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Hanno protestato davanti al piazzale della Concattedrale Gran Madre di Dio, i lavoratori e le lavoratrici della struttura sanitaria tarantina senza stipendio e senza prospettive per il futuro.

Insieme alle organizzazioni sindacali FP Cgil, Cisl FP e FIALS, hanno scelto come scenario l’architettura voluta dalla Curia Arcivescovile e progettata da Giò Ponti, come testimone muta di una situazione che va complicandosi sempre di più, vista la mancata erogazione delle retrizioni di novembre e tredicesima 2024, l’assenza delle retribuzioni di aprile 2024, della seconda tranche della tredicesima 2023 e del premio incentivante del 2024. La Cittadella della Carità, infatti, nata grazie all’impegno della Curia Arcivescovile di Taranto e all’allora Arcivescovo Mons. Guglielmo Motolese, vive una crisi senza precedenti.

Per Cosimo Sardelli della FP CGIL, Flavia Ciraci della CISL FP e Emiliano Messina della FIALS la vertenza è in una “grave fase di stallo”. Sono infatti queste le parole utilizzate dai sindacati per esprimere tutta la loro preoccupazione al presidente della Fondazione della Cittadella della Carità, al direttore generale dell’ASL, alla Regione Puglia, all’azienda Soave e all’Arcivescovo di Taranto.

Quella della vigilia di Natale è stata un’assemblea pubblica che ha portato anche all’attenzione della cittadinanza la condizione di costante incertezza in cui da oltre un anno vivono tutti gli operatori del settore. Una condizione che mina ulteriormente il già depauperato quadro di offerta sanitaria del territorio. “Non c’è più tempo da perdere – affermano Sardelli, Ciraci e Messina – le istituzioni regionali e territoriali intervengano urgentemente a sanatoria di una situazione diventata davvero inverosimile”.

Ci sentiamo abbandonati – dicono i lavoratori – e feriti nella nostra dignità, malgrado ogni giorno continuiamo ad essere presenti in struttura e a svolgere il nostro lavoro in coscienza“.

“A fronte di tutto ciò e non essendoci le garanzie di un piano industriale adeguato all’emergenza chiediamo alla Regione Puglia di intervenire – spiega Mimmo Sardelli, segretario della Funzione Pubblica CGIL di Taranto -. La Cittadella malgrado sia privata continua a svolgere le sue attività con accreditamento della Regione. L’ente sollevi da questa condizione i 160 lavoratori e le loro famiglie”. Questa mattina al sit-in di protesta erano presenti anche il segretario generale della CGIL di Taranto, Giovanni D’Arcangelo, la segretaria Tiziana Ronsisvalle e in segno di solidarietà anche il segretario generale della FIOM CGIL Taranto, Francesco Brigati.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/12/17/la-cittadella-rischia-la-liquidazione/)

Una risposta

  1. È vero che monsignor Mottolese si fece protagonista per la costruzione della “cittadella” ma bisogna ricordare che un grandissimo finanziamento venne dai lavoratori Italsider che con un a rinuncia agli aumenti salariali costituirono un fondo da destinare a opere sociali, che furono tante, attuate con il consenso indispensabile dei sindacati dei metalmeccanici. Per saperne di più sull’attuale crisi della struttura sanitaria bisognerebbe interrogare monsignor Santoro e il suo amministratore.

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