Vogliamo davvero che qualcuno ci influenzi? Negli ultimi anni nel mondo social si sono affermate delle figure capaci di influenzare e di intrattenere gli utenti. Stiamo parlando del content creator o dell’influencer, che sono in grado attraverso le loro interazioni social di orientare i follower attraverso il loro modo di pensare e di modificare le nostre scelte.

Questo fenomeno si è sviluppato all’interno delle piattaforme digitali più diffuse nel mondo adolescenziale, quali Instagram, YouTube e Tik Tok. Per comprendere i reali interessi della generazione Z verso questi personaggi “famosi”, abbiamo intervistato i nostri coetanei, di età compresa tra i 12 e i 14 anni, per comprendere quali sono le motivazioni che li spingono a seguire determinati modelli sui social.

I dati emersi ci mostrano che le ragazze sono maggiormente interessate alla moda e all’intrattenimento con un principale focus sui cosmetici di bellezza proposti dalle influencer più seguite, Aurora Celli, Gaia Bianchi, Giulia Salemi e Chiara Ferragni.

Mentre i ragazzi seguono i contenuti creati da Pirlasv, Cicciogamer89, Mongral e Zano che riguardano calcio e videogiochi, ma anche creator come PakyTWC che in maniera estrema e a volte pericolosa mostrano il mondo delle moto.

Una piccola percentuale dei ragazzi intervistati crede che questo sia un valido lavoro per l’elevato stile di vita tenuto da chi pubblica questi contenuti ed ottenuto grazie al grande seguito di follower che hanno.

I content creator, infatti, arrivati a un certo livello di fama riescono a guadagnare tramite le visualizzazioni, i follower, i like, le sponsorizzazioni e le collaborazioni con aziende importanti a livello nazionale.

Nonostante la presenza di questa piccola percentuale, la maggior parte degli adolescenti considera l’influencer o il content creator solo come un hobby che intrattiene e diverte.

I nativi digitali cresciuti in questo mondo si ritrovano spesso a replicare atteggiamenti degli influencer da loro seguiti che possono avere conseguenze anche negative nel caso dell’emulazione di pratiche pericolose come le challenge che altro non sono che sfide che spingono sempre più oltre i limiti chi le compie mettendo a rischio la loro incolumità e quella di chi li segue.

Per questo è importante riconoscere chi sui propri profili social mette a disposizione contenuti utili e informativi o di svago senza per questo mettere a repentaglio la propria vita o fungere da esempio negativo per i propri coetanei facilmente influenzabili.

 

 

 

 

 

 

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