2010/Roma). È docente IULM (Master in Marketing e Management dello Sport), Temple University (sui temi della comunicazione) e Università Tor Vergata-Roma Due (cattedra in “Crossmedialità nella Sports Industry”). Nel 2004 ha fondato l’agenzia “Sporteconomy.it” (di cui è direttore responsabile) leader nel mercato della informazione economico-sportiva. Non è un uomo di campo ma uno che cura l’economia aziendale legata al calcio. Ha già avuto rapporti con Taranto nel passato. Il riferimento è all’anno 2007 ed all’accordo di sponsorizzazione della maglia del libero della Prisma Volley Taranto, curata proprio da Vulpis che all’epoca mirava a promuovere una regata velica internazionale.

Lui sarà il vero uomo di riferimento di Mark Campbell a Taranto essendo in quota Apex Capital Global LLC e quindi potrebbe offrire la sua consulenza anche negli altri club gestiti dal fondo americano (a Cipro come in Spagna). E non è escluso che possa avere, quindi, compiti anche più ampi, quasi da direttore generale. Non a caso Campbell lo ha nominato prima di qualsiasi altro manager. Sarà una sorta di scudo del nuovo presidente con il quale avrebbe già cominciato a mettere su carta qualche idea riguardo la promozione del merchandising, vero strumento di identificazione del tifoso con il club del quale sinora non si è mai avuto un vero e proprio concept.

Tant’è che già pare Campbell abbia adocchiato un locale in pieno centro per poter aprire un negozio del club, con annessa caffetteria, dove poter acquistare prodotti ufficiali, i biglietti delle partite e nel contempo avere la possibilità di poter mettere a disposizione un luogo dove i tifosi possano socializzare. “Sarò il responsabile della crescita e dello sviluppo del marchio Taranto F.C. 1927 in tutte le aree extra-sportive”, queste le sue prime dichiarazioni.

Vulpis è dotato di quella professionalità, quella visione manageriale, che stanno già cominciando a spaventare molti in riva allo Jonio, ossia chi in questi anni ha sguazzato nella propria mediocrità, nel proprio dilettantismo, riuscendo a ritagliarsi un ruolo di comparsa nel codazzo del mega presidente galattico.

Il taglio netto con ciò che è stato, sarà il loop della nuova gestione calcistica. Spazio a volti nuovi, dotati di esperienza e professionalità ognuno per il settore di competenza e ciaone a coloro che in questi anni hanno orbitato attorno al pianeta G. Lo stesso Vulpis in qualche chiacchierata ufficiosa fatta con noi nelle ultime settimane è rimasto colpito dalla quantità di personaggi “strani” che ruotano intorno al club calcistico tarantino, roba da poterne fare una serie Netflix.

Il suo compito non sarà semplice, servirà la fermezza di uno sceriffo. Vulpis pare uno che lavora per la comunità, che non ha secondi fini né scheletri negli armadi e quindi non sarebbe condizionabile dal consueto giochino di personaggi che hanno ormai fatto il loro tempo. E’ ormai chiaro che le società moderne, prima di pensare all’aspetto prettamente sportivo (sarebbero pronti un nuovo diesse, un nuovo allenatore e otto-nove giocatori già bloccati per il mercato di riparazione di gennaio, ndr), costruiscano le propria fondamenta puntando sull’organizzazione manageriale.

Vulpis…in fundo quindi. Prima di arrivare a lui, però, ci sono azioni vitali da compiere, come procedere alla sostituzione della fideiussione e procedere al closing. Pazienza e prudenza…

 

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