Lo scorso 2 ottobre, in occasione del 35° anniversario dell’omicidio di Giovanbattista Tedesco, vittima di mafia, la classe 3B della scuola “Dante Alighieri” ha partecipato al convegno “Faro della legalità”, presso l’istituto “Europa-Alighieri” incentrato sui fatti accaduti nel 1989 e sull’importanza di ricordare l’esempio di chi non ha ceduto a ricatti e minacce.
Al convegno erano presenti la moglie Mariateresa e il figlio Alessandro. I due famigliari hanno parlato della gentilezza e della passione per il lavoro dell’ex carabiniere. Particolarmente toccante è stato il momento in cui la moglie di Tedesco ha raccontato della loro vita insieme e della notte dell’uccisione. Tra gli altri ospiti ricordiamo la presenza di Viviana Matrangola, Assessore regionale alla Legalità e figlia della vittima di Mafia Renata Fonte. Parlare di Giovan Battista Tedesco agli alunni rientra in un percorso di educazione alla legalità, che la scuola “Dante” porta avanti con impegno e convinzione.
Il giovane carabiniere si è trovato ad essere un testimone inconsapevole dei traffici illegali del clan Modeo all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto.
I Modeo negli anni ’80 erano a capo di un’organizzazione mafiosa, implicata in giri di prostituzione, bische, contrabbando, estorsioni ed appalti su tutto il territorio ionico. L’azienda Italsider, importante acciaieria tarantina, con gestione statale, era un affare troppo ghiotto da lasciarsi scappare. Così, con la facciata di una legale impresa di smaltimento dei rifiuti, il clan riuscì a prendere l’appalto e ad entrare nell’azienda. Noti erano i loro traffici illeciti ed il potere estorsivo e criminale del clan, tanto da creare un muro di omertà, che nessuno provò a rompere.
Nessuno, tranne il capo del servizio di vigilanza, il giovane Tedesco, che si accorse di quantitativi di acciaio mancanti dopo la lavorazione rispetto al materiale grezzo acquistato. Dedito al proprio dovere, esempio di rettitudine morale, come ex carabiniere e come uomo, a metà del Settembre dell’89 denunciò ciò di cui si rese conto. La risposta dei Modeo non tardò ad arrivare. La notte del 2 Ottobre Giovanni venne atteso sotto casa, al quartiere Paolo VI, e freddato a colpi di fucile.
Toccante è stato per noi giovani tarantini ascoltare la vicenda dalle parole della moglie e del figlio, che di quella notte sono stati tragici e involontari testimoni. Quell’omicidio ha inevitabilmente segnato la loro vita, ma essi, seppur nel dolore, hanno voluto trasformare la perdita del proprio caro in un messaggio di Amore per la vita e di riscatto per la città di Taranto. La partecipazione al convegno nell’Istituto Europa è un tassello del loro impegno per parlare a noi giovani, cittadini di domani, del valore della Legalità, come un “faro” che possa illuminare sempre il nostro percorso di vita.
Partecipare ad un convegno significativo per la nostra città ci ha insegnato quanto sia importante ricordare un esempio così illustre, affinché il gesto di uno possa essere un messaggio di riscatto per tutti noi tarantini e per la nostra regione.

