Nessuna sorpresa per Taranto e provincia: all’ormai immancabile appuntamento con la classifica sulla Qualità della Vita stilata come ogni anno da Il Sole 24 Ore, il capoluogo ionico e il suo territorio di pertinenza si posizionano al 94esimo posto su 107, risalendo di appena 3 posizioni rispetto allo scorso anno.

La performance peggiore? Le ore di cassa integrazione autorizzata, dato per il quale Taranto scivola agli ultimi posti, classificandosi 105esima.

Una piaga, possiamo ormai definirla così, quella occupazionale, grazie a cui la città dei due mari inanella altri voti pessimi, piazzandosi ad esempio al 101esimo posto per il tasso occupazionale (appena il 47,5%) e al 104esimo posto per numero di persone con un titolo di laurea ed età compresa tra 35 e 39 anni.

Nel complesso, per il settore Affari e Lavoro, Taranto e provincia sono all’ultimo posto in Italia. Non certo una novità, insomma, a giudicare dal numero di vertenze occupazionali e dalla precarietà lavorativa che minano il tessuto sociale del territorio.

Un altro indicatore che non desta scossoni, in quanto già ampiamente trattato anche dal nostro giornale, riguarda la sicurezza sulle strade extraurbane: per la mortalità in quest’ambito, infatti, il Tarantino si colloca al 101esimo posto.

Nel settore Giustizia e sicurezza si segnala il ritmo eccessivo degli incendi che divampano sul territorio (96esimo posto con quasi 25 denunce ogni 100mila abitanti), mentre aumenta il numero di cause civili che determina l’indice di litigiosità del territorio (95esimo posto con oltre 4mila cause ogni 100mila abitanti).

Migliora, invece, l’indicatore che riguarda Demografia e società: se aumenta l’indice di natalità a fronte della diminuzione di anziani, la qualità della vita per donne, anziani, giovani e bambini resta davvero bassa.

Per ciò che concerne i servizi offerti ai fini del miglioramento qualitativo della vita dei cittadini più piccoli, infatti, Taranto e provincia si posizionano all’82esimo posto e per gli anziani al 75esimo, ma il vero e proprio tonfo riguarda i giovani: penultimo posto in Italia, peggio di noi solo il Sud Sardegna. Da segnalare che, negli ultimi 5 posti della classifica, si trovano anche altri due capoluoghi pugliesi, Brindisi e Foggia.

Anche l’occupazione femminile si abbassa del 2,8% rispetto allo scorso anno (che presentava già uno dei dati più bassi d’Italia), fermandosi al 31% (meno della metà di quello segnato dalla prima in classifica per qualità della vita femminile, Firenze) così come scende anche la percentuale di imprese gestite da donne e il numero di laureate (appena il 18%).

Ancora un’ovvietà il terz’ultimo posto a livello nazionale per percentuale di raccolta differenziata: è pari a 0 la percentuale segnalata da Legambiente e su questo dato influisce notevolmente il capoluogo ionico, dal momento che la provincia conta comuni virtuosi come Leporano.

Nonostante la posizione felice dal punto di vista climatico, Taranto e provincia presentano altre due storture: la bassa quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili a fronte, ad esempio, di un irraggiamento solare di oltre 8 ore al giorno e, ancora una volta, l’alto numero di ondate di calore (95esimo posto con 22 sforamenti nel periodo 2011-2021).

Miglioramenti appena percettibili anche per l’ambito Cultura e tempo libero, ma il posizionamento resta ancorato alla parte inferiore della classifica (87esimo posto): pessimo l’indice di lettura (95esimo posto) a cui corrisponde una diminuzione del numero di librerie presenti negli ultimi anni, così come decisamente bassi si rivelano la partecipazione elettorale (94esimo posto con il 38% di votanti) e l’indice di sportività (87esimo posto).

Commentare questi dati equivarrebbe a sparare sulla Croce Rossa: le criticità del capoluogo ionico e della provincia sono ormai note e incancrenite e, a fronte di alcuni lievi miglioramenti, appare sempre più evidente che ci sia ancora molto su cui lavorare in maniera decisamente più efficace di quella attuale.

LE PRECISAZIONI DA PALAZZO DI CITTA’

“Ci sono due aspetti che vanno debitamente evidenziati: il primo è quello relativo alle tre posizioni guadagnate rispetto ad un anno fa (si è passati dal 97esimo al 94esimo posto); il secondo, invece, testimonia che quello cristallizzato dall’inchiesta stilata dalla nota testata giornalistica economica è il quinto miglior risultato conseguito dal capoluogo ionico negli ultimi 28 anni.

Si tratta di una classifica che nel confermare il trend positivo già tracciato dalla precedente indagine svolta da Italia Oggi, che ha visto Taranto guadagnare due posizioni rispetto allo scorso anno, evidenzia una costante risalita delle posizioni da parte della città e del suo territorio in diversi settori. Ad esempio,  recuperi si sono registrati nell’ambito di “Cultura e tempo libero” (87esimo posto). in quello di “Ambiente e servizi” (Taranto e provincia si attestano all’86esimo posto nonostante per la “raccolta differenziata” siano al 105esimo), o per gli indicatori “Ricchezza e consumi” e “Demografia, società e salute”, che vedono il nostro territorio attestarsi in entrambi i casi all’80esima postazione.

In particolare, da questi dati emerge come l’Amministrazione comunale di Taranto abbia fatto riprendere molte posizioni nelle aree deboli della cultura, della società e della demografia, così come una risalita deve segnalarsi per quanto riguarda la classifica legata alla crescita del PIL, dove siamo 23esimi in graduatoria, o alle “Imprese sociali” (siamo 34esimi) o alle “Diseguaglianze del reddito netto” (siamo 25esimi). Un maggiore impegno dovrà essere profuso per quanto concerne, invece, i settori “Giustizia e sicurezza” (dove occupiamo la 74 posizione) ed “Affari e lavoro” (siamo 104esimi) dove è stata riscontrata una leggera discesa in graduatoria.

Risultati, questi ultimi, che comunque non offuscano la rilevanza dei continui passi avanti che il nostro territorio sta compiendo attraverso la programmazione e la realizzazione di grandi infrastrutture ed in vista degli appuntamenti sportivi internazionali che dovrà affrontare già a partire dai prossimi mesi grazie al titolo di “Città europea dello Sport” e ai “Giochi del Mediterraneo 2026”.

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