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Il momento delicato del Taranto preoccupa non solo la tifoseria, ma anche alcuni ex beniamini che hanno indossato l’allora gloriosa casacca rossoblù. Tra questi vi è Giuseppe Genchi, già attaccante degli ionici, autore di ben 59 reti e 8 assist in 99 presenze in riva allo Ionio. Il centravanti barese si è espresso sugli ultimi accadimenti nella città dei due mari, provando grande tristezza e rammarico per le vicissitudini legate al club pugliese.

Il Taranto è sempre più relegato all’ultimo posto in classifica e, all’orizzonte, vi è una nuova penalizzazione: può essere ancora salvata la categoria?

«La posizione in classifica è legata a tutte le problematiche che sono racchiuse nel fenomeno Taranto: sarebbe troppo facile addossare la colpa alla squadra. Mentalmente, i giocatori sono assenti. Tutti i fattori esterni, in qualche maniera, incidono nello spogliatoio: tra questi vi è anche la penalizzazione perché tutti gli sforzi fatti vengono neutralizzati da queste situazioni. La categoria può ancora essere salvata, ma vanno fatti investimenti importanti e risolte tutte le questioni burocratiche, migliorando tecnicamente la squadra: ci sono diversi punti in palio nel girone di ritorno».

Che pensiero si è fatto su quanto accaduto negli ultimi mesi?

«Quanto successo ultimamente capita solo al Taranto. È gravissimo che non si riesca, in una piazza del genere, a trovare un po’ di stabilità: tanti investitori si sono allontanati, chi si avvicina non riesce a creare un progetto positivo. Giove è da tanti anni al comando, ha riportato il club in Lega Pro, ma le stagioni e le gestioni sono sempre state piuttosto travagliate: non c’è mai stata una programmazione, che potesse permettere di pensare a un futuro migliore».

Cosa prova, da ex giocatore e tifoso dei colori rossoblù, a vedere il Taranto in questa situazione?

«Tantissimo dispiacere. Non sono riuscito a vedere alcune partite per diversi motivi. Vedere il Taranto in quella posizione in classifica mi rammarica. Lo scorso anno l’annata è stata piuttosto positiva, ma anche nella passata stagione fondamentalmente, senza la penalizzazione, gli ionici sarebbero arrivati secondi e avrebbero potuto giocarsi i playoff in maniera diversa. Il nocciolo della questione è sempre lo stesso».

Cosa pensa sia stato sbagliato nella gestione societaria?

«Serve chiarezza e prospettare tutte le possibilità per il bene del Taranto: troppe persone hanno fatto delle promesse non mantenute, in molti vogliono avere l’ultima parola e tutto ciò crea solo confusione. Bisognerebbe essere sempre trasparenti, anche nei confronti della tifoseria, che soffre questa situazione più di qualunque altro soggetto coinvolto».

* a cura di Cataldo Conte

 

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