Francesco Battista (Lega), Francesco Cosa, Mimmo Festinante e Walter Musillo (Svolta liberale), Massimiliano Di Cuia (Forza Italia), Mirko Maiorino (Partito liberale), Tiziana Toscano e Giampaolo Vietri (Fratelli d’Italia) hanno formalizzato una diffida indirizzata al presidente del Consiglio comunale, Luigi Abbate, hanno richiesto l’annullamento della delibera approvata lo scorso 28 dicembre che prevede la privatizzazione degli asili nido comunali con l’esternalizzazione della loro gestione e la riconvocazione dello stesso consiglio comunale.

“La decisione di privatizzare gli asili nido comunali – hanno dichiarato in una nota gli esponenti del centrodestra – rappresenta un grave errore politico e amministrativo. Si tratta di una misura che impatta direttamente sulle famiglie e sui bambini della nostra città, trasformando un diritto essenziale in un servizio subordinato a logiche di mercato. Riteniamo che l’educazione e l’assistenza ai più piccoli debbano restare – si riporta dal comunicato – una prerogativa pubblica in grado di garantire uguaglianza, qualità e accessibilità per tutti, senza discriminazioni economiche o sociali”.

Oltre al merito, il centrodestra contesta il metodo con cui è stata assunta la decisione: “Gli atti relativi al Dup e al bilancio ci sono stati trasmessi con un ritardo di 28 giorni rispetto ai termini di legge e i pareri dei revisori contabili sono stati resi disponibili soltanto sei giorni prima della seduta. E questa violazione ci ha impedito di svolgere un’analisi adeguata, presentare eventuali emendamenti e maturare un convincimento informato”.
“Gli asili pubblici non si toccano e non vanno sacrificati in base a logiche economiche e a scelte affrettate”, così si conclude la nota dei rappresentanti in Comune del centrodestra.

 

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