Nato da poco più di due anni ma con un futuro già a rischio. Si tratta del Presidio Slow Food della cozza nera di Taranto, progetto che tutela il mitile che mai come quest’anno ha subìto gli effetti della crisi climatica.

“Il riscaldamento della colonna d’acqua determina dei processi ecologici che portano alla morte dei mitili, un fenomeno che si era già verificato negli anni scorsi a causa della crisi climatica”, spiega Marco Dadamo, biologo, direttore della riserva naturale regionale Palude Vela e consigliere di Slow Food Puglia.

“Il riscaldamento si è verificato sia in mare aperto che nel Mar Piccolo. Quest’ultimo è un mare chiuso, quindi più soggetto a fenomeni simili. Ma è quando si verificano in mare aperto che devono preoccuparci” – ha sottolineato Dadamo.

Altro aspetto allarmante è la straordinaria durata del fenomeno che, quest’anno, ha causato sia la morte del prodotto messo a maturazione (quindi venduto tra agosto e settembre) che la perdita del “seme”, cioè le piccole cozze che sarebbero state usate per la produzione del 2025.

In sostanza, si è pregiudicato il futuro della mitilicoltura tarantina: “è questo l’effetto catastrofico maggiore – afferma Dadamo, che per Slow Food Puglia è responsabile dei Presìdi Slow Food -. Alcuni dei nostri produttori non hanno patito più di tanto la perdita del prodotto maturo perché fortunatamente ne avevano venduto gran parte. Ma hanno perso il futuro!”.

Così nel mese di dicembre, la rete Slow Food pugliese ha avviato una serie di iniziative a sostegno dei mitilicoltori del Presidio, tra queste ‘Insieme per la regina nera di Taranto’: una vera e propria “maratona solidale” che in una staffetta ideale dal Tavoliere al tacco vuole far arrivare ai produttori tutto il supporto possibile.

A dare il via è stata la rete dei cuochi dell’Alleanza Slow Food con “Un giorno da cozza”, una giornata – il 14 dicembre – in cui hanno scelto di devolvere il ricavato del coperto a sostegno dei produttori della cozza nera di Taranto.

“Sono ristoratori e pizzaioli che ogni giorno rinnovano il patto di filiera con i produttori di piccola scala. Hanno aderito con entusiasmo a questa iniziativa perché usano le cozze tarantine nei loro locali, ne conoscono la storia”,  racconta Marcello Longo, presidente di Slow Food Puglia che è stato tra i primi promotori del Presidio.

Come sostenere i mitilicoltori

Il progetto di solidarietà è stato illustrato in occasione della presentazione regionale delle guide Osterie d’Italia e Slow Wine 2025. Tocca ora alla rete Slow Food pugliese, nei prossimi mesi, raccogliere la staffetta organizzando iniziative diverse ma tutte nobili allo stesso modo.

E per le feste natalizie, arriva anche un panettone solidale ideato dalla pasticceria Virgola di San Vito dei Normanni (Br), una realtà che coinvolge soggetti fragili come donne vittime di violenza e persone con disabilità, offrendo occasione integrazione e riscatto sociale. Si tratta di una versione tutta pugliese del dolce meneghino, che racchiude al suo interno tre Presidi Slow Food (la mandorla di Toritto, gli agrumi di Palagiano e quelli del Gargano) e utilizza le uova biologiche di Hasta l’Huevo, progetto nato all’interno di XFarm, un’azienda agricola che coltiva 50 ettari di terreni confiscati alla criminalità a San Vito dei Normanni e porta avanti diversi progetti di riqualificazione e di inclusione sociale. Parte del ricavato della vendita del panettone, disponibile per l’acquisto presso gli osti pugliesi, verrà devoluto a sostegno dei mitilicoltori tarantini.

fonte: www.slowfood.it

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