L’attore e regista tarantino Michele Riondino, torna sul piccolo schermo con la miniserie ‘Il Conte di Montecristo’, la fiction tratta dall’omonimo romanzo di Alexandre Dumas, sarà trasmessa su in prima serata su Rai Uno a partire dal 13 gennaio 2025.

Il racconto ruota intorno alle rocambolesche avventure del marinaio marsigliese Edmond Dantés che, ingiustamente accusato di tradimento, verrà rinchiuso nel tetro castello d’If, dove rimane per 14 lunghi anni. Durante la prigionia Dantés conosce l’abate Faria, che gli rivela l’esistenza di un favoloso tesoro nascosto sull’isola di Montecristo. Dopo un’evasione a dir poco ardimentosa, Edmond riesce a impossessarsene e diventa il Conte di Montecristo.
A questo punto la strada per la vendetta contro chi lo ha incastrato è completamente spianata.

Abbiamo intervistato Riondino per scoprire i retroscena della serie diretta dal regista danese e premio Oscar Bille August. “Un progetto molto importante per me con un impegno produttivo ambizioso che si affaccia al mercato internazionale, un’opportunità unica per tutti gli attori che ne fanno parte”, afferma Riondino.

Accanto a Sam Claflin nel ruolo di Edmond Dantés e al premio Oscar Jeremy Irons in quello dell’abate Faria, troviamo altri attori di fama internazionale come Mikkel Boe Folsgaard, Poppy Corby Tuech e Jason Barnett.

Tra gli interpreti italiani, invece, troviamo Gabriella Pession che interpreta Hermine, Nicolas Maupas nelle vesti di Albert de Morcerf e Michele Riondino che recita il ruolo di Jacopo fuori legge assoldato da Edmond assieme a Vampa interpretato da Lino Guanciale. “Il mio personaggio insieme a quello di Lino Guanciale, non ha particolare interesse della strategia di vendetta del Conte, è un fuori legge che permette allo spettatore di avere uno sguardo all’interno della storia di Edmond”, spiega l’attore tarantino.

Una storia che a distanza di secoli riesce a sviscerare tematiche che continuano oggi ad essere oggetto della società contemporanea, quali l’ingiustizia, la vendetta ed il potere.

La vendetta tema universale che, declinato in chiave moderna, viene vista come un’escamotage attraverso il quale i governi un’ingiustizia subita si cerca di avere un risarcimento del torto subito attraverso una strategia ed un percorso di vendetta che coinvolge tutte quelle persone che si affacciano alla storia” -dichiara Riondino e continua- “Mi viene in mente i bambini palestinesi ed israeliani che non hanno colpe, ma che continueranno a perpetrare questa vendetta nei confronti dell’altro perché appartengono a due mondi differenti che hanno trovato nella vendetta l’unica possibilità di risolvere il problema”.

Le riprese, effettuate nel 2023, hanno visto le città di Parigi, Torino, Milano e l’isola di Malta trasformarsi in suggestivi set, capaci di catapultare gli attori nei primi anni dell’800. “Un metodo di lavoro eccezionale, Billie ha una tranquillità e calma nordica che a noi fa pensare subito alla freddezza dei rapporti, ma che in realtà ci ha fatto conoscere la gentilezza, la pacatezza e la passione del regista, fortificando anche il rapporto umano”, afferma Riondino.

Bille August ha saputo guidare una squadra composta da diverse scuole, quella italiana, quella inglese e quella danese. “Non permetteva a nessuno di inquinare la scena, la troupe era ridotta e questo ha permesso a noi di inserirci in maniera assoluta nel contesto e di entrare perfettamente nelle intenzioni dei nostri personaggi, il che ha reso tutto emozionante. Ognuno di noi metteva in campo le proprie esperienze, eravamo pronti ad osservare il lavoro dell’altro, per scoprire le differenti tecniche. Questo ha permesso una crescita professionale e personale, il legame con i colleghi si è rafforzato giorno dopo giorno”.

In attesa di scoprire il personaggio interpretato da Riondino nella serie, abbiamo chiesto all’attore tarantino quali altri lavori lo attendono “Nulla di concreto però mi sto dedicando alla regia teatrale. La produzione di uno spettacolo che spero di portare in giro e soprattutto a Taranto”.

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