Sabato 14 dicembre la scuola U. De Carolis è stata protagonista dell’Open Day, una giornata dedicata alle famiglie dei futuri iscritti, sulla conoscenza dell’offerta formativa dell’istituto.

Questa “vetrina” ha suscitato l’interesse e la partecipazione degli alunni delle classi terze, che hanno approfondito gli aspetti didattici e culturali. La scuola ha aperto le sue porte a gruppi di giovanissimi ragazzi che sono stati accolti da novelli ciceroni.

Gli studenti hanno esposto i loro lavori in una mostra dal nome “Ti racconto Taranto” nata dallo studio del territorio della Città dei due Mari. Ricerche e documenti storici della città, trovati sui siti web, hanno permesso la scoperta di foto di epoche ottocentesche, che sono state contrapposte agli scatti recenti fatti dagli stessi alunni.

I presenti hanno potuto scoprire le origini della città con il viaggio di Falanto, la spiegazione degli ori di Taras e conoscere i posti più affioranti della nostra città, come il Borgo Umbertino, Ponte Girevole, via T. D’Aquino, via Di Palma, Porta Napoli, la Città vecchia con il ponte di Pietra e via Duomo, piazza Garibaldi, Villa Peripato, corso Vittorio Emanuele, palazzo del Governo e chiesa del Carmine.

Infine, abbiamo approfondito anche la storia del nostro quartiere, mostrando una foto aerea del rione Tamburi, la stazione ferroviaria, la chiesa Gesù Divin lavoratore e la via Galeso. Questa esperienza ha animato il nostro senso di riscatto, perché scoprendo la ricchezza culturale di Taranto abbiamo capito che la nostra città viene sottovalutata e conosciuta principalmente per la questione ambientale dell’ex-Ilva.

Nonostante i piccoli miglioramenti registrati negli ultimi anni grazie al turismo e alle iniziative capaci di valorizzare il nostro territorio, come dimostra anche un report del giornale “Il Sole 24 ore”, Taranto si classifica all’87 esimo posto nell’ambito “Cultura e tempo libero”, un risultato ancora troppo basso.

Dobbiamo ammettere che non è facilissimo vivere qui a causa dei noti problemi che non stiamo a ribadire. Di sicuro c’è che non abbiamo la possibilità di passeggiare o giocare nel nostro quartiere. Molti nostri coetanei sono costretti ad andare nel centro cittadino per avere maggiori possibilità di svago. Le nostre ambizioni sono tante, perchè non riusciamo a rassegnarci all’idea che il rione Tamburi rimanga così per sempre.

“Vogliamo vedere il miglioramento, sogniamo che un giorno l’aria che respiriamo sia finalmente pulita, che ci sia più spazio per giocare, per uscire e per crescere. Sogniamo strade e spiagge libere da rifiuti. Vorremmo che Taranto diventasse per la nostra generazione e quelle future un luogo sicuro e pieno di opportunità, che ci permetta di realizzare i nostri sogni”.

 

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