“Esternalizzazioni non ne vogliamo più, i 9 nidi pubblici ci piacciono di più”. È uno degli slogan che hanno accompagnato la Marcia dei passeggini che si è svolta nel pomeriggio di ieri, 27 dicembre, per le vie del Borgo tarantino.

Il freddo non ha fermato i tanti genitori intervenuti, con bambini al seguito, insieme ai membri del Comitato cittadino “Io amo gli asili-nido” e dal Gruppo nazionale “Nidi e Infanzia”: sullo sfondo delle luminarie natalizie di via D’Aquino il corteo, tra striscioni, rumore di sonaglini e canzoni, si è snodato tra piazza Maria Immacolata e piazza Garibaldi, attirando l’attenzione dei numerosi cittadini presenti.

“Una manifestazione di parte, che non intaccherà la decisione presa” l’aveva liquidata il sindaco, Rinaldo Melucci, durante la conferenza stampa svoltasi nella mattinata di ieri a Palazzo di Città, in cui il primo cittadino ha ribadito le motivazioni alla base della scelta di privatizzare, già a partire dal prossimo settembre, i 9 asili nido comunali di Taranto: “La concessione permetterà al Comune di risparmiare almeno un milione e 600 mila euro annui da destinare alle esigenze della collettività – ha spiegato – oltre che ad agevolare la certificazione delle strutture e permettere all’Ente di partecipare a nuovi bandi e misure per la manutenzione straordinaria delle stesse”.

Il tutto senza mettere a rischio i posti del personale degli operatori amministrativi comunali e senza che la privatizzazione comporti costi maggiori per le famiglie, alla luce del Buono educativo per minori da zero a tre anni; in più, il passaggio a privati permetterebbe di allungare la fascia oraria offerta dal servizio fino al pomeriggio, venendo maggiormente incontro alle esigenze dei genitori lavoratori e coprendo anche l’intero mese di luglio nel periodo estivo. “Insomma, vinciamo tutti”, aveva chiosato Melucci.

Ma la bontà del progetto illustrato dal primo cittadino, a cui la delibera n.444 del 12 dicembre 2024 ha dato il via, non sembra aver convinto genitori ed educatori.

“Non ho sentito parlare di bambini nel discorso del sindaco – afferma Linda Boccuzzi, referente gruppo Nazionale Nidi e Infanzia per il territoriale Puglia – La qualità del servizio non si misura trattenendo dieci ore un bambino all’interno di una struttura, se questa non funziona bene”.

In testa al corteo, col megafono in mano, la Boccuzzi spiega ai microfoni del Corriere di Taranto le ragioni dell’opposizione: “Sono qui anche come pedagogista militante: io credo nel nido in quanto servizio pubblico. Tutta la comunità educante è in subbuglio perchè i nidi comunali sono importanti per la qualità del sistema: privare una città come Taranto dei suoi 9 nidi comunali vuol dire compromettere la qualità del servizio. Stiamo parlando di un servizio pubblico apprezzato ormai da più di 40 anni e definito fiore all’occhiello della città, anche dallo stesso Melucci. L’asilo nido è un diritto dei bambini, un antidoto alla povertà educativa e un baluardo di difesa dell’occupazione femminile, per la quale Taranto è parecchio indietro. È vero, come dice il sindaco, che la nostra città è quella che ha una maggior dotazione di strutture a gestione pubblica della Puglia, ma questo può e deve costituire un esempio positivo, non un’anomalia da eliminare. La presenza di una componente privata così forte nella nostra regione, anzi, la relega agli ultimi posti nella classifica italiana come copertura della popolazione con servizi 0-3 anni. In buona sostanza, gli asili nido pugliesi possono ospitare solo il 20% dei bambini che ne hanno diritto: il privato sociale, insomma, non è stato trainante”.

La Boccuzzi ribadisce di non aver alcun pregiudizio contro l’esternalizzazione: “Il privato può integrare la rete dei servizi, ma è fondamentale che il pubblico conservi la predominanza, per essere garanzia della qualità di quanto offerto alle famiglie, in particolare in una fascia d’età così delicata. L’occupazione non desta timori, sarà salvaguardata in ogni caso”.

Alla Marcia hanno partecipato anche alcuni consiglieri d’opposizione, tra cui Luca Contrario e Vincenzo Di Gregorio del PD e Gianni Liviano di Dèmos, che hanno confermato la propria contrarietà alla scelta di privatizzare i nidi comunali.

Rispediamo al mittente il regalo di Natale di questo Ente“, si legge su uno dei tanti striscioni che hanno caratterizzato il corteo, “I diritti dei bambini prima dei profitti“, recita un altro cartellone.

Intanto è previsto per questa mattina un sit-in indetto da CGIL, CISL e UIL davanti a Palazzo di Città, in concomitanza con la seduta del Consiglio comunale chiamato ad approvare, tra gli altri punti all’ordine del giorno, il Bilancio di previsione 2025-2027.

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