Avanti un altro. Dopo i comunicati stampa di ciò che resta del Taranto FC 1927, ovvero la Giovese FC 1927 e di Mark Campbell (appare e scompare da una settimana all’altra, ndc) per conto di Apex Capital Global LLC, ecco il terzo incomodo Giovanni Di Stefano. In una nota torna a manifestare il suo interesse “nel partecipare a una distribuzione di quote e nella gestione e pianificazione per il futuro del Taranto. Inoltre, rivolge un invito al sindaco di Taranto elencando una serie di modalità (campagna di contributi volontari, accordi di sponsorizzazioni, partenariati pubblici-privati, allocazione del bilancio comunale, tassa locale speciale con referendum, sovvenzioni dell’Ue o regionali, crowdfunding, organizzazione di eventi culturali e sportivi con finalità di sostegno al club) che potrebbero essere utilizzate per sostenere cause speciali come quella di una squadra di calcio locale. Insomma ancora tante parole ma anche in questo caso vige l’antico adagio: “Soldi sul bancone e…”.
Intanto radio Firenze racconta di un signor G. in fibrillazione perché settimana prossima scadono le prime messe in mora dei calciatori e la Lega Pro sarebbe già pronta ad escuterla per pagare alcuni giocatori rossoblù ormai ridotti a pane e acqua e con le divise senza neppure Spic & Span. La lavanderia, infatti, pare non abbia più nemmeno i detersivi per lavare le maglie. Atmosfere miserevoli, insomma.
Tornado al Signor G., a “La sai l’ultima” raccontano che abbia fatto appello alla benevolenza del presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, il quale, però, ligio al suo dovere, intende tutelare i suoi associati e non crede assolutamente a fantomatiche garanzie anche di terzi su input dello stesso Sig.G.
Da un lato dispiace perché un Taranto così versione stracciona non si è mai visto nonostante la lunga e dolorosa storia di fallimenti negli ultimi trenta anni. D’altro canto la credibilità del signor G. ai piani alti è vicina allo zero. Non c’è da stupirsi. Dopo sette stagioni di polvere sotto il tappeto e comportamenti sopra le righe, nessuno vuol più sentirlo nominare in certe stanze. Ergo: chi semina raccoglie. È la vita.
Poi c’è questo spiffero di un pullman per Latina pagato dall’ex fondazione, ossia “gli uomini del giorno dopo”. Speriamo che il coach per dirla all’ inglese almeno sia pagato anche per il ritorno altrimenti i tesserati o quelli che resteranno dopo il match dovranno fare l’autostop per tornare a casa. Come successe a molti italiani in Russia durante la seconda guerra mondiale si accaseranno con qualche bella pontina raccolti sul ciglio della strada. Almeno una zuppa di pesce e un bicchiere di acqua non saranno loro negati.
Uscendo dal perimetro dell’ironia tra un po’ di dovrebbe arrivare ai titoli di coda e sono già in molti a volere le teste di chi ha generato questo disastro.
Last but not least abbiamo letto del nuovo istintore, anzi sarebbe meglio parlare di istintrice visto che parliamo di una donna. Si viene a scoprire che da un pò di giorni, dato l’elevato numero di deferiti, incluso Campbell, ve ne sia uno nuovo, anzi una nuova. Sino a quando non sarà deferita anche lei e poi passeremo, seguendo magari la linea dell’albero genealogico, ai nipoti del primo procuratore speciale, pardon instintore. Siamo anche sicuri, comunque, che qualcuno abbia scambiato questo termine giuridico con l’estintore, così come altri, non conoscendo l’inglese, hanno trasformato il ruolo di Vulpis, Chief Growth Officer in Chef…Si ma di Hell’s Kitchen visto che il Taranto Fc 1927 è già’ da tempo all’inferno nel silenzio imbarazzante di una Lega Pro che ormai ha abbandonato al suo destino l’associato n. 60. Complimenti a tutti! Tutti grandissimi professionisti non c’è che dire.
*a cura di Cataldo Conte, editorialista esterno del corriereditaranto.it
Mah! Sarà che io sono cresciuto praticando sport correndo per strade sterrate in pantaloncini e canotte di lana, o a piedi nudi sulle spiagge ioniche oppure anche pedalando su bici prestate da amici per centinaia di chilometri sulla circum mar piccolo, strada per Martina F. e in tutto i circondario, che veramente non riesco a capire di cosa si preoccupano in tanti, compresa questa redazione, se una società che fa affari va in fallimento. Succede, e allora? Peccato che alcuni calciatori avranno qualche difficoltà, come i dipendenti di ex ILVA o, peggio, di quelli dell’indotto o dei tanti che hanno già perso il lavoro e non lo ritroveranno tanto facilmente. Ma davvero dobbiamo stracciarci le vesti per il calcio come se non ci fosse altro nella vita? Vogliamo dimenticare tutti i loschi affari che sono venuti alla luce in questo ambiente? 8corruzione, riciclaggio, scommesse, donnine allegre) E quanto malaffare sicuramente è rimasto sotto traccia ? Chi ama lo sport è meglio che lo pratichi e se non se la sente può guardare altro e che il calcio vada a farsi friggere!