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Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e dei Ministri per la Protezione civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, Tommaso Foti, dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha approvato un decreto legge relativo a misure organizzative urgenti per fronteggiare situazioni di particolare emergenza, nonché per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Tra le disposizioni urgenti in materia di lavoro è prevista quella che estende di ulteriori 24 mesi l’operatività delle agenzie per il lavoro dei porti di Gioia Tauro, Taranto e Cagliari. Sospiro di sollievo dunque per i 318 lavoratori ex TCT collocati all’interno dell’Agenzia del Lavoro istituita nel 2016 ed efficace dal 1 gennaio 2017.

Dopo che gli emendamenti presentati in sede di conversione della legga di Bilancio non avevano ottenuto il parere positivo della VI Commissione Finanze, a causa di un problema tecnico, il governo è intervenuto attraverso un decreto.

La proroga del 2024 ha avuto due coperture, la prima delle quali per il primo trimestre dell’anno col Milleproroghe e quella restante, sino a fine dicembre 2024, con il decreto legge Coesione. Il ministro del Lavoro, Marina Calderone, si è attivata per la copertura nei prossimi due anni. Sono 7 milioni e 828mila euro per gli anni 2025 e 2026, da aggiungere ai 4 milioni e 830mila per ciascuno degli anni dal 2022 al 2024.

Uno strumento, quello dell’’Ima (indennità di mancato avviamento) nient’affatto assistenzialistico, bensì un progetto di politiche attive del lavoro nato con la costituzione del DL 243/16 diventato Legge 18/17 iniziato con circa 550 lavoratori e con un percorso tracciato, al fine di ricollocare i lavoratori ancora presenti in Agenzia attraverso anche e soprattutto una riqualificazione professionale che dovrà essere inevitabilmente coerente con le richieste dei nuovi investitori affacciatisi nell’area ZES. Sino ad oggi la stessa agevolato e consentito la ricollocazione ad oggi di oltre 200 lavoratori con competenze di alto livello in materia portuale presso la San Cataldo Container Terminal, la società veicolo attraverso la quale il terminalista turco Yilport ha ottenuto in concessione il Molo Polisettoriale nel 2019. E che ad oggi non ha ancora realizzato il piano industriale di rilancio che ci si attendeva nel traffico merci dello scalo ionico.

Centinaia di lavoratori, di famiglie, che da anni attendono la possibilità di tornare a lavorare, ritrovando così dignità e sicurezza economica per le loro famiglie. L’ennesima, enorme vertenza sul lavoro per Taranto e la sua provincia, in perenne crisi economica e sociale, ed alla disperata ricerca di una soluzione definitiva e positiva che si continua a rinviare.

(leggi gli articoli sulla vertenza ex TCT https://www.corriereditaranto.it/?s=ex+tct&submit=Go)

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