Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Pichetto Fratin ha firmato il decreto per la ridefinizione del perimetro del Sito di Interessa Nazionale di Taranto. Il testo del provvedimento sarà ora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Ricordiamo che fu la legge 9 dicembre 1998, n. 426, ad individuare, tra gli altri, l’area di Taranto come intervento di bonifica di interesse nazionale, mentre con il decreto del Ministro dell’ambiente del 10 gennaio 2000, venne definita la perimetrazione del sito di interesse nazionale di Taranto.

La “Relazione per la deperimetrazione del S.I.N. Taranto”, è stata acquisita agli atti della Direzione generale uso sostenibile del suolo e delle risorse idriche del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica lo scorso 6 marzo 2024, costituente la riperimetrazione del S.I.N. “Taranto”. L’11 dicembre è invece arrivato il decreto del Direttore Generale della Direzione generale economia circolare e bonifiche (ECB) del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica.

Dalla riperimetrazione sono state escluse alcune aree: l’area c.d. “Ecologica” e “Rec.Sel.”, identificata catastalmente nel Comune di Taranto, le aree di proprietà della società Irigom S.r.l. l’area del “Distripark”, quella degli “ex Cantieri Tosi”, l’area oggetto dell’infrastruttura portuale Vasca di colmata a ovest di Punta Rondinella e l’area oggetto delle infrastrutture portuali cd. “Raddoppio IV Sporgente” e “Darsena”.

Nel decreto firmato dal ministro Fratin si legge inoltre che per tutte le aree ricomprese finora nel perimetro del sito di bonifica di interesse nazionale “Taranto” e non incluse nel nuovo perimetro, la Regione Puglia o l’Ente delegato subentra al Ministero dall’ambiente e della sicurezza energetica nella titolarità dei relativi procedimenti. E che le risorse pubbliche statali stanziate per il sito di bonifica di interesse nazionale “Taranto” potranno essere utilizzate solo per interventi su aree comprese nel perimetro del medesimo sito, fatte salve le risorse già impegnate dalla Regione alla data di pubblicazione del decreto per attività ricadenti in aree non incluse nel nuovo perimetro del SIN.

Si tratta di un passaggio importante che interviene dopo 24 anni, l’avvio di un percorso che, d’intesa con il Ministro Pichetto Fratin ed il viceministro Vannia Gava, porterà a successive riperimetrazioni (possibilmente su base annuale) escludendo aree non contaminate incluse nel SIN e bonificandone altre attraverso nuove caratterizzazioni. Anche il Mar Grande necessita di una importante riperimetrazione per la quale è stato chiesto dal ministero dell’Ambiente un aggiornamento dei dati che risalgono al 2009.

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