Ci ha riferito, nella conferenza stampa di fine anno, che è diventato più paziente, che si è affidato alla filosofia Zen. Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto, è parso più loquace che mai (40 minuti di illustrazione dei risultati ottenuti dalla sua Amministrazione nell’anno solare, che portano a circa il 70% lo stato di avanzamento del programma elettorale presentato per le amministrative del 2022) ed ha anche risposto alle domande dei giornalisti, chiamandoli la maggior parte per nome e guardandoli in faccia mentre rispondeva, tranne noi del corriereditaranto.it. Va bene, non siamo gelosi…

Un Melucci apparso diverso da quello delle ultime uscite, più rilassato – lui dice che è anche un po’ stanco –  e pronto a rilanciare il motto “la città prima di tutto”. Un po’ come quelli che mettendosi il prosciutto agli occhi nel corso della gestione calcistica del signor G., hanno sempre sbandierato lo slogan “dalla parte del Taranto” anche quando tutto intorno ci sono delle macerie. Gli vogliamo credere? Vogliamo fare un fioretto per il nuovo anno?

In mezzo a tutto questo buonismo, non si sa fino a che punto sincero, emerge ancora una volta però la scarsa capacità di questa Amministrazione, con in testa il suo sindaco, di fare un minimo di autocritica, anche quando le domande dei giornalisti si sono soffermate sull’eventuale ammissione di errori commessi –“Sicuramente ne avrò fatti, ne faccio tutti i giorni, la macchina è così complessa, siamo assaliti di impegni”- sui numerosi rimpasti di Giunta e cambi di deleghe o sulla maggioranza risicata in Consiglio Comunale – “Il sindaco Stefàno ha governato, in alcuni frangenti, anche con 12-14 consiglieri” – e sull’affaire Abbate: “In quel momento sicuramente è stata una pietra di inciampo sul dialogo con le altre forze di centrosinistra, ma abbiamo testimoniato la nostra forza, la nostra autonomia, la nostra indipendenza, non subordinata a schemi elettorali”. Insomma, per ogni critica ricevuta c’è una giustificazione, mai un’ammissione…

La conclusione pacificatrice ci conferma che Melucci avrebbe raggiunto lo stato Zen: “Stanno arrivando momenti importanti per Taranto. L’immagine della città è cambiata e ci riconoscono i nostri sforzi ad ogni livello istituzionale. Ora serve uno sforzo di normalità”. Buoni propositi stile “tanto questi capiscono solo la serie A”?

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