| --° Taranto

I numeri non mentono. La Gioiella Prisma Taranto ha un problema e si chiama ricezione (girone di andata chiuso con il 15, 5% di perfetta totale, la peggiore, di gran lunga di tutta la Superlega – clicca accanto per visualizzare classifiche Lega Pallavolo Serie A (legavolley.it)

Ciò influisce su tutto un sistema di gioco che rischia di diventare prevedibile se è vero che Taranto è la squadra assieme a Verona che utilizza meno i centrali in attacco (13,5% dei palloni messi a terra arrivano dai centri jonici, il 12,9% per gli scaligeri che però adottano una strategia tattica differente se è vero che l’opposto Keita attacca il 38% dei palloni totali, raffrontati al 28% circa dell’omologo rossoblù Gironi).

Eppure per attacchi vincenti Taranto è sesta nella classifica generale di Lega (Gironi 7° nella graduatoria individuale con 137 punti), sesta per ace realizzati e sempre sesta per muri vincenti (bene D’Heer al 3° e Alonso al 7° posto).

Tornando alla ricezione fa specie che sia il giovanissimo libero Luzzi ad avere la percentuale migliore di perfetta (21,5%), davanti a Rizzo (20,3%) e Lanza (16,2%).

Infine facendo un rapporto tra numeri di punti conquistati e numero di errori concessi ne esce che il giocatore con una migliore efficienza è il centrale Alonso (50%), seguito dal collega di ruolo (44%). Assolutamente negativa l’incidenza sulla squadra dell’apporto del canadese Hofer che sinora ha totalizzato 122 punti ma ha anche concesso tra errori in battuta, ricezioni sbagliate, attacchi errati e attacchi murati ben 99 punti. Il che significa al netto che la sua efficienza è pari circa al 20% (ad esempio su 10 punti realizzati, 8 li regala poi all’avversario con degli errori).  Più affidabile, da questo punto di vista, Held che ha una percentuale di efficienza del 31%.

In sintesi, lasciando da parte dati e statistiche, è lampante di come si debba lavorare molto sulla ricezione (punto debole della squadra) per poter dare la possibilità al palleggiatore Zimmermann prima di tutto di alzare meno palloni in condizioni difficili (da seconda linea o staccati da rete) e poi di poter variare di più il gioco di attacco sui centrali con palla da gestire negli ideali tre metri.

*foto Paolo Occhinegro

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