Il suo ruolo durante le ultime sedute del Consiglio Comunale, l’impegno politico per la città, la solidarietà ricevuta dai cittadini dopo la revoca dell’incarico di presidente della massima assise cittadina, i progetti per il futuro: Piero Bitetti si racconta ai microfoni del Corriere di Taranto.
Consigliere, le recenti riunioni del Consiglio Comunale hanno restituito l’idea di una certa “confusione” in seno alla politica locale: consiglieri che si alzano durante le votazioni per invalidarle, cambi di schieramento tanto improvvisi quanto effimeri e lo stesso Abbate appare, in taluni momenti, un po’ spaesato. Qual è la sua impressione dall’interno?
“Sui passaggi dei miei colleghi dalla maggioranza alla minoranza non mi esprimo, ho massimo rispetto per le idee di tutti.
Nell’ultima seduta mi sono permesso di sollevare un problema relativo alla mancata votazione su un documento che faceva riferimento al PUG, la cui importanza è tale da ridefinire la città del futuro sotto molteplici punti di vista. Abbate mi ha risposto che nessuno aveva sollevato questo argomento in conferenza dei capigruppo; tuttavia, è stata mia premura ricordare che è compito del presidente del Consiglio comunale iscrivere i punti all’ordine del giorno”.
Quando è stata approvata la mozione di revoca del suo incarico di presidente del Consiglio Comunale, c’è stato il voto di qualche consigliere che l’ha ferita maggiormente?
“Sì. In particolare, mi ha disturbato l’ipocrisia di alcuni che privatamente hanno dichiarato di non condividere il gesto, ma in aula hanno comunque votato a favore della mia revoca per spirito di appartenenza alla squadra, per allinearsi, insomma, alle indicazioni ricevute.
Raccogliendo le impressioni dei cittadini con cui ho parlato negli ultimi mesi, ho avuto la conferma del fatto che quanto accaduto sia legato al mio passaggio all’opposizione lo scorso febbraio, insieme alla partecipazione al tentativo di sfiduciare il sindaco.
Un gesto politico, quindi, niente a che vedere con quanto scritto nelle motivazioni della mozione”.
Quali sono i suoi attuali rapporti con il sindaco?
“Ognuno di noi ha il suo ruolo: Melucci fa il sindaco e deve provare con la sua Giunta a concretizzare il programma con cui è stato eletto, io faccio il consigliere comunale e ho un campo di visione differente dal suo, sia in termini di azioni politiche che di responsabiltà.
Rispetto il ruolo di ciascuno, al centro deve esserci il bene di una collettività che sta soffrendo per le motivazioni che tutti conosciamo: tanti settori, in questo momento, sono ansiosi di ricevere risposte”.
Che fine ha fatto il ricorso per la revoca del suo incarico?
“Sarà depositato presto e servirà a far luce sugli aspetti che hanno caratterizzato questo atto amministrativo: lo devo alla mia reputazione, per quanto molti cittadini, come le dicevo prima, mi hanno manifestato solidarietà. Io sono convinto di aver onorato quel ruolo, che va vestito con la giusta cultura istituzionale e che, seppur nato da un accordo di maggioranza, deve rappresentare con imparzialità ed equilibrio tra le forze politiche la massima assise cittadina”.
I suoi progetti politici futuri? Si parla di un probabile coinvolgimento in Regione
“Al momento non so chi mi abbia coinvolto in Regione (ride, ndr). Io faccio politica e ritengo che, oltre a dare risposte quotidiane e non solo con l’approssimarsi delle elezioni, un politico debba essere sempre sul pezzo e farsi trovare pronto alle sfide che si possono presentare tutti i giorni.
Non vivo con l’ansia da prestazione, attualmente al centro del ragionamento che faccio non c’è il mio futuro politico: vivo il momento, provo a fare un buon lavoro secondo le aspettative di chi mi ha eletto e anche di chi, pur non avendomi eletto, vede comunque in me un punto di riferimento credibile. Il mio compito, per adesso, è dare risposte ai cittadini di Taranto, poi si vedrà”.