| --° Taranto

Vi siete mai chiesti cosa sono i disturbi alimentari? Sono comportamenti collegati alla scorretta alimentazione che compromettono la salute fisica o il funzionamento psicosociale.

Negli ultimi anni i disturbi alimentari, DCA, hanno registrato un costante aumento, colpendo principalmente la fascia d’età compresa tra i 12 e i 14 anni (fonte Istat).

I principali casi di DCA che colpiscono la nostra generazione sono: l’anoressia nervosa che causa elevati livelli di ansia associati al proprio aspetto fisico, vergogna e desiderio di perfezione, la bulimia nervosa ovvero l’eccessiva ingestione di cibo dovuta al disagio e ai bassi livelli di autostima del proprio corpo e infine la fame nervosa (definita anche emotional eating) che sentiamo più vicina a noi giovani, perchè ci porta ad ingerire cibo in base al nostro stato d’animo che può essere di estrema gioia e felicità o di massima tristezza e depressione. Un comportamento sbagliato che compiamo involontariamente anche mentre siamo distratti dai social o dai programmi televisivi.

Una situazione non molto distante da noi in quanto abbiamo vissuto il dolore di una nostra coetanea, tredicenne, che ha affrontato questo disagio sulla sua pelle. Lei non è riuscita a gestire la situazione e senza rendersi conto ha sofferto di anoressia cronica. La malattia le ha fatto perdere 15kg nel giro di 2 o 3 mesi. Inizialmente nessuno si era reso conto del suo malessere perchè è stato semplicemente associato alla voglia di rimettersi in forma. Solo quando il cambiamento è stato più evidente e sospetto abbiamo cercato di capire le reali intenzioni della nostra compagna. È stato importante l’intervento dei suoi genitori che, prendendo in mano la situazione, hanno iniziato un percorso di guarigione aiutandola con medicine e soprattutto supportandola emotivamente. Analizzando i dati che abbiamo trovato dunque sul sito dell’ISTAT riguardo i disturbi alimentari, è emersa una situazione critica sulla quale bisogna intervenire il prima possibile. Nel nostro piccolo, e sulla base delle esperienze vissute,  abbiamo provato a riflettere su alcune azioni che possono essere di supporto.

Ecco i nostri consigli:

1- creare momenti di aggregazione tra di noi, lasciando da parte i cellulari;

2- non lasciarci influenzare dai canoni estetici senza imperfezioni che ci mostrano i social;

3- non circondarci di cibo, ma di persone che ci facciano stare bene e che ci diano un senso di sazietà emotiva.

Un ultimo consiglio, e forse per noi quello più importante, lo vogliamo dare a tutti i genitori:  “Ascoltate maggiormente i vostri figli, perchè molto spesso, presi dalla frenesia del lavoro e della quotidianità, non vi accorgete dei disagi che viviamo, ma ‘giudicate’ i nostri comportamenti come dei capricci non capendo realmente il nostro stato d’animo”. 

 

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