“Non possiamo che essere soddisfatti del lavoro fin qui compiuto, soprattutto se teniamo presente che nel 2023 stavamo per perdere i Giochi del Mediterraneo a causa del consistente ritardo accumulato per la realizzazione degli impianti, poi recuperati in pochi mesi”.

Così ha evidenziato Massimo Ferrarese, commissario straordinario per i Giochi del Mediterraneo che si svolgeranno a Taranto nel 2026 e presidente del comitato organizzatore, nell’incontro svoltosi nella sede di Confindustria Taranto, su invito di quest’ultima e di Ance Taranto, l’Associazione nazionale costruttori edili.

Tutti gli obiettivi fissati nel 2024 sono stati centrati e i lavori più importanti già affidati e anche partiti. Ma è soltanto l’inizio di un percorso che si concluderà quando vedremo finalmente realizzati i nuovi impianti in vista dei Giochi, la manifestazione più importante nella storia del Sud Italia negli ultimi decenni – ha continuato – Si tratta di un’occasione veramente grandiosa per lo sviluppo del nostro territorio, che vede ben ventuno comuni coinvolti nella realizzazione di quaranta opere per trecento milioni di euro di investimenti: un treno che passa una volta e non ritornerà mai più!”.

A introdurre Massimo Ferrarese, gli interventi di Salvatore Toma, presidente Confindustria Taranto, e di Vito Messi, presidente Ance Taranto.

“Ringraziamo Massimo Ferrarese per il suo impegno fattivo, grazie al quale, recuperati i ritardi, i Giochi del Mediterraneo potranno svolgersi sul nostro territorio.– ha detto Salvatore Toma – Da questo importante appuntamento del 2026 dobbiamo trarre spunto per un cambio di mentalità culturale, per migliorare la progettualità e la tempistica, con uno sguardo all’impegno in ambito etico-sociale: è da qui che dobbiamo ripartire per essere protagonisti della nostra storia”.

“C’è da congratularsi con Ferrarese che ha fatto in modo che si avviasse la realizzazione delle strutture per i Giochi, superando le iniziali divergenze di vedute – ha riferito Vito Messi –L’auspicio è che queste opere così necessarie anche alla rivalutazione e alla rivitalizzazione del nostro territorio vengano completati nei tempi dovuti”.

Qualche lamentela è giunta per la mancanza di aziende tarantine o pugliesi nell’aggiudicazione degli appalti, a causa del criterio con il quale sono state impostate le gare, cioè con offerta economica al ribasso. Ferrarese ha risposto che si è scelta questa strada “in modo da poter utilizzare le economie così rivenienti per le opere minori e a supporto dei Giochi stessi”, permettendo in tal modo l’auspicabile coinvolgimento delle imprese locali.

“Abbiamo centrato importanti obiettivi ritenuti all’inizio impossibili, grazie anche all’apporto dello staff dei miei validi collaboratori, approntato in pochissimo tempo  – ha poi ripreso il commissario Massimo Ferrarese – Nella riunione che tenemmo nel 2023 in Albania, quando sembrava che dovessimo proprio dire addio ai Giochi, promisi, fra lo scetticismo generale, che avremmo recuperato ogni ritardo. Mi assunsi l’impegno della progettazione degli impianti senza la minima copertura di fondi, addossandomi pesanti responsabilità se questi non fossero pervenuti. Siamo stati in ansiosa attesa dell’apposito decreto, finalmente giunto in primavera, così da farci levare un sospiro di sollievo. I 275 milioni di euro per le opere uniti ai 25 milioni per le spese di organizzazione ci hanno permesso di operare con tranquillità e con profitto. I primi concreti risultati sono giunti, così da ricevere i complimenti da parte dei 26 Paesi partecipanti, increduli per la nostra impresa. Noi, la nostra parte l’abbiamo fatta, adesso tocca alle imprese rispettare i tempi prescritti”.

“Taranto merita di più, molto di più e quanto si verificherà con i Giochi nel 2026 costituirà preziosa opportunità per mostrarsi nel suo volto migliore. Ma poi bisognerà continuare a lavorare per cambiare passo nella vita cittadina e per questo ci vorrà l’impegno di tutti”.

Rimarcando la nota dolente della carenza di strutture alberghiere sul territorio, rendendo necessario il ricorso a due navi da crociera per i 4.500 atleti che giungeranno per i Giochi, Ferrarese ha ricordato i più importanti interventi relativi alle strutture sportive, fra i quali i campi da tennis del centro sportivo Magna Grecia in via Alto Adige, il Palaricciardi (che diventerà un vero gioiellino per la nostra città), lo skate-board e ad altri due campi da tennis alla Salinella, il centro nautico, le piscine olimpiche e tanto altro ancora, senza dimenticare i parcheggi per le auto.

“Ma la sfida più importante è quello che ci attende dopo i Giochi – ha detto – Questi impianti infatti dovranno continuare a funzionare, evitando che cadano nell’abbandono. Tutto questo avrà un costo notevole cui bisognerà far fronte, come per le piscine olimpiche, ognuna delle quali necessiterà di un milione e mezzo di euro l’anno per la manutenzione e altri costi di gestione. Massima cura andrà assicurata anche al nuovo centro nautico che, se ben utilizzato, potrà attrarre appassionati di questi sport da tutto il mondo e per tutto l’anno, con intuibili benefici per la città”.

Infine, si è toccata la questione dello stadio Iacovone (che sarà dotato di un maxischermo, inizialmente non previsto), per il quale sono stati stanziati sessanta milioni di euro, cestinando l’originario progetto in project financing definito irrealizzabile. “Dobbiamo dare tutti una mano a salvare il calcio a Taranto – ha auspicato Ferrarese – Sarebbe veramente un peccato dover disporre di uno stadio da serie A per farvi disputare, a essere generosi, viste le attuali vicissitudini, un campionato di serie C. La città non merita assolutamente questo!”.

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